I sitelinks di Google sono i collegamenti che vengono scelti da Google tramite un algoritmo non pubblico per comparire sotto il risultato di un sito web. La spiegazione ufficiale da parte di Google sul loro funzionamento è vaga e non entra mai nel merito dell’algoritmo utilizzato.
Il loro scopo è quello di aiutare gli utenti fornendogli delle scorciatoie per arrivare velocemente sulle pagine più importanti del sito segnalato.
Dal punto di vista del possessore del sito Web, è evidente l’importanza di capire come funzionano perché i collegamenti indicati sulla prima pagina di Google attraggono sicuramente l’attenzione e anche un gran numero di visitatori.
In conseguenza di questa constatazione, questi collegamenti hanno un grosso valore economico e quindi molte persone cercano di capire come funzionano. Vediamo quali sono le principali teorie che sono state sviluppate in proposito. Queste teorie hanno tutte una loro logica ed è probabile che l’algoritmo realmente utilizzato da Google sia una combinazione di queste.
Teoria Sitelink 1: orientati ai visitatori
Questa è la più probabile, perché rientra negli obiettivi di Google fornire sempre risultati rilevanti per i visitatori.
I sitelink vengono assegnati quando soddisfano un gran numero di richieste di visitatori che fanno una specifica query. (Citata qui)
Questa teoria può essere condiderata supportata ufficialmente da Google che scrive: “Mostriamo i sitelink per i risultati quando pensiamo che siano utili per gli utenti“.
In più, questa teoria spiega un altro interessante fenomeno: possono essere specifici per una zona geografica: agli utenti di uno stato può piacere il sito web, mentre a quelli di un altro stato può non piacere. Ad esempio, provate a cercare Apple in google.com e in google.co.uk. In un caso ci sono i sitelinks e nell’altro no.
Teoria Sitelink 2: basati sull’autorevolezza del dominio
Più il dominio è autorevole (confrontandolo congli altri del settore), più probabilmente gli saranno assegnati i sitelinks.
Questa teoria è supportata dai googlers. (Citata qui)
Questa è supportata dal fatto che molte ricerche non mostrano i sitelinks e quando ci sono, queste sono per siti grandi o popolari. In ogni caso, aumentare la visibilità e la poporarità di un sito sicuramente non fa male.
Teoria Sitelink 3: basati sull’architettura interna
Se l’architettura interna del sito è fatta in modo da mostrare chiaramente a Google cosa è importante e rilevante, allora ci saranno i sitelinks.
Questo è menzionato anche nelle FAQ di Google. (Citata qui)
“Il nostro sistema analizza la struttura dei link del tuo sito per trovare scorciatoie che faranno risparmiare tempo agli utenti e gli permetteranno di trovare velocemente le informazioni che stanno cercando”.
Teoria Sitelink 4: basata sull’ottimizzazione per i motori di ricerca della pagina (SEO)
Molti webmaster hanno notato che alcuni trucchi SEO sulla pagina possono aiutare ad ottenere i sitelink:
- i link collocati all’inizio del codice sorgente della pagina hanno maggiori probabilità di essere mostrati come sitelinks;
- un uso consistende delle parole chiave nel testo dei collegamenti, nel percorso, nel sottotitolo della pagina e nella struttura semantica (h1 e h2) aiuta a far comparire i sitelinks.
Teoria Sitelink 5: basata sulla forza del brand
Molte persone pensano anche che Google valuti ricerche specifiche sui brand per considerare se ad un sito vale la pena assegnare o meno un sitelink.
Teoria Sitelink 6: basata sulla competizione
Alcuni pensano che i sitelink appaiano tra i risultati del motore di ricerca per quelle query per cui il sito ha poca competizione