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	<title>Siti Web e Marketing &#187; Fondamenti</title>
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	<description>Consulenza dalla a alla z</description>
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		<title>URL e SEO: come definire gli URL dei files</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 12:28:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fondamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnici]]></category>
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		<category><![CDATA[SEO]]></category>

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		<description><![CDATA[Un (URL) Uniform Resource Locator o è una sequenza di caratteri che definisce univocamente l&#8217;indirizzo di una risorsa in Internet, come un documento o un&#8217;immagine, e quindi ci permette di trovarlo. È l&#8217;indirizzo che noi digitiamo nel browser quando cerchiamo una pagina o un file.
Perché ci interessa?
Perché è uno degli aspetti più importanti sia l&#8217;ottimizzazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="URL" src="http://www.seobook.com/images/http.jpg" alt="URL -" width="200" height="136" />Un (<strong><a title="Vedi Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/URL">URL</a>) </strong><strong>Uniform Resource Locator</strong> o è una sequenza di caratteri che definisce univocamente l&#8217;indirizzo di una risorsa in Internet, come un documento o un&#8217;immagine, e quindi ci permette di trovarlo. È l&#8217;indirizzo che noi digitiamo nel browser quando cerchiamo una pagina o un file.</p>
<h2>Perché ci interessa?</h2>
<p>Perché è uno degli aspetti più importanti sia l&#8217;ottimizzazione per i motori di ricerca che l&#8217;usabilità.</p>
<p>Influenza:</p>
<ul>
<li><strong>Il posizionamento</strong>: (mettere delle parole chiave nell&#8217;indirizzo di un file è uno dei modi migliori per dare maggiore importanza alla keyword)</li>
<li><strong>Il click-through</strong>: un URL leggibile può dare all&#8217;utente un segnale di maggiore affidabilità e quindi una maggiore propensione a seguire il collegamento</li>
<li><strong>L&#8217;usabilità</strong>: un URL dal significato evidente aiuta l&#8217;utente a capire cosa troverà sulla pagina, ancora prima di entrarci</li>
</ul>
<p>Vediamo alcune buone pratiche collegate a come definire gli URL dal punto di vista dell&#8217;<strong>ottimizzazione dei motori di ricerca</strong> (SEO).<br />
<span id="more-154"></span><br />
<div style="float:left;margin:5px;"><script type="text/javascript"><!--
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</script></div></p>
<h2>Parole chiave e Lunghezza dell&#8217;URL</h2>
<p>Non ci sono dubbi che le parole chiave nell&#8217;URL contano. Le parole chiave vengono inserite negli URL in modo naturale, però questo non significa che l&#8217;URL vada riempito di parole chiave.</p>
<p>Come ha detto <a title="Leggi intervista" href="http://www.stephanspencer.com/search-engines/matt-cutts-interview">Matt Cutts in un&#8217;intervista</a>, la <strong>lunghezza ottimale è tra 3 e 5 parole</strong>, le parole successive vengono ignorate. Oltre a questo, è stato osservato sperimentalmente che gli URL corti vengono cliccati dagli utenti molto più di quelli lunghi.</p>
<p>Questo significa che devono essere scelte le p<strong>arole più significative ed anche facili da ricordare</strong>; meglio evitare di passare parametri nell&#8217;URL, come gli <strong>ID di sessione</strong>, e di usare <strong>caratteri speciali</strong>, tipo quelli accentati che vengono memorizzati con codici tipo %80.</p>
<p>Inoltre, avere degli URL brevi influenza:</p>
<ul>
<li><strong>l&#8217;usabilità</strong>: nessuno ha voglia di inserire a mano un URL chilometrico nel browser, e anche se lo facessse è facile sbagliare.</li>
<li><strong>SEO:</strong> come detto sopra, i motori di ricerca ritengono più significativi gli URL brevi</li>
<li><strong>click-through</strong>: come detto sopra, sono più cliccati, inoltre Google ora spezza gli URL lunghi con i puntini, o addirittura li sostituisce con i breadcrumbs</li>
</ul>
<h2>Separatori di parola</h2>
<p><strong>Meglio usare i trattini semplici (-).</strong></p>
<p><strong>I trattini sono meglio degli underscore</strong>: Questo perché alcuni motori di ricerca possono interpretare il trattino (-) come separatore di parole, e quindi capisce meglio che le parole sono distinte, rispetto all&#8217;underscore (_), anche se questo non dovrebbe più succedere, non c&#8217;è motivo per rischiare.</p>
<p><strong>Gli spazi </strong>vengono codificati come &#8220;%20&#8243;.</p>
<p><strong>Gli &amp; </strong>vengono codificati come &#8220;%26&#8243;</p>
<p>Le virgole e i punti sono stati utilizzati in passato dagli spammers, per cui meglio evitare.</p>
<h2>Caratteri Maiuscoli e Minuscoli</h2>
<p><strong>Gli URL sono case sensitive</strong>: cioé /home è considerata una pagina diversa da /Home. Se quindi usate CMS o sistemi operativi che non supportano questa distinzione, c&#8217;è il rischio di creare contenuti duplicati. Usare sempre la stessa versione degli URL.</p>
<p>Meglio di solito usare solo i caratteri minuscoli</p>
<h2>Estensioni negli URL</h2>
<p><strong>Attenzione alle estensioni</strong>: utilizzare le estensioni corrette; se si finisce l&#8217;indirizzo di una pagina web con &#8220;.exe&#8221;, potrebbe essere scambiata per un&#8217;applicazione e non indicizzata.</p>
<p><a href="http://www.searchenginejournal.com/urls-and-seo/16417/">Alcuni sostengono</a> che usare un&#8217;estensione.html fa pensare ad una pagina, mentre una URL senza estensione fa pensare ad una cartella. Noi non siamo d&#8217;accordo, perché l&#8217;estensione è una caratteristica richiesta da un sistema operativo obsoleto, e comunque da anni vengono ormai nascoste di default su tutti i SO.</p>
<h2>Altri suggerimenti</h2>
<p><strong>Usare una struttura di URL statica:</strong> usare il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/URL_redirection">redirect</a> 301 solo nei casi in cui una pagina ha effettivamente cambiato indirizzo. Quando gli utenti cercano pagine inesistenti, meglio usare un errore 404.</p>
<p><strong>Non usare Url &#8220;spammosi&#8221;</strong>: non usare parole comunemente usate nello Spam, non esagerare nella lunghezza dell&#8217;indirizzo o del nome del dominio utilizzato, non inserire troppi numeri.</p>
<p><strong>Una volta fissato un URL</strong>, non cambiarlo: questo perché se la pagina era interessante, è molto probabile che qualcuno abbia fatto dei collegamenti, che si vanno a perdere; inoltre Google, che aveva già indicizzato la pagina, si ritrova a dover indicizzare la pagina una seconda volta, e molto probabilmente si perdono delle posizioni.</p>
<p><strong>Non mettere date negli URL</strong>:  se all&#8217;inizio si capisce che una pagina è nuova, dopo anni, invece si fa pensare che la pagina sia vecchia, anche se il contenuto magari nel frattempo è stato aggiornato ed è sempre valido.</p>
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		<title>Comunicare la destinazione &#8211; parte 2</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 07:12:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fondamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing Turistico]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[promozione]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Parte seconda: metodi di pubblicazione alternativi
Per la comunicazione di una destinazione turistica, si sono aperte nuove stimolanti opportunità grazie al progresso tecnico e all&#8217;informatica:
&#8220;direct marketing&#8221;: ultimamente si è sviluppata la diffusione delle brochure su cd-rom. Si è tentato di realizzare anche cataloghi su questo tipo di supporto, ma nonostante si siano rivelati utili per gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-104" style="float: left; margin-left: 2px; margin-right: 2px;" src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/08/brochures-278x300.jpg" alt="Comunicare la Destinazione" width="278" height="300" /><strong>Parte seconda: metodi di pubblicazione alternativi</strong></p>
<p>Per la comunicazione di una destinazione turistica, si sono aperte nuove stimolanti opportunità grazie al progresso tecnico e all&#8217;informatica:</p>
<p><strong>&#8220;direct marketing&#8221;: </strong>ultimamente si è sviluppata la diffusione delle brochure su cd-rom. Si è tentato di realizzare anche cataloghi su questo tipo di supporto, ma nonostante si siano rivelati utili per gli addetti ai lavori, perché ricchi d&#8217;informazioni e immagini, non sono immediati per i consumatori finali.<br />
<strong><br />
materiale multimediale: </strong>video e filmati sono largamente usati, soprattutto nei workshop, nelle fiere e sugli aerei. Tuttavia essi possono essere solo complementari al cartaceo, e presentano comunque il difetto di essere soggetti ad invecchiamento.</p>
<p><strong>web: </strong>L&#8217;alternativa più valida è rappresentata dal catalogo &#8220;on line&#8221; che ha un livello di aggiornamento quasi istantaneo e imparagonabile agli atri strumenti. Inoltre, grazie al marketing elettronico il venditore può presentare i suoi prodotti entrando direttamente nelle case dei potenziali clienti.</p>
<p><strong>media:</strong> possono essere divisi in due grandi categorie: i &#8220;travel media&#8221; specializzati nel settore, (destinati al pubblico (riviste come I meridiani, Dove, Tuttoturismo, Gente viaggi, Le vie del gusto, Qui Touring, ecc.); o rivolti al &#8220;trade&#8221;, cioè agli addetti ai lavori) e i media non turistici. Questi ultimi praticano di fatto una pubblicità indiretta sulla destinazione, che molte volte è più efficace di quella dichiaratamente tale.<span id="more-105"></span></p>
<p>A tal proposito, ultimamente sta prendendo corpo una forma di promozione, che pare stia dando buoni frutti, basata sull&#8217;ambientazione di film, serie televisive e soap opere in determinate località.</p>
<p>C&#8217;è anche una sempre maggiore tendenza ad utilizzare dei giornalisti turistici per promuovere la destinazione. Bati pensare alle guide turistiche, che hanno un grande peso nell&#8217;immagine e nel posizionamento delle destinazioni; ma è necessario avere informazioni e materiale fotografico sempre aggiornato e di qualità. Apparire su una guida turistica è assolutamente importante per una destinazione, così come è importante lo spazio che gli viene dedicato: maggiore è lo spazio, maggiore sarà la spinta a visitarla.</p>
<p><strong>Il web comunque ha sempre la parte del leone. Informazioni a basso costo, opinioni e immagini da parte di milioni di utenti riescono a muovere masse impressionanti di consumatori. </strong></p>
<p><strong>Oggi se non sei sul web quasi quasi non esisti. </strong></p>
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		<item>
		<title>Il sito web può essere un valido strumento di marketing?</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 05:50:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fondamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing Turistico]]></category>
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		<description><![CDATA[Ovviamente si!
Tutto dipende dal tipo di sito. Può essere indirizzato all&#8217;accoglienza e dare  informazioni sui servizi, oppure aver una impostazione più promozionale.
Per il marketing del sito web alcuni consigli:
La prima cosa da fare è registrare il dominio con il proprio nome, con le estensioni .com e .it.
Subito dopo è necessaria un’accurata opera di promozione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/09/opportunita-offerte-dalla-rete1.jpg"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-110" style="border: 0pt none; margin: 5px 20px; float: left;" title="opportunita-offerte-dalla-rete " src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/09/opportunita-offerte-dalla-rete1.jpg" alt="opportunita offerte dalla rete" width="300" height="216" /></a>Ovviamente si!</p>
<p>Tutto dipende dal tipo di sito. Può essere indirizzato all&#8217;accoglienza e dare  <strong>informazioni sui servizi</strong>, oppure aver una impostazione più promozionale.</p>
<p><strong>Per il marketing del sito web alcuni consigli</strong>:<br />
La prima cosa da fare è registrare il dominio con il proprio nome, con le estensioni .com e .it.</p>
<p>Subito dopo è necessaria un’accurata opera di promozione, in modo da raggiungere il massimo dei potenziali clienti. Di conseguenza:</p>
<ul>
<li> L’<strong>indirizzo internet</strong> (URL) del sito deve essere riportato su tutti i materiali promozionali.</li>
<li>È utile farsi &#8220;<strong>linkare</strong>&#8221; da altri siti e fare delle <strong>partnership</strong>, non solo con enti di promozione regionali o nazionali, ma anche con società indirettamente legate al turismo.</li>
<li>Si possono <strong>inserire delle pubblicità</strong> in altri siti, portali, motori di ricerca popolari o siti specializzati in viaggi e turismo (con &#8220;banner&#8221; e spot).</li>
<li>Si devono utilizzare tutti gli strumenti necessari (parole chiave più richieste, tag, keywords, ecc) per <strong>uscire tra i primi risultati quando si fa una ricerca</strong>, questa operazione si chiama ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO).</li>
</ul>
<p>Il sito deve essere costrutito tenendo conto del target di riferimento (tipologia di cilentela):<span id="more-111"></span></p>
<p><strong>Modello &#8220;Information Provider&#8221;</strong>: adatto a siti informativi con poche capacità di interazione (è il caso in cui le destinazioni vengono vendute tramite i tour operator).  Il sito deve avere vetrine semplici e generiche che servano solo da supporto al sito degli organizzatori dei viaggi ai quali si può rimandare attraverso appositi link.</p>
<p><strong>Modello &#8220;Electronic Booking Service&#8221;</strong>: per un vero e proprio canale di vendita adatto al turismo fai da te, che è invece basato sull&#8217;offerta di tante piccole e medie aziende (caso di chi lavora direttamente con alberghi e permette la prenotazione on line).</p>
<p><strong>Modello &#8220;Electronic Travel&#8221;</strong>: simile al precedente ma molto più complesso e articolato: permette al turista di costruirsi da sé il suo pacchetto e di acquistarlo pagando direttamente in rete.</p>
<p>Per maggiori informazioni, <a title="Scrivi alla redazione" href="http://www.studiomader.it/web-marketing/contatti" target="_blank">contattateci</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Le (infinite) opportunità offerte dalla rete</title>
		<link>http://www.siti-web-marketing.com/le-infinite-opportunita-offerte-dalla-rete?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=le-infinite-opportunita-offerte-dalla-rete</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 19:49:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fondamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing Turistico]]></category>
		<category><![CDATA[alberghi]]></category>
		<category><![CDATA[Destination Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Internet marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;uso del web è così diffuso in tutto il mondo che oggi nessuna destinazione può fare a meno di essere presente in rete con una propria pagina o all&#8217;interno di un provider: e questo per piu’ di un motivo.

 I bassi costi di accessibilita’ rendono la rete accessibile praticamente a tutti, da qui la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/09/opportunita-offerte-dalla-rete1.jpg"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-110" style="border: 0pt none; margin: 5px 20px; float: left;" title="opportunita-offerte-dalla-rete " src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/09/opportunita-offerte-dalla-rete1.jpg" alt="opportunita offerte dalla rete" width="300" height="216" /></a>L&#8217;uso del web è così diffuso in tutto il mondo che oggi <strong>nessuna destinazione può fare a meno di essere presente in rete</strong> con una propria pagina o all&#8217;interno di un provider: e questo per piu’ di un motivo.</p>
<ul>
<li> I bassi costi di accessibilita’ rendono la rete accessibile praticamente a tutti, da qui la sua straordinaria diffusione.</li>
</ul>
<ul>
<li>Le informazioni possono essere trasmesse in tempo reale, e questo permette un’ ampia possibilità di articolare o approfondire le varie tematiche oltre che lasciare la libertà all’utente di reperire e scambiare informazioni.</li>
<li>È possibile acquistare prodotti in modo semplice, cosa che ha rivoluzionato completamente il modo di fare management e marketing (basti pensare ai vettori che applicano tariffe low cost che usano la rete per le transazioni; oppure al marketing diretto, in cui vengono pubblicizzate offerte speciali tramite e-mail o newsletter).</li>
<li>È possibile fare promozione di un prodotto in modo facile ed a costi contenuti, poiché il costo non cambia a seconda del numero di utenti.</li>
</ul>
<p>Alcune domande (e risposte) fondamentali a proposito&#8230;</p>
<p><strong>Chi utilizza la rete per turismo? </strong></p>
<p>Volendo tracciare il profilo dell’&#8221;e-traveller&#8221; possiamo dire che è il classico turista fai da te. I suoi tipi di vacanza preferiti sono i city break, le vacanze legate a particolari eventi o quelle itineranti. Il mezzo di trasporto è prevalentemente l&#8217;aereo e il livello di spesa è di circa un quarto superiore rispetto a quello del turista tradizionale.</p>
<p><strong>Quali sono i punti fondamentali per creare una pagina web per la promozione di una destinazione turistica?</strong></p>
<p>La prima regola del <strong>marketing turistico</strong> è la semplicità e l&#8217;immediatezza. E questo vale anche per la creazione di un sito web.</p>
<p>Bisogna assolutamente evitare di realizzare siti tecnologicamente troppo avanzati perché una pagina molto complessa, ricca d&#8217;immagini e altro impiega troppo tempo per aprirsi e potrebbe spingere il potenziale utente a cambiare pagina.<br />
(Per le immagini che richiedono troppo tempo per essere caricate consigliamo di lasciare la possibilità di evitare il download, che altrimenti richiederebbe troppo tempo).</p>
<p>Fondamentale è la struttura del sito: <strong>informazioni precise</strong>, che non stanchino il potenziale <strong>turista</strong> e che siano in grado di convincerlo della bontà della proposta.<br />
(Ma trovare la giusta misura non è cosa semplice, perché il messaggio delle destinazioni turistiche s&#8217;indirizza ad un mercato generale).<span id="more-108"></span></p>
<p><strong>Riassumendo</strong>: bisogna trovare il <strong>giusto equilibrio fra contenuti e rapidità d&#8217;esecuzione</strong>, creare un <strong>sito facile da visitare</strong> e privo di ridondanze di testi, e soprattutto è necessario tenerlo sempre aggiornato.</p>
<p>Ma andiamo in dettaglio:</p>
<h3><strong>Pagina di presentazione</strong></h3>
<p>La pagina di presentazione va curata nei particolari: deve essere attraente e stimolante. Infatti essa  e’ il <strong>biglietto da visita</strong> del sito ed è la pagina che più di tutte le altre colpisce il visitatore.<br />
La pagina principale dovrà contenere solo gli elementi essenziali, rimandando alle pagine  interne per gli approfondimenti.</p>
<h3>Informazioni</h3>
<p>Nelle <strong>pagine interne</strong> dovranno essere contenuti tutta una serie di informazioni relative alle risorse e alle attrattive (<strong>musei</strong>, <strong>monumenti</strong>, <strong>percorsi storici</strong>, <strong>spiagge</strong>, <strong>architettura</strong>, <strong>gastronomia</strong>, con l&#8217;indicazione di alcune <strong>ricette tipiche</strong>, <strong>vini</strong>, ecc.).<br />
Va dato un particolare rilievo agli <strong>eventi</strong>, che rappresentano un forte richiamo per il turista.</p>
<h3>Indicazioni</h3>
<p>Per una maggiore incisività si dovrà dare una serie di <strong>indicazioni sui ristoranti</strong> e gli altri servizi, nonché indicazioni di tipo logistico (<strong>mappa del centro</strong>, <strong>orari dei mezzi</strong> di <strong>trasporto pubblico</strong>, <strong>principali escursioni</strong> e <strong>cose da vedere</strong>, ecc.).</p>
<h3>Acquisto</h3>
<p>Se in più si vuole utilizzare il sito per vendere, è possibile includervi <strong>cataloghi</strong> di ogni genere di prodotto oppure si possono installare sistemi di <strong>booking alberghiero</strong> o di pacchetti di vario genere. Suggeriamo di  prevedere la possibilità di prenotazione on line in quanto è un servizio in più di grande valore, anche se è una pratica ancora troppo poco usata in Italia. In questo caso è consigliabile fare in modo che il cliente abbia <strong>mezzi diversificati per procedere al pagamento</strong>: carte di credito, assegni, bonifici bancari, a mezzo posta. Ma se non è possibile arrivare all&#8217;acquisto on line, è opportuno fare in modo di fornire tutte le indicazioni necessarie per procedere all&#8217;acquisto direttamente dall&#8217;operatore.</p>
<h3>FAQ</h3>
<p>È una sezione che non deve mancare in un sito turistico, dove gli utenti possono trovare risposta alle domande più ricorrenti.</p>
<p>Ricordate che l&#8217;obiettivo principale del sito è quello di <strong>incuriosire l&#8217;utente </strong>in modo da indurlo a <strong>fare richieste di approfondimento</strong>, e non deve avere la pretesa di essere esauriente.</p>
<p>Il linguaggio da utilizzare deve essere semplice e divertente; deve essere utilizzata la lingua del luogo, l’inglese e, se differente da queste due, anche la lingua usata dal maggior numero di visitatori.</p>
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		<title>Comunicare la destinazione &#8211; parte 1</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 17:53:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fondamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing Turistico]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA["comunicazione" "media" "web" "promozione"]]></category>

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		<description><![CDATA[Parte prima: le pubblicazioni su carta
Prerogativa di base per una buona comunicazione è che lo scambio di idee o informazioni tra gli interlocutori si basi su un codice comune di messaggio, cioè che le parti si intendano sul significato dei contenuti insiti nel messaggio. In ambito promozionale-turistico è necessario focalizzarsi sulla reazione dell&#8217;&#8221;audience&#8221;, ovvero del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/08/brochures.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-104" style="margin-left: 2px; margin-right: 2px; float: left;" title="brochures" src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/08/brochures-278x300.jpg" alt="Comunicare la Destinazione" width="278" height="300" /></a><strong>Parte prima: le pubblicazioni su carta</strong></p>
<p>Prerogativa di base per una buona comunicazione è che lo scambio di idee o informazioni tra gli interlocutori si basi su un<em> codice comune di messaggio</em>, cioè che le parti si intendano sul significato dei contenuti insiti nel messaggio. In ambito promozionale-turistico è necessario focalizzarsi sulla <em>reazione dell&#8217;&#8221;audience&#8221;, ovvero del pubblico cui il messaggio si rivolge</em>.</p>
<p>Molto spesso attraverso la comunicazione le imprese intendono, in primo luogo, evidenziare le caratteristiche del proprio prodotto e far emergere l&#8217;identità aziendale, per distinguersi e rendersi riconoscibili dalla clientela e dalla concorrenza. Per questo <strong>la comunicazione non può essere improvvisata</strong>, ma anzi, deve essere fatta da professionisti in grado di trovare elementi di differenziazione e attrazione tali da farla emergere rispetto alla concorrenza: <strong></strong></p>
<p><strong>bisogna catturare l&#8217;attenzione e la curiosità dei consumatori!</strong><br />
<span id="more-103"></span>Quindi è necessario elaborare un <strong>piano di comunicazione</strong>: chiarire i contenuti e determinare a priori cosa fare, con chi, con quale obiettivo; verificare i messaggi di comunicazione elaborati dalla concorrenza; adattare il messaggio al proprio target prescelto.</p>
<p>Il target (destinatario del messaggio) deve essere individuato con attenzione, sia per la promozione ma anche per la comunicazione; a seconda della tipologia del target è necessario predisporre un messaggio diverso e adeguato, adatto alle necesssità e caratteristiche del target stesso.</p>
<p><strong>Come comunicare?</strong> Tradizionalmente le pubblicazioni su carta restano gli strumenti fondamentali di marketing e promozione del turismo, ma oggi che è indispensabile avere la possibilità di raggiungere quanti più interlocutori possibile dobbiamo guardarci in giro a 360 gradi. Gli strumenti della comunicazione si possono distinguere in:</p>
<p>• <strong>tradizionali</strong>: brochure e materiale cartaceo in genere;<br />
• <strong>&#8220;direct marketing&#8221;</strong>: materiale cartaceo e cd-rom;<br />
• <strong>alternativi</strong>: web e televisione alternativa.</p>
<p><strong>I limiti delle</strong> <strong>pubblicazioni su carta</strong> sono sicuramente la quantità impressionante di materiale promozionale su carta che si produce e che inevitabilmente si perde. Le dimensioni: la pubblicazione non deve essere né troppo grande, perché ingombrante e costosa da spedire, né troppo piccola, perché si rischia che scompaia in mezzo alle altre o che appaia meno importante delle altre; in più bisogna evitare eccessi di informazioni che potrebbero spaventare il potenziale cliente.</p>
<p>Cerchiamo di razionalizzare le varie tipologie di pubblicazioni attraverso delle classificazioni.<br />
<em></em></p>
<p><em>Classificazione delle pubblicazioni, a seconda dei destinatari:</em><br />
<strong>a) quelle destinate al consumatore:</strong> (devono creare la voglia di acquistare il prodotto, di andare a fare una vacanza nella destinazione)</p>
<p><strong>b) quelle destinate alla rete distributiva e agli operatori: </strong>(devono privilegiare gli aspetti tecnici, le informazioni più approfondite, che permettano loro di conoscere nel dettaglio la destinazione;)</p>
<p><strong>c) quelle miste, destinate sia ai clienti finali che alle agenzie di viaggio</strong>: (es. cataloghi dei tour operator con informazioni generali, specifiche e prezi)</p>
<p><em>Classificazione delle brochures:</em><br />
<strong>a) di accoglienza </strong>(per turisti già giunti sul posto: devono indurli ad acquistare il più possibile e devono avere un taglio pratico; devono essere utili e devono fornire una serie di informazioni e suggerimenti: mappe, cartine, orari dei mezzi di trasporto, numeri di telefono utili, calendari di manifestazioni ed eventi, orari di apertura dei musei, delle chiese e così via)<br />
obiettivi:<br />
• fornire notizie e promuovere l&#8217;uso dei servizi presenti nella località;<br />
• dare assistenza informativa in modo da offrire ai visitatori un valore aggiuntoche li porti a consumare di più il posto;<br />
• fare conoscere e promuovere le offerte speciali (serate particolari o escursioni);<br />
• influenzare la condotta del turista.</p>
<p><strong>b) promozionali</strong> (devono convincere i potenziali consumatori a comprare la destinazione semplicemente osservandone le caratteristiche nei materiali illustrativi. Il punto di forza è che i materiali illustrativi soddisfino i desideri del potenziale consumatore)</p>
<p>Oltre ad essere attraenti per i clienti, le brochure promozionali devono avere anche valore informativo per i venditori, in modo da metterli in condizione di soddisfare tutte le eventuali domande del cliente.</p>
<p><strong>c) pubblicazioni illustrate.</strong><br />
Ovviamente devono essere attraenti. I loro obiettivi:<br />
• fungere da elemento di informazione per i clienti e per i venditori;<br />
• essere motivanti per la promozione e vendita;<br />
• presentarsi come mezzo di diffusione della sua immagine.<br />
• Il loro ciclo non deve superare i tre anni, per non diventare obsoleto.</p>
<p>Le destinazioni turistiche possono scegliere anche di pubblicare diversi opuscoli a seconda dei differenti target a cui si rivolgono: per coppie, per famiglie, per anziani, ecc.</p>
<p><em>Alcune regole basilari per delle buone pubblicazioni cartacee:</em></p>
<p><strong>• l&#8217;immagine:</strong> deve essere coerente con il target di riferimento. Colori vivaci per i giovani, con belle immagini per gli amanti dell&#8217;arte e della cultura, rassicuranti per le famiglie, ecc;<br />
<strong>• la copertina:</strong> va curata in quanto è quella che attira l&#8217;attenzione. Deve contenere un messaggio chiaro rispetto ai benefici che può avere un potenziale cliente nel visitare la destinazione;<br />
<strong>• contatti: </strong>si deve cercare di stabilire un contatto diretto attraverso coupon, recapiti telefonici, e-mail, ecc.;<br />
<strong>• accoglienza e benvenuto</strong>: oltre che informazione ed immagine, devono trasmettere accoglienza e benvenuto.</p>
<p><strong>Dove distribuire il materiale cartaceo? </strong>La maggior parte del materiale promo- pubblicitario su carta viene sistematicamente sprecato. Per ridurre questo spreco è necessario cercare di indirizzarlo il più possibile a destinatari potenzialmente interessati. Il luogo di distribuzione più idoneo resta quello delle fiere, qui infatti è il visitatore che ne va a fare richiesta e non ne subisce passivamente l&#8217;invio. Altre forme tradizionali di distribuzione possono essere: agenzie di viaggio, uffici del turismo, spedizione postale, club, CRAL, associazioni sportive, esercizi commerciali, ecc.</p>
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		<title>LA DESTINAZIONE – strategie e strumenti della promozione</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 16:42:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fondamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Generici]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Obiettivo: cercare di convincere i potenziali clienti che l&#8217;offerta proposta è in grado di soddisfare le esigenze.
Strumenti di promozione (sufficienti?): partecipazione alle fiere di settore, diffusione di manifesti e pubblicazione di brochure.
Ecco alcuni buoni suggerimenti per avere successo nel marketing di destinazione.

Per essere competitivi, nella promozione del prodotto, è necessario utilizzare gli stessi strumenti usati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/06/destinazione.jpg"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-86" style="margin: 5px; float: left;" title="Destinazione" src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/06/destinazione-300x213.jpg" alt="Promuovere la destinazione" width="300" height="213" /></a></p>
<p><strong>Obiettivo:</strong> cercare di convincere i potenziali clienti che l&#8217;offerta proposta è in grado di soddisfare le esigenze.</p>
<p><strong>Strumenti di promozione</strong> (sufficienti?): partecipazione alle fiere di settore, diffusione di manifesti e pubblicazione di brochure.</p>
<p>Ecco alcuni buoni suggerimenti per avere successo nel marketing di destinazione.</p>
<p><span id="more-84"></span><br />
Per essere competitivi, nella promozione del prodotto, è necessario utilizzare gli stessi strumenti usati dalle altre aziende, anche se ovviamente bisogna considerare che il prodotto di cui si parla (la destinazione) è ben diverso da quello di altre aziende!</p>
<ul>
<li>Dato che l&#8217;offerta turistica è intangibile, è necessario trasformare in benefici concreti quelle che possono apparire solo delle proposte astratte.</li>
<li>È più difficile convincere il cliente, perché non è il prodotto che va dov&#8217;è il mercato ma è il cliente che si deve muovere.</li>
<li>Spesso la promozione si integra con altri prodotti, a loro volta oggetto di promozione, per cui è necessaria una coerenza complessiva.</li>
</ul>
<p>I canali commerciali di vendita e il modo di fare promozione devono essere coerenti:<br />
La scelta della strategia con cui promuovere la destinazione deve andare di pari passo con la definizione dei canali commerciali di cui la destinazione intende servirsi.</p>
<p>Ad esempio, se viene scelto il canale di vendita diretto, anche la <strong>promozione dovrà orientarsi direttamente al potenziale cliente</strong>. Se invece si commercializza il prodotto tramite intermediari, sono loro stessi in primis ad essere i destinatari della promozione.</p>
<p>Le strategie di mercato (push / pull) e il modo di fare promozione devono essere coerenti:<br />
<strong> La strategia &#8220;push&#8221; focalizza le sue azioni di promozione nei confronti degli intermediari</strong>, attivandoli in modo che agiscano nel modo più efficace nei confronti del cliente.</p>
<p>Per una destinazione di massa che si affida principalmente a Tour Operator e ad Agenzie di Viaggio, le azioni push di promozione sono:<br />
-    visitare direttamente gli uffici &#8220;booking&#8221; degli operatori<br />
-    definire i sistemi d&#8217;incentivazione per chi lavora al &#8220;front office&#8221;<br />
-    ecc<br />
Questa strategia risulta inizialmente semplice ed economica; tuttavia c’è il rischio concreto che la destinazione non riesca ad adeguarsi in modo continuativo ai bisogni del cliente e perda competitività nel tempo.</p>
<p><strong>La strategia &#8220;pull&#8221; al contrario, si indirizza direttamente al consumatore</strong>: si tratta di convincere il cliente ad acquistare direttamente i servizi, di sua iniziativa.<br />
In genere questa strategia è tipica delle destinazioni di nicchia.</p>
<p>Se per la maggior parte dei prodotti di massa una buona campagna pubblicitaria è lo strumento fondamentale di lancio e di consolidamento, non si può dire altrettanto per i prodotti  turistici.<br />
Alcuni studi e indagini di settore hanno evidenziato che nonostante si abbiano a disposizione  moderni strumenti di informazione e comunicazione, <strong>il mezzo principale di informazione è il passaparola</strong>. Se ne potrebbe dedurre che una efficace promozione deve necessariamente usare formule basate sul contatto personale: fiere, viaggi educational, relazioni pubbliche con i giornalisti, &#8220;brochure&#8221; e &#8220;depliant&#8221;</p>
<p>Sarà veramente così?… continua nel prossimo articolo.</p>
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		<title>Il ruolo degli Enti Pubblici nel Turismo</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jun 2008 09:34:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fondamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Generici]]></category>
		<category><![CDATA[APT]]></category>
		<category><![CDATA[Destination Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[ENIT]]></category>
		<category><![CDATA[Enti Pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[OMT]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[UNWTO]]></category>

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		<description><![CDATA[Sebbene i compiti delle istituzioni in ambito turistico siano molteplici e diversificati, essi possono essere classificati in due principali tipologie di interventi:
Interventi indiretti: tutela, controllo e miglioramento dell&#8217;ambiente (naturale e umano)
Interventi diretti: controllo degli operatori del settore, attività di promozione e di pubblicità all’estero.
Nella prima categoria, ad esempio, rientrano la cura del paesaggio e l’organizzazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/06/unwto.jpg"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-49" style="margin: 5px; float: left;" title="unwto" src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/06/unwto.jpg" alt="OMT - Organizzazione Mondiale del Turismo" width="300" height="171" /></a>Sebbene i compiti delle istituzioni in ambito turistico siano molteplici e diversificati, essi possono essere classificati in due principali tipologie di interventi:</p>
<p><strong>Interventi indiretti:</strong> tutela, controllo e miglioramento dell&#8217;ambiente (naturale e umano)<br />
<strong>Interventi diretti: </strong>controllo degli operatori del settore, attività di promozione e di pubblicità all’estero.</p>
<p>Nella prima categoria, ad esempio, rientrano la cura del paesaggio e l’organizzazione di eventi culturali; la cura della salute, del verde, della sicurezza, ecc. Tutte queste attenzioni al miglioramento dell’ambiente rendono il paese ben organizzato e quindi vivibile: prerequisito fondamentale per incentivare il turismo.<br />
Mentre nella seconda categoria si focalizza l’attenzione sull’offerta e sulla promozione turistica, con ad esempio controlli e incentivi agli operatori di settore.<br />
Tuttavia, ai fini dello sviluppo turistico di una località, questi interventi anche se necessari non sempre sono sufficienti.</p>
<p><span id="more-48"></span>Spesso infatti è necessario un approccio più moderno e aziendale del tipo “<em>market oriented</em>”, ovvero si dovrebbero attuare tutte quelle strategie che partono dalla conoscenza del proprio target e dal coordinamento con le aziende turistiche locali. Ma una gestione integrata tra pubblico e privato è molto complessa e di difficile attuazione, principalmente per l’elevato numero dei soggetti partecipanti.</p>
<p>A tale proposito l’ <strong>Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT)</strong> fondata nel 1925, propone delle “linee guida” per le destinazioni turistiche:</p>
<ul>
<li><strong>creare delle DMS (Destination Marketing Strategy)</strong> in grado di proporre e vendere i propri servizi, soprattutto attraverso la rete internet.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>creare delle DMO (Destination Marketing Organization)</strong>, cioè dei sistemi integrati in grado di proporre mete turistiche come un tutt&#8217;uno.</li>
</ul>
<p>In Italia l&#8217;ente pubblico preposto al coordinamento delle attività del settore turistico è l’<strong>ENIT (Ente Nazionale Italiano per il Turismo)</strong>. Tra i suoi scopi istituzionali rientrano il coordinamento e la promozione delle Regioni italiane all&#8217;estero, l’ assistenza in termini di promozione e commercializzazione all’estero di prodotti turistici italiani pubblici e privati, attività di consulenza e di studio di mercati turistici.<br />
L&#8217;ENIT si finanzia con contributi dello Stato, di amministrazioni statali, delle Regioni e di altri enti pubblici e con i proventi della gestione e della vendita di beni e servizi. Ha sede centrale a Roma, numerosi uffici all’estero, mentre a livello nazionale i suoi uffici turistici (<strong>APT</strong>) sono disseminati in tutta Italia. Le varie APT sono organizzate su base territoriale e forniscono dati ed informazioni di interesse generale.</p>
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		</item>
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		<title>Il Marketing d&#8217;Azienda &#8211; parte 2</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 06:31:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fondamenti]]></category>
		<category><![CDATA[commercializzazione]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[messaggio pubblicitario]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[target]]></category>

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		<description><![CDATA[COME DIVERSIFICARSI?
IL POSIZIONAMENTO DEL PRODOTTO, IL TARGET E LA RICERCA DI MERCATO.
Riprendiamo il discorso sul Piano di Marketing: …una volta delineati gli obiettivi, pianificate le attività e le strategie di diversificazione e indicato l&#8217;approccio dell&#8217;azienda con il mercato, va trovato il posizionamento, scelto il target e condotte le ricerche di mercato.
e.    Posizionamento: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>COME DIVERSIFICARSI?<br />
IL POSIZIONAMENTO DEL PRODOTTO, IL TARGET E LA RICERCA DI MERCATO.</em></strong></p>
<p><a href="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/06/posizionamento.jpg"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-44" style="margin: 5px; float: left;" title="posizionamento" src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/06/posizionamento.jpg" alt="Posizionamento del prodotto nel mercato" width="300" height="149" /></a>Riprendiamo il discorso sul Piano di Marketing: …una volta delineati gli obiettivi, pianificate le attività e le strategie di diversificazione e indicato l&#8217;approccio dell&#8217;azienda con il mercato, va trovato il posizionamento, scelto il target e condotte le ricerche di mercato.</p>
<p><strong>e.    Posizionamento: </strong>ovvero la collocazione sul mercato,  tenendo conto del posizionamento del proprio prodotto e di quelli della concorrenza.</p>
<p><strong>f.    Target: </strong>scelta dei clienti a cui destinare la produzione. Individuare con chiarezza il target significa identificare con certezza i canali promozionali e di vendita per il target individuato (&#8220;colpire il bersaglio&#8221;).</p>
<p><strong>g.    Ricerca di mercato:</strong> è necessaria per acquisire tutte le informazioni necessarie sulle tipologie dei mercati, dei gusti dei clienti, ecc</p>
<p>Il posizionamento del prodotto viene individuato attraverso le quattro leve del marketing mix. Attraverso la rappresentazione grafica e la conoscenza della collocazione dei vari prodotti concorrenti nel mercato, è possibile trovare le alternative di posizionamento del nostro prodotto che meglio ci permettono di diversificarci dalla concorrenza.</p>
<p><strong>Consideriamo la situazione di mercato della figura:</strong></p>
<p><strong></strong><span id="more-43"></span><br />
Azienda concorrente A: prodotti di alta qualità a prezzi elevati<br />
Azienda concorrente B: prodotti di bassa qualità a prezzi bassi<br />
Azienda concorrente C: prodotti di bassa qualità a prezzi elevati</p>
<p>Quali sono le nostre alternative di posizionamento nel mercato per diversificarci meglio dalla concorrenza?<br />
1)    Potremmo competere con l’azienda A offrendo prodotti di qualità minore ma a prezzi più bassi<br />
2)    Potremmo competere con l’azienda B offrendo prodotti di qualità ancora minore e a prezzi bassissimi<br />
3)    Potremmo posizionarci ad un livello intermedio tra l’azienda A e l’azienda B<br />
4)    Potremmo vendere prodotti di alta qualità a prezzi bassi (mantenendo un adeguato margine?)</p>
<p>Nella scelta del posizionamento è importante definire a priori in che cosa consiste il prodotto.<br />
Nel settore turistico il prodotto non è solo il viaggio ma è tutto l’insieme di servizi forniti al turista. È prodotto turistico un&#8217;escursione, un congresso, una manifestazione, una destinazione, un intero paese… Alla definizione del proprio prodotto turistico si arriva dopo una serie di indagini, analisi, decisioni e idee. L’importante è sempre e comunque diversificarsi.<br />
La determinazione del posizionamento del prodotto si compone delle seguenti fasi:<br />
•    studio del mercato in cui s&#8217;intende collocare il prodotto<br />
•    determinazione della quota di mercato che s&#8217;intende conquistare<br />
•    determinazione del prezzo<br />
•    determinazione della politica di distribuzione del prodotto<br />
•    determinare almeno approssimativamente la quantità da produrre.</p>
<p><strong>Il passo successivo è la commercializzazione del prodotto.</strong><br />
In questa fase la prima cosa da fare è individuare i canali  più appropriati per la pubblicizzazione, evitando inutili dispendi di energie e denaro. Conoscere la tipologia dei clienti a cui destiniamo il nostro prodotto diventa in questo caso fondamentale: è inutile ad esempio ricorrere a grandi media per la pubblicizzazione di un viaggio parrocchiale, mentre è probabilmente la scelta giusta per i T.O. che si rivolgono a un grande pubblico.<br />
Una volta chiaro il canale, va poi definito il messaggio pubblicitario che si sviluppa su quatto elementi base:</p>
<p><strong>1) la promessa di base: </strong>spiegare al potenziale cliente i motivi (razionali o emozionali) per cui dovrebbe acquistare il prodotto.<br />
<strong>2) l’argomento di prova: </strong>testimonia e rafforza la promessa e deve seguirne il tono (razionale o emozionale).<br />
<strong>3) l’immagine del prodotto<br />
4) tono del messaggio </strong></p>
<p>Gli ultimi due elementi devono essere coerenti con gli elementi precedenti: il prodotto presentato razionalmente deve essere illustrato con tono serio, mentre per quello emozionale  ci vuole un tono suadente, che tocca le corde emotive.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Marketing d&#8217;Azienda &#8211; parte 1</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 17:36:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fondamenti]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[marketing mix]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[mission]]></category>
		<category><![CDATA[piano di marketing]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca di mercato]]></category>

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		<description><![CDATA[(Marketing: dal verbo inglese &#8220;to market&#8221;, vendere).Il marketing è qualcosa di più della mera traduzione ma si può sinteticamente definire come  l&#8217;insieme di tre elementi:1. produzione2. promozione3. venditacioè delle tre misure fondamentali che concorrono al posizionamento e allo sviluppo delle vendite di un prodotto o di un servizio. Se si considera sotto l’aspetto dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/06/marketingmix.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-35" style="margin: 5px; float: left;" title="marketingmix" src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/06/marketingmix.jpg" alt="" width="300" height="250" /></a><em id="xiv12">(Marketing: dal verbo inglese &#8220;to market&#8221;, vendere).</em><br id="xiv13" /><br id="xiv14" />Il marketing è qualcosa di più della mera traduzione ma si può sinteticamente definire come  l&#8217;insieme di tre elementi:<br id="xiv15" /><strong id="vr6x0"><br id="xiv16" />1. produzione<br id="xiv17" />2. promozione<br id="xiv18" />3. vendita</strong><br id="xiv19" /><br id="xiv110" />cioè delle tre misure fondamentali che concorrono al posizionamento e allo sviluppo delle vendite di un prodotto o di un servizio. Se si considera sotto l’aspetto dei bisogni e della psicologia del consumatore, il marketing permette di produrre ciò che si può vendere, piuttosto che vendere ciò che si produce. Il motore trainante è la domanda di mercato, alla quale ogni azienda deve adattare i propri prodotti. Fare marketing significa, infatti, identificare e guidare i bisogni dei consumatori (vendita), offrire i prodotti in grado di soddisfare detti bisogni (produzione) e condurre le azioni pubblicitarie opportune per stimolarne il consumo (promozione).<br id="xiv111" /><br id="xiv112" />Anche se ogni azienda ha una propria strategia d&#8217;azione, si possono identificare due tipologie di azienda fondamentali:<br id="xiv113" /><br id="xiv114" />1. <span style="text-decoration: underline;">&#8220;product oriented&#8221;:</span> si focalizza sul prodotto, a cui il cliente deve abituarsi.<br id="xiv115" /><br id="xiv116" />2. <span style="text-decoration: underline;">&#8220;market oriented&#8221;:</span> si focalizza sul mercato e quindi la produzione si adegua ai bisogni dei clienti. <br id="xiv117" /><br id="xiv118" /><br id="xiv119" />Come fare marketing? La strategia di marketing passa attraverso le seguenti fasi: <strong id="glqp2"><br id="xiv120" />1.    Analisi dell’ambiente<br id="xiv121" />2.    Mission<br id="xiv122" />3.    Piano di marketing<br id="xiv123" />4.    Ricerca di mercato</strong><br id="xiv124" /><br id="xiv125" />Analizziamo ciascuna fase in dettaglio.</p>
<p><span id="more-34"></span><br id="xiv126" /><br id="xiv127" /><strong id="f8e:0">1)    L’analisi dell&#8217;ambiente</strong><br id="xiv128" />Un&#8217;azienda del tipo &#8220;market oriented&#8221; considera prima l&#8217;ambiente  in cui essa è collocata (i.e. i soggetti e le forze esterne con cui l&#8217;azienda si trova in relazione), e poi vi adegua la propria struttura. Ad esempio, le imprese turistiche &#8220;market oriented&#8221; devono affrontare problemi quali la stagionalità e la continua modifica della domanda, la prevalenza di costi fissi, i massicci investimenti, ecc. L’ambiente si può classificare in:<br id="xiv129" /><br id="xiv130" />•    <span style="text-decoration: underline;">microambiente:</span> soggetti con cui l’azienda si relaziona e su cui riesce in qualche modo ad influire (fornitori, intermediari di vendita, consulenti, clienti)<br id="xiv131" />•    <span style="text-decoration: underline;">macroambiente:</span> le forze, quelle su cui l’azienda non può incidere e alle quali deve adattarsi (sviluppo demografico, condizioni socio-culturali, situazione economica, istituzioni politiche, ambiente fisico, sviluppo tecnologico)<br id="xiv132" /><br id="xiv133" /><strong id="e.dd2">2) La definizione della &#8220;mission&#8221;</strong><br id="xiv134" /><br id="xiv135" />La &#8220;mission&#8221; imprenditoriale è influenzata da fattori come la dimensione dell&#8217;azienda, la sua storia, ma soprattutto dai dirigenti: una &#8220;mission&#8221; è più efficace, per le persone che lavorano nell&#8217;azienda, quando è distintiva e motivante. <br id="xiv136" />La &#8220;mission&#8221; rappresenta gli obiettivi presenti e futuri: la loro definizione e le modalità di raggiungimento. Nel definire la &#8220;mission&#8221;, le aziende devono rispondere alle seguenti domande:<br id="xiv137" /><br id="xiv138" />1. Qual è la nostra attività?<br id="xiv139" />2. Chi sono i nostri clienti?<br id="xiv140" />3. Che cosa costituisce il valore atteso dal cliente?<br id="xiv141" />4. Quale sarà la nostra attività in futuro?<br id="xiv142" />5. Quale dovrebbe essere?<br id="g6y20" /><br id="xiv143" />Essa è fondamentalmente composta da:<br id="xiv144" />•    settore di affari in cui operare<br id="xiv145" />•    identificazione clienti e loro bisogni <br id="xiv146" />•    immagine aziendale <br id="xiv147" /><br id="xiv148" /><br id="xiv149" /><strong id="t-d:0">3)    Il piano di marketing</strong><br id="xiv150" />Contiene le scelte operative di un&#8217;azienda e si sviluppa seguendo questo ordine: esplicitare gli obiettivi, la pianificazione delle attività, le strategie di diversificazione, il marketing mix. <br id="xiv151" /><br id="xiv152" /><strong id="mv6b0">a.    Obiettivi:</strong> devono essere attuabili ed espressi in maniera chiara, perché rappresentano la traduzione in termini operativi delle scelte generali che determinano la &#8220;mission&#8221; dell&#8217;azienda.<br id="xiv153" /><strong id="mv6b1">b.    Pianificazione delle attività:</strong> dipende dalla scelta degli obiettivi e va effettuata sulla base di due indicatori:<br id="xiv154" /> •    <span style="text-decoration: underline;">l&#8217;attrattività del mercato</span>, cioè la reale capacità del mercato di assorbire i prodotti dell&#8217;azienda;<br id="xiv155" /> •    l<span style="text-decoration: underline;">a posizione competitiva dell&#8217;azienda</span>, sulla base di parametri come la quota di mercato di cui si dispone, la marca, l&#8217;efficienza produttiva, i costi unitari, ecc<br id="xiv156" /><br id="xiv157" /><strong id="fhdr0">c.    Strategie di diversificazione del prodotto:</strong> per cogliere le opportunità, superare i pericoli e stare sul mercato.<br id="xiv158" /><strong id="fhdr1">d.    Marketing mix: </strong>ovvero la strategia commerciale con cui si attraggono i potenziali clienti e si conseguono gli obiettivi che l&#8217;azienda si è prefissata. Le variabili che compongono questa strategia operativa sono conosciute come le quattro P: <br id="xiv159" />•    Prodotto &#8211; (offrire il prodotto giusto) <br id="xiv160" />•    Prezzo &#8211; (ad un prezzo accessibile)<br id="xiv161" />•    Posto &#8211; (scegliendo il canale distributivo più efficace e meno costoso)<br id="xiv162" />•    Promozione &#8211; (con un&#8217;adeguata pubblicità)<br id="xiv163" /><br id="xiv164" />una volta delineati gli obiettivi, pianificate le attività e le strategie di diversificazione e indicato l&#8217;approccio dell&#8217;azienda con il mercato, va trovato il posizionamento, scelto il target e condotte le ricerche di mercato. Di questo ci occuperemo nel prossimo articolo.<br id="xiv165" /></p>
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		<title>Il Turismo e l&#8217;Ambiente</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 15:31:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fondamenti]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Se ci si chiede quali sono le motivazioni che spingono a fare un viaggio, non esiste un&#8217;unica risposta, così come non esiste un unico modo di fare turismo. C’è però un denominatore comune: in tutti i casi il viaggio è una sorta di terapia di compensazione, necessaria per colmare i vuoti della quotidianità, alla ricerca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/06/turismoambiente.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-33" style="margin: 5px; float: left;" title="turismoambiente" src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/06/turismoambiente-300x249.jpg" alt="Turismo e ambiente in toscana" width="300" height="249" /></a>Se ci si chiede quali sono le motivazioni che spingono a fare un viaggio, non esiste un&#8217;unica risposta, così come non esiste un unico modo di fare turismo. C’è però un denominatore comune: in tutti i casi il viaggio è una sorta di terapia di compensazione, necessaria per colmare i vuoti della quotidianità, alla ricerca di un ambiente diverso da quello solito.<br id="u.1p3" /><br id="u.1p4" />In questo articolo ci soffermiamo sul concetto di ambiente in ambito turistico. <br id="u.1p5" />Che cosa definisce un ambiente? L’ambiente, in cui il turista si immerge inevitabilmente quando visita un luogo, è l’insieme delle condizioni nelle quali vivono gli esseri umani ed ha due principali componenti:<br id="u.1p6" /></p>
<ul id="u.1p7">
<li id="u.1p8"><span style="text-decoration: underline;">ambiente naturale</span> (clima, orografia, geofisica e paesaggi)</li>
<li id="u.1p10"><span style="text-decoration: underline;">ambiente umano</span> (storia, cultura, società, economia, giurisdizione)</li>
</ul>
<p><span id="more-32"></span><br id="u.1p12" />Ciascun luogo (o località) dispone di caratteristiche ambientali che lo contraddistinguono e che ne costituiscono il capitale turistico (capitale naturale, storico-artistico, culturale; infrastrutture e strutture turistiche). Ed è un dato di fatto che il turismo influenza in modo estremamente importante l’ambiente, in positivo ma anche in negativo. E talvolta con effetti devastanti, basti pensare all&#8217;invasione del turismo di massa nei Paesi del sud del mondo: da un lato provoca la perdita di valori e tradizioni locali, la sottrazione di risorse, il disagio sociale; mentre dall’altro lato il reddito generato dal settore turistico non viene equamente distribuito tra la popolazione locale e spesso anche le possibilità d&#8217;incontro e scambio tra turisti e popolazione locale sono limitate ad esperienze superficiali, falsate e talvolta irrispettose delle realtà ospitanti. Questo turismo, basato sulla quantità, ha lasciato i segni sulle mete più consuete del turismo di massa, provocando urbanizzazione disordinata, degrado del paesaggio, del patrimonio artistico e monumentale, della qualità della vita nei luoghi congestionati dal traffico turistico.<br id="u.1p13" /><br id="impb0" /><span style="text-decoration: underline;">Prima lezione:</span><br id="u.1p14" /><strong id="impb1">Un turismo che logora progressivamente le risorse del territorio, senza portare benefici di entità superiore rispetto ai costi sostenuti in termini di degrado ambientale, non è turismo sostenibile.</strong><br id="u.1p15" /><br id="u.1p16" />Per stabilire un equilibrio fra costi e benefici derivanti dallo sviluppo del turismo, sono a nostra disposizione vari strumenti di valutazione (indici) del rapporto fra flussi turistici e ambiente:<br id="u.1p17" /><br id="n1bo0" />l&#8217;<strong id="n1bo1">indice di densità turistica</strong>: viene utilizzato per confrontare situazioni di località in concorrenza tra loro<br id="u.1p18" /><br id="u.1p19" /></p>
<div id="impb2" style="text-align: center;"><strong id="n1bo2"><span style="text-decoration: underline;">N presenze turistiche in un arco di tempo</span><br id="u.1p20" />superficie del territorio</strong><br id="u.1p21" /></div>
<p><br id="u.1p22" /><br id="u.1p23" />l&#8217;i<strong id="q:i30">ndice di funzione turistica</strong>: indica l&#8217;importanza del turismo nella località considerata.<br id="u.1p24" /><br id="u.1p25" /><br id="u.1p26" /></p>
<div id="q:i31" style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><strong id="q:i33">N posti letto disponibili per turisti</strong></span><br id="u.1p27" /><strong id="q:i34">N residenti</strong><br id="u.1p28" /></div>
<p><br id="u.1p29" /><br id="u.1p30" />Questo indice tende ad un risultato infinito in quelle località dove il numero dei residenti è molto basso rispetto ai potenziali turisti (posti letto disponibili), mentre è inferiore a 1 nelle località con alta densità di residenti, come per esempio nelle città d&#8217;arte (tranne che a Venezia).<br id="u.1p31" /><br id="u.1p32" />Una svolta importante ai fini della determinazione di una politica ambientale nel settore turistico è costituita dalla &#8220;VIA&#8221; e dalla &#8220;carrying capacity&#8221;. <br id="u.1p33" /><br id="u.1p34" /><strong id="kn530">VIA (valutazione dell&#8217;impatto ambientale):</strong> è un procedimento obbligatorio dall&#8217;UE, con cui si analizza l&#8217;impatto di opere umane costruite sul territorio sull&#8217;ambiente. La &#8220;VIA&#8221; è obbligatoria per la costruzione di impianti e lavori che possono in qualche modo modificare l&#8217;ambiente esistente. Tra le opere soggette alla &#8220;VIA&#8221; rientrano le strade, i porti e gli aeroporti, ma anche stabilimenti balneari, strutture ricettive e centri di divertimento.<br id="u.1p35" /><br id="u.1p36" /><strong id="kn531">Carrying Capacity (capienza massima): </strong>è la capacità di una località di accogliere turisti senza arrecare un danno irreparabile all&#8217;ambiente. Come per la VIA, anche la determinazione della &#8220;carrying capacity&#8221; di una località turistica richiede un procedimento complesso di valutazione che va dalla disponibilità ricettiva, di parcheggio, di trasporto, ecc.<br id="u.1p37" /><br id="u.1p38" /><br id="u.1p39" />Ma come si sta muovendo il mercato? Da alcuni anni si sta sviluppando un turismo basato sulla qualità piuttosto che sulla quantità e contemporaneamente si fanno sempre più strada delle forme di turismo rispettose del territorio e delle sue risorse. <br id="u.1p40" /><br id="u.1p41" />Questo modo di viaggiare fa leva soprattutto sull’etica del turista e sulla sua consapevolezza. <br id="u.1p42" />Oggi il turista ha la possibilità di fare scelta meditata e quindi diversa. Sceglie i luoghi di destinazione conoscendone le realtà (ambientale, sociale, culturale, economica); è consapevole di sé e delle proprie azioni, anche quando sono mediate dal comprare (un biglietto, un regalo, una stanza per dormire, ecc.). <br id="u.1p43" /><br id="u.1p44" /><br id="u.1p45" /><br id="u.1p46" /><span style="text-decoration: underline;">Un esempio: il turismo nelle aree protette dei parchi naturali</span><br id="u.1p47" /><br id="u.1p48" />I parchi naturali sono territori nei quali vengono protette le particolari caratteristiche fisico-ambientali che li contraddistinguono. In Italia, tra parchi nazionali, naturali regionali e riserve naturali, le aree protette coprono circa il 10% del territorio nazionale.  <br id="u.1p49" /> <br id="u.1p50" />Con i parchi naturali si promuove un turismo che non provoca degrado ma che anzi, grazie alle entrate derivanti dai visitatori, permette la sopravvivenza dei parchi stessi. <br id="u.1p51" />Bisogna comunque considerare che anche in questo caso ci sono alcuni aspetti negativi con cui fare i conti: <br id="u.1p52" /></p>
<ul id="nxus1">
<li id="nxus2">aumento della concentrazione di visitatori in aree sensibili durante i mesi estivi, con conseguente aumento del traffico e dell&#8217;inquinamento di aria e acqua</li>
<li id="nxus3">possibile esistenza di barriere architettoniche per disabili</li>
<li id="nxus4">possibili atti di vandalismo</li>
<li id="nxus5">possibile carenza di posti letto e di parcheggi ai confini dei parchi</li>
<li id="nxus6">possibile inadeguata informazione.</li>
</ul>
<p><br id="u.1p58" /><span style="text-decoration: underline;">Seconda lezione:</span><br id="u.1p59" /><strong id="nxus8">Una politica attiva dell&#8217;ambiente è realizzabile nel settore del turismo, ma solo traendo dal turismo stesso le risorse per la conservazione e la valorizzazione dell&#8217;ambiente.</strong><br id="u.1p60" /><br id="u.1p61" />Turismo attivo dunque? Si, ed è possibile non solo nelle aree protette, ma più in generale nelle aree verdi (turismo rurale ed agriturismi), ed anche nelle città d&#8217;arte.<br id="u.1p62" /><br id="zjwa0" />Nel primo caso, con la legge 730/1985 è stata creata l&#8217;attività agrituristica al fine di garantire un uso attivo del turismo a beneficio dell&#8217;ambiente (favorendo lo sviluppo e il riequilibrio del territorio agricolo, agevolando la permanenza dei produttori agricoli nelle zone rurali, valorizzando i prodotti tipici, tutelando e promuovendo le tradizioni e le iniziative culturali del mondo rurale, sviluppando il turismo sociale e giovanile).<br id="u.1p63" /><br id="zjwa1" />Nel secondo caso, finanziando il restauro e la conservazione di opere d&#8217;arte attraverso le entrate derivanti dai visitatori.<br id="u.1p64" /></p>
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