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	<title>Siti Web e Marketing &#187; Reputation Management</title>
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	<description>Consulenza dalla a alla z</description>
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		<title>Come fare per promuovere un nuovo blog</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 14:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing Turistico]]></category>
		<category><![CDATA[Reputation Management]]></category>
		<category><![CDATA[e-marketing]]></category>
		<category><![CDATA[reputazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Un recente sondaggio di TopRank, su &#8220;Blogging And Seo&#8221; condotto su agenzie, professionisti indipendenti in ambito marketing, advertising e pubbliche relazioni, ha rivelato che il 95% dei partecipanti che hanno risposto incorporano dei blog come parte della loro attività di marketing online.
Migliaia di nuovi blog vengono creati da aziende e persone ogni giorno. Eppure, installare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.siti-web-marketing.com/wp-content/uploads/come-promuovere-blog.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-159" title="Come promuovere un nuovo blog" src="http://www.siti-web-marketing.com/wp-content/uploads/come-promuovere-blog.jpg" alt="Come promuovere un nuovo blog" width="200" height="200" /></a>Un recente sondaggio di TopRank, su &#8220;<a href="http://www.toprankblog.com/2010/01/survey-seo-blogging/">Blogging And Seo</a>&#8221; condotto su agenzie, professionisti indipendenti in ambito marketing, advertising e pubbliche relazioni, ha rivelato che il 95% dei partecipanti che hanno risposto incorporano dei blog come parte della loro attività di marketing online.</p>
<p>Migliaia di nuovi blog vengono creati da aziende e persone ogni giorno. Eppure, <strong>installare un blog, configurarlo, ottimizzarlo ed iniziare a scriverci sono solo i primi passi</strong>. <strong>Nessuno saprà che tu hai un blog </strong>da leggere, da linkare o aggiungere al proprio feed reader, a meno che non fai il passo successivo: lo promuovi. Ci sono molti posti un cui si può promuovere o fare marketing per un nuovo blog.<span id="more-158"></span>
<div style="float:right;"><div style="float:left;margin:5px;"><script type="text/javascript"><!--
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</script></div></div>
<ul>
<li><strong>Aggiungi un link</strong> &#8211; Se è un blog aziendale, o se è collegato a un altro sito, metti un link al blog, da uno dei menu di navigazione principali del sito genitore.</li>
<li><strong>Crea un Badge</strong> &#8211; Sul sito principale, crea un badge sulla Home Page o in una barra laterale che promuove il blog. Immagini appropriate possono essere un ottimo modo di catturare l&#8217;attenzione dei visitatori.</li>
<li><strong>Email </strong>- Aggiungi un link al blog nella firma delle email.</li>
<li><strong>Newsletter </strong>- Annuncia l&#8217;apertura del blog nella newsletter aziendale.</li>
<li><strong>Network </strong>- Annuncia il blog ai tuoi followers su Twitter, fan su Facebook, contatti di LinkedIn e qualsiasi social network di cui fai parte.</li>
<li><strong>Invia </strong>- Iscrivi il blog alle directory di blog e feeds.</li>
<li><strong>Condividi </strong>- Condividi il tuo blog con i collaboratori, amici e altre persone nel tuo network a cui potrebbe interessare. Se a qualcuno piace, potrebbe promuoverlo anche lui.</li>
<li><strong>Link ad altri blog</strong> &#8211; Un modo per farsi notare dagli altri blogger è linkarli. Riassumi qualche post lungo di qualcun&#8217;altro, oppure estendi un post corto, o anche scrivi la tua opinione su un qualche argomento ed inserisci un link al post originale.</li>
<li><strong>Regala </strong>- Se è un blog che riguarda un prodotto, fai qualche promozione per regalare il prodotto. A volte il valore che si ottiene regalando qualcosa può avere grandi effetti positivi.</li>
<li><strong>Guest Post </strong>- Se ci sono altri blog nel tuo settore, prova a chiedere se ti fanno scrivere un articolo per loro (ovviamente qualcosa che gli possa interessare, non un comunicato stampa promozionale). In cambio avrai un link al tuo blog nel profilo o nel post sul loro sito.</li>
<li><strong>Chiedi </strong>- Bussa ai social network del settore che stai cercando di raggiungere e chiedigli se sono interessati. Ecco <a href="http://www.toprankblog.com/2010/01/best-blog-seo-survey/">un esempio di un blog che l&#8217;ha fatto</a> usando Twitter. Mostra interesse negli interessi del tuo pubblico e dedicheranno molta attenzione e condivideranno i tuoi contenuti.</li>
</ul>
<p>Probabilmente la migliore tattica di promozione è <strong>creare buoni contenuti, scrivere spesso e condividere</strong>. Più contenuti ha un blog e maggiore è l&#8217;impronta che lascia sul web in termini di pagine che compaiono nei risultati di ricerca e link da altri blog e siti web. Lavora per creare costantemente dei nuovi post secondo le tue risorse e l&#8217;interesse degli utenti.</p>
<p>&#8220;Costruisci e verranno&#8221; non funziona con i siti web e tanto meno con i blog. Promuovi contenuti rilevanti e utili per creare fedeltà, e la qualità dell&#8217;informazione spingerà il tuo brand a un pubblico molto maggiore.</p>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 62px; width: 1px; height: 1px;">http://www.studiomader.it/risorse-utili/come-funziona-google-buzz-guida-completa</div>
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		<item>
		<title>Top 10 Strumenti Gratuiti per monitorare la Reputazione On-line degli Hotel</title>
		<link>http://www.siti-web-marketing.com/top-10-strumenti-gratuiti-per-monitorare-la-reputazione-on-line-degli-hotel?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=top-10-strumenti-gratuiti-per-monitorare-la-reputazione-on-line-degli-hotel</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 22:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enrigaggids</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reputation Management]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[hotel]]></category>
		<category><![CDATA[reputazione]]></category>

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		<description><![CDATA[
Questo post vale anche in generale per valutare la reputazione on line di qualsiasi marchio.
Il monitoraggio dei marchi è diventato indispensabile per qualsiasi individuo o azienda. Anni fa, quando la gente parlava dei marchi, lo faceva in modo riservato e non si poteva scoprire.  Oggi, la maggior parte di questi dialoghi si svolgono sotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 5px; float: left;" src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2009/01/reputazione-on-line.png" alt="Reputazione On Line" width="300" /></p>
<p>Questo post vale anche in generale per valutare la <strong>reputazione on line </strong>di <strong>qualsiasi marchio</strong>.</p>
<p>Il monitoraggio dei marchi è diventato indispensabile per qualsiasi individuo o azienda. Anni fa, quando la gente parlava dei marchi, lo faceva in modo riservato e non si poteva scoprire.  Oggi, la maggior parte di questi dialoghi si svolgono sotto i nostri occhi ed è incredibilmente elevato numero di posti in cui un marchio può essere criticato!</p>
<p>Bisogna ricordarsi che <strong>le conversazioni avvengono sul web con o senza il nostro consenso</strong>. Questo significa che possiamo scegliere se vogliamo essere osservatori, partecipanti o tagliati fuori. Prima di scegliere il ruolo, ci dobbiamo anche ricordare che queste <strong>conversazioni possono avere un impatto negativo sul buon nome di un Hotel</strong>. Quando una conversazione inizia, può propagarsi come un&#8217;incendio in una foresta. Quello che inizia come un post su twitter, può diventare un post su un blog ed essere ripreso da un telegiornale.</p>
<p>Ecco i sistemi di gestione della reputazione che si possoo utilizzare.</p>
<h3>Come Iniziare</h3>
<p><span id="more-130"></span></p>
<div style="float:left;"></div>
<p>Secondo quanto è conosciuto il marchio, ci possono essere più o meno persone che ne parlano. Se pensi di iniziare a tenere un blog, devi essere o diventare un <strong>esperto dell&#8217;argomento che tratti</strong> e iniziare attivamente a relazionarti nella tua area di interesse, quindi l&#8217;ascolto è un&#8217;importante attività quotidiana. Man mano che diventi più conosciuto, ci saranno più conversazioni sul tuo nome, così dovrai aumentare il tempo da dedicare al monitoraggio di quello che si dice di te. Se hai un&#8217;azienda grande e conosciuta, può darsi che tu debba assumere varie persone per svolgere questo compito quotidianamente.</p>
<p>La prima cosa da fare è utilizzare un <a title="Cos'è un feed reader" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Feed_reader" target="_blank">Feed Reader</a>. Una possibilità è <a title="Google reader" href="http://www.google.it/reader" target="_blank">Google Reader</a>, perché è semplice da utilizzare, permette di contrassegnare i post, condividerli, ecc.</p>
<p>Un&#8217;altra cosa utile può essere creare un&#8217;account su <a href="http://del.icio.us/" target="_blank">delicious</a>, che è un sito di social bookmarking, che può essere utile per contrassegnare e condividere gli articoli interessanti.</p>
<h3>1. Google Alerts</h3>
<p>I <a href="http://www.google.com/alerts" target="_blank">Google Alerts</a> sono degli aggiornamenti tramite email degli ultimi risultati rilevanti trovati da Google su un determinato argomento o parola chiave.</p>
<p>Si possono utilizzare sia tramite email che tramite RSS. Gli alerts tracciano <strong>post sui blog</strong>, <strong>articoli nella sezione news</strong>, <strong>video </strong>ed anche i <strong>gruppi di discussione</strong>. Imposta un &#8220;alert globale&#8221;, che ti avverta di tutto quello che viene scritto sul tuo nome, sulla tua azienda e sugli argomenti di cui tratti.</p>
<p>Anche <a title="Yahoo pipes" href="http://pipes.yahoo.com" target="_blank">Yahoo Pipes</a> è un buono strumento per aggregarte e combinare feeds in una sorta di deposito centralizzato.</p>
<h3>2. Articoli sui Blog</h3>
<p>Se hai un blog, allora devi essere su Technorati, che è il motore di ricerca per i blog più grande del mondo.</p>
<p>Si dice che se non dichiari un blog su Technorati, allora non lo possiedi. Technorati traccia le &#8220;blog reactions&#8221;, o blog che si collegano al tuo. Cerca il tuo marchio su Technorati e abbonati agli alert RSS in modo da sapere immediatamente se qualcuno scrive qualcosa su di te in un blog.</p>
<h3>3. Commenti sui Blog</h3>
<p><a href="http://www.backtype.com" target="_blank">Backtype</a> è uno strumento per monitorare i commenti sui blog. Se qualcuno inserisce un commento da qualche parte, citando il tuo nome, normalmente non ci sarebbe modo di saperlo. Backtype invece è un servizio che permette di trovare, seguire e condividere commenti da qualsiasi posto del web. Ogni volta che scrivi un commento con un link al tuo sito web, Backtype te lo attribuisce.</p>
<p>Si può usare per ricordarsi dove si lasciano i commenti, scoprire chi influenza più opinioni sui blog che stai leggendo, continuare conversazioni iniziate precedentemente. Puoi abbonarti a questi commenti usando i feed RSS.</p>
<p><a href="http://www.cocomment.com" target="_blank">coComment</a> è un altro strumento che può aiutare a gestire i commenti in giro per il Web.</p>
<h3>4. Social Comments</h3>
<p><a href="http://yacktrack.com" target="_blank">Yacktrack</a> permette di cercare i commenti sui tuoi contenuti da varie sorgenti, come Blogger, Digg, FriendFeed, Stumbleupon e i blog di Wordpress. Ad esempio, se commenti su un blog, puoi <strong>individuare altre persone che stanno commentando lo stesso post</strong> ed unirti nuovamente alla conversazione.</p>
<p>Una caratteristica molto interessante è il tab &#8220;Chatter&#8221; che permette di cercare keywords su siti di social media e notificarti per esempio il nome della tua attività. La pagina di ricerca di Yacktrack fornisce anche un feed RSS per il termine di ricerca. A questo scopo si possono usare anche <a href="http://commentful.blogflux.com" target="_blank">Commentful</a> e <a href="http://co.mments.com" target="_blank">co.mments</a> per tracciare i tuoi commenti sul web.</p>
<h3>5.Forum</h3>
<p>Insieme ai blog e alle news, i forum sono un altro canale in cui le persone possono riunirsi in <strong>community </strong>e parlare di te. La maggior parte della gente trascura i forum finché vedono altri siti che commentano informazioni che ci hanno trovato. Si può usare <a href="http://boardtracker.com" target="_blank">boardtracker.com</a> per avere avvisi istantanei quando ci sono discussioni contenenti il tuo nome.</p>
<p><a href="http://boardreader.com" target="_blank">Boardreader</a> e <a href="http://www.big-boards.com" target="_blank">Big Boards</a> sono altri strumenti simi a questo.</p>
<h3>6. Twitter</h3>
<p>I messaggi di <strong>Twitter </strong>(tweets) scorrono alla velocità della luce e se non li intercetti si espanderanno come un virus. Usando Twitter search, puoi identificare ogni istanza del tuo nome e decidere se vuoi rispondere o meno. Dipende dal contesto e dal significato dei tweet.</p>
<p>Fai una ricerca sul tuo nome, quello della tua azienda o vari argomenti che ti interessano e  quindi sottoscriverla via RSS. <a href="http://www.twilert.com" target="_blank">Twilert</a> e <a href="http://tweetbeep.com" target="_blank">TweetBeep</a> sono altri strumenti utilizzabili per ricevere avvisi via email.</p>
<h3>7. FriendFeed</h3>
<p>FriendFeedè un&#8217;aggregatore sociale. In questo modo si possono <strong>aggregare tutti gli accounts di social networks</strong> come YouTube, Delicious, Twitter, blog e Flickr e riunirli in un solo e unico Feed. Puoi fare ricerche sul tuo marchio su tutti i networks utilizzando questo motore di ricerca.</p>
<p>Oltre a venire a conoscenza degli ultimi video o tweet sugli argomenti che ti interessano, puoi analizzare commenti che la gente riporta sotto di questi. Gli utenti di FriendFeed tendono a favorire e commentare quello che condividi e tenerne traccia diventerà più importante quando questo servizio sarà più popolare. Si possono ricevere anche avvisi sul desktop come <a href="http://www.alertthingy.com" target="_blank">AlertThingy</a>.</p>
<h3>8. Social Search</h3>
<p><a href="http://www.socialmention.com" target="_blank">Social Mention</a> è un motore di ricerca sui social media che cerca i contenuti generati daglu utenti, come blog, commenti, segnalibri, eventi, news, video e servizi di microblogging. Permettono di individuare la presenza di un nome in tutti questi posti.</p>
<p>I risultati sono aggregati dalle sorgenti migliori, come Flickr, YouTube, Digg, Delicious, Twitter e altri. Anche in questo caso ci si può abbonare ai risultati tramite RSS o email. Altri motori di ricerca sociali sono <a href="http://www.serph.com" target="_blank">Serph</a> e <a href="http://www.keotag.com" target="_blank">Keotag</a>.</p>
<h3>9. Ricerca Interattiva</h3>
<p>Mentre tutti gli altri strumenti sono rudimentali, questo è abbastanza complesso e intelligente. Invece di essere sommersi da centinaia o anche migliaia di risultati per un nome, <a href="http://www.filtrbox.com" target="_blank">Filtrbox</a> segnala solo i più rilevanti. La sua tecnologia &#8220;<strong>FiltrRank</strong>&#8221;  assegna un punteggio ai contenuti basato su tre dimensioni: rilevanza contestuale, popolarità e feedback. Si possono effettuare ricerche sui 15 giorni passati.</p>
<h3>10. Il tuo Network</h3>
<p>Molte persone sottovalutano un network forte quando va a monitorare i loro brands. Se hai un network robusto, in particolare persone nel tuo settore che osservano le tue stesse parole chiave, allora riceverai importanti risposta anche senza chiederle.</p>
<p>In questo modo ti possono arrivare avvisi anche se sbagli a digitare una parola in un post o a includere un riferimento. Se ti concentri a costruire relazioni, non perderai un colpo, neppure volendo.</p>
<h3>Cosa fare dopo?</h3>
<p>Dopo aver selezionato gli strumenti da utilizzare, nel sistema di gestione della reputazione del brand e aver impostato gli avvisi RSS e email correttamente per il tuo nome, azienda e/o argomenti, ora è il momento di impostare un programma per decidere quando effettuare i controlli.</p>
<p>Vanno fatti una volta al giorno, due volte, oppure una volta alla settimana? All&#8217;inizio può essere sufficente farlo anche abbastanza raramente, ma è meglio partecipare costantemente alle discussioni online che ti riguardano.</p>
<p>Cercare il tuo nome su Google può non essere sufficiente. C&#8217;è bisogno di essere un po&#8217; più paranoici nell&#8217;era digitale. Per impedire agli incendi di dilagare, <strong>è meglio essere partecipi delle discussioni nelle reti che ti riguardano</strong>.</p>
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		<title>5 falsi miti sull&#8217;ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO)</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 07:41:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Reputation Management]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Internet marketing]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[search marketing]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>

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		<description><![CDATA[



Spesso a chi fa il mio lavoro capita di proporre ai clienti l&#8217;ottimizzazione del sito per i motori di ricerca.
Nella mia visione delle cose, mi sembra naturale che se uno spende qualche migliaio di euro per farsi fare un sito web da uno studio grafico, poi dovrebbe essere naturale aspettarsi un ritorno economico dal sito. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p>Spesso a chi fa il mio lavoro capita di proporre ai clienti l&#8217;<strong>ottimizzazione del sito per i motori di ricerca</strong>.<br />
Nella mia visione delle cose, mi sembra naturale che se uno spende qualche migliaio di euro per farsi fare un sito web da uno studio grafico, poi dovrebbe essere naturale aspettarsi un ritorno economico dal sito. E <strong>per avere un ritorno economico</strong>, prima ancora di misurare il ritorno sull&#8217;investimento con strumenti tipo Google Analytics, <strong>è necessario</strong> che banalmente <strong>qualcuno arrivi a vedere il sito.</strong><br />
Se non ci sono visitatori, chiaramente non ha senso stare a pensare a <strong>miglioramenti dell&#8217;usabilità</strong>, e non ha neanche senso aspettarsi ordini.</p>
<p><span id="more-128"></span></p>
<p>Purtroppo, parlando con i clienti ci si rende conto del fatto che molti di questi in passato hanno ricevuto fregature da aziende che hanno capito che c&#8217;è richiesta sul mercato ed offrono il servizio senza avere alcuna reale competenza alle spalle.</p>
<p>A questo punto voglio proporre un semplice vademecum ad uso di chi vuole rendere visibile il suo sito sul web:</p>
<h3>Come capire se il vostro consulente SEO vi vuole fregare</h3>
<p>Se riconoscete nelle sue indicazioni qualcuna di quelle elencate qui sotto, iniziate a cercare un&#8217;altra persona.</p>
<p>1) <strong>L&#8217;ottimizzazione per i motori di ricerca è un segreto.</strong></p>
<p>L&#8217;ottimizzazione per i motori di ricerca è un&#8217;attività completa che in qualche modo riguarda un miglioramento dell&#8217;usabilità e della leggibilità del sito anche per gli utenti umani. Sono finiti da una decina di anni i tempi in cui bisognava ripetere e nascondere le parole chiave.</p>
<p>I motori di ricerca oggi vogliono contenuti di qualità, interessanti, originali e accessibili e si, capiscono anche se un sito è scritto bene o meno. Non chiedevi come. Lo fanno.</p>
<p>2) <strong>L&#8217;ottimizzazione è influenzata da campagne pay per click</strong></p>
<p>Di questo ce ne sono 2 versioni: una secondo cui il PPC migliorerebbe il posizionamento ed un&#8217;altra secondo cui lo peggiorerebbe.</p>
<p>Lo scopo dei motori di ricerca è offrire a chi effettua le ricerche risultati rilevanti, se i risultati si potessero comprare, la gente si sposterebbe in massa su un altro motore di ricerca.</p>
<p>Per essere del tutto completi, si può dire che nel caso di siti nuovi e molto piccoli, il PPC può aiutare a raggiungere più velocemente il posizionamento definitivo, in quanto si passa da un sito inesistente ad un sito in cui qualcuno entra più velocemente che col solo passaparola.</p>
<p>3) <strong>Una volta che si raggiunge una buona posizione, si mantiene facilmente.</strong></p>
<p>Una  parte della qualità di un sito web è rimanere sempre aggiornato.  Se un sito rimane inalterato, anche i visitatori smettono di trovarlo utile.</p>
<p>Senza contare che non siete gli unici a voler essere al primo posto per alcune ricerche. Anche il vostro principale concorrente lo vuole e potrebbe assumere qualcuno che gli permette di farlo.</p>
<p>4)<strong> I siti devono essere segnalati ai motori di ricerca</strong>.</p>
<p>Anche questo poteva essere vero 10 anni fa. Oggi i motori di ricerca trovano da soli i siti. E poi, oggi il motore di ricerca è sostanzialmente uno: Google.</p>
<p>Molti altri motori usano i risultati di Google, Yahoo e MSN sono distanti anni luce in termini sia di utenti che di tempi di risposta e gli altri sono assolutamente rascurabili.</p>
<p>State tranquilli che se il vostro sito è di qualità e accessibile Google lo noterà, e se vedete che dopo un tempo ragionevole il sito non è ben posizionato, dovete rivedere il sito, non cercare di segnalarlo.</p>
<p>5) <strong>Una buona tattica permette di ottenere buoni risultati</strong>.</p>
<p>Il lavoro di ottimizzazione deve essere fatto su vari fronti. Trascurarne alcuni può impedire di raggiungere risultati apprezzabili.</p>
<p>Bonus Tip:)<strong> I siti in Flash vengono ottimizzati dai motori di ricerca</strong></p>
<p>E&#8217; vero che Google dichiara di essere in grado di leggere anche dentro ai siti in Flash, però questa è ancora una funzionalità sperimentale. Da un lato, non si vedono mai siti in flash posizionati decentemente per parole chiave in cui esiste un minimo di competizione e dall&#8217;altro, spesso il testo viene scomposto in vettori all&#8217;interno di Flash, rendendolo cosi incomprensibile allo spider. In breve, Flash va bene per i banner e gli effetti speciali, ma i siti in Flash vanno evitati come la peste.</p>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 958px; width: 1px; height: 1px;">
<h1><a title="Link to Trovare le pagine invisibili usando Google Analytics" rel="bookmark" href="../trovare-le-pagine-invisibili-usando-google-analytics">Trovare le pagine invisibili usando Google Analytics</a></h1>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Viaggi 2.0 &#8211; cosa significa per gli hotel</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 17:19:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reputation Management]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[alberghi]]></category>
		<category><![CDATA[booking]]></category>
		<category><![CDATA[hotel]]></category>
		<category><![CDATA[reputazione]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Fino agli anni &#8216;80 e prima metà degli anni &#8216;90 per prenotare un hotel si usavano il telefono e il fax. Nella maggior parte dei casi, il massimo di informazioni che si potevano avere riguardo un albergo erano quelle di qualche conoscente che ci era stato prima. All&#8217;epoca il processo di booking era sicuramente più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/06/hotel-viaggi-2-0-flickr.png"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-57" style="FLOAT: left; MARGIN: 5px" title="hotel-viaggi-2-0-flickr" src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/06/hotel-viaggi-2-0-flickr-300x300.png" alt="hotel viaggi 2.0 Flickr" width="300" height="300" /></a>Fino agli anni &#8216;80 e prima metà degli anni &#8216;90 per prenotare un <strong>hotel</strong> si usavano il telefono e il fax. Nella maggior parte dei casi, il massimo di informazioni che si potevano avere riguardo un <strong>albergo</strong> erano quelle di qualche conoscente che ci era stato prima. All&#8217;epoca il <strong>processo di booking</strong> era sicuramente più complicato di oggi. C&#8217;era un&#8217;alone di ignoto e l&#8217;unico metro di giudizio su un&#8217;albergo era il numero di stelle ricevute. Al massimo si poteva avere una fotografia in una brochure.</p>
<p>Grazie ai <strong>Travel 2.0</strong>, ora prenotare un albergo è diverso. <strong>Viaggi 2.0</strong> significa che come consumatori abbiamo più informazioni sugli alberghi, prontamente disponibili a portata di dito. Ora possiamo andare su qualunque portale di viaggi, o ancora meglio, andare direttamente sul <strong>sito web dell&#8217;hotel</strong> e cercare le informazioni che ci interessano. Ovviamente, viaggi 2.0 non è solo avere queste informazioni, ma anche avere informazioni imparziali da altre fonti. Quando si cerca di <strong>prenotare un hotel online</strong> per una vacanza, cerchiamo di <strong>trovare le esperienze</strong> e le storie <strong>di altri utenti</strong> che ci sono stati. I <strong>consumatori ora decidono</strong> dove stare <strong>sulla base delle indicazioni degli altri utenti</strong>. Nel settore alberghiero il passaparola è sovrano.</p>
<p>In un recente sondaggio di <strong>Yahoo Travel</strong>, il risultato ha indicato che il <strong>61% degli intervistati cerca indicazioni online per le vacanze</strong>. I viaggiatori non cercano più un albergo solo sulla base del prezzo, ma guardano principalmente a <strong>recensioni</strong> di alti utenti,<strong> valutazioni</strong> e <strong>foto</strong>.</p>
<p>Il prezzo rimane un fattore importante e di fondamentale importanza quando si sceglie un hotel, ma con i viaggi 2.0 è possibile evidenziare anche le esperienze d&#8217;albergo, oltre al prezzo, ed <strong>alcuni alberghi non sfruttano quest&#8217;opportunità</strong>. I consumatori non sono interessati alle informazioni aziendali che spesso si trovano nei siti degli alberghi. <strong>Sono interessati ad avere indicazioni da persone reali che sono state lì prima di loro</strong>.</p>
<h3>La rivoluzione Travel 2.0</h3>
<p><span id="more-56"></span></p>
<p> In parole semplici, questo è tutto quello su cui ruotano i viaggi 2.0. Sei tu, sono i tuoi amici, i tuoi vicini, i tuoi colleghi e altre persone che amano viaggiare e chiacchierare online dei posti in cui sono stati e della loro opinione in proposito E&#8217; su queste persone che<strong> condividono le loro foto, video, storie, memorie e recensioni online</strong> su siti come <strong>Tripadvisor</strong>, <strong>Facebook</strong>, <strong>YouTube</strong>, <strong>Flickr</strong>.</p>
<p>Ora che sappiamo come sono questi nuovi consumatori e che cosa fanno, dobbiamo unirci a loro? La <strong>risposta per gli alberghi</strong> e le attività collegate al turismo <strong>è sì</strong>. Se questi utenti <strong>spendono più tempo online</strong>, allora <strong>gli hotel devono trovare i metodi per raggiungerli</strong> unendosi alle loro conversazioni rispondendo alle recensioni positive e negative postate su Tripadvisor, creando un profilo aziendale su Facebook o forse inserendo un video su YouTube o anche aggiungendo delle foto su Flickr.com.</p>
<p>Prima di unirsi a conversazioni online, <strong>è bene iniziare ad ascoltarle</strong>, e questo è più importante che dire la propria opinione a tutti i costi. Ci sono alcuni strumenti liberamente disponibili in rete per monitorare quello che la gente sta dicendo della tua attività: <strong>Google Blog Search</strong>, i <strong>Google Alerts</strong> e i <strong>Technorati Alerts</strong>. Una volta che sai quello che stanno dicendo di te, potrai parlargli.</p>
<p style="text-align: center;"></p>
<h3>Suggerimenti per unirsi alle conversazioni online</h3>
<ol>
<li><strong>Creare un blog</strong> e linkarlo al sito web. Invitare la gente a lasciare recensioni e condividere le loro storie ed esperienze con altri potenziali clienti.</li>
<li><strong>Inserire dei video su YouTube</strong>, oltre a quelli sul sito web.</li>
<li><strong>Aggiungere immagini</strong> della tua proprietà su Flickr.com.</li>
<li><strong>Rispondi alle recensioni sia positive che negative</strong> su TripAdvisor.</li>
<li><strong>Creare un profilo aziendale su facebook.com</strong></li>
<li><strong>Aggiungere un podcast</strong> al tuo sito. Con i podcast gli alberghi possono fornire informazioni sull&#8217;albergo, sulla zona e gli eventi. Possono essere anche creati vari podcast in funzione delle varie tipologie di cliente ospiti.</li>
</ol>
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		<title>6 suggerimenti per costruire Community &#8211; parte 2</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 11:36:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La community vuole contenuti, non coupons
Nessuno rifiuta un acquisto di qualcosa che desidera, ma le relazioni alla  base di una community sono tipicamente focalizzate sui bisogni personali. Si  tratta di migliorare le performance di lavoro, essere un miglior genitore,  godere una migliore qualità di vita, ecc. I membri della community sono affamati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/06/building-community.jpg"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-78" style="float: left; margin: 5px;" title="costruire una comunità" src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/06/building-community-300x200.jpg" alt="costruire una comunità" width="300" height="200" /></a>La community vuole contenuti, non coupons</h3>
<p>Nessuno rifiuta un acquisto di qualcosa che desidera, ma le relazioni alla  base di una community sono tipicamente focalizzate sui bisogni personali. Si  tratta di migliorare le performance di lavoro, essere un miglior genitore,  godere una migliore qualità di vita, ecc. I membri della community sono affamati  di contenuti utili che li hanno attratti verso la community stessa. Bisogna  pertanto essere in grado di fornirei contenuti un po&#8217; per volta, in modo che  siano distribuiti e &#8220;consumati&#8221; frequentemente, meglio se in modo virale.  Pertanto è inutile inoltrare pesanti documenti sulla community e sperare che  funzionino.</p>
<h3>Focalizzati sulla vita, non sulle vendite</h3>
<p>Cerca di resistere alla fretta di generare valore, di identificare subito le  necessità fare proposte e vendere. Le community sono diverse. Sono basate sulla  vita degli utenti, non sul ciclo di vendita di chi le crea. Orienta i contenuti  verso gli eventi della vita dei partecipanti. Come puoi aiutare i potenziali  nuovi utenti a decidere se devono unirsi o meno? Come possono gli altri membri  aiutarsi tra loro per ottenere un ritorno dall&#8217;appartenenza? Qual&#8217;è il modo  appropriato di rapportarsi ai membri e quali sono gli eventi che fanno scattare  la comunicazione?<span id="more-79"></span></p>
<h3>Le prospettive sostituiscono il ROI</h3>
<p>La pressione di dimostrare un ritorno diretto sull&#8217;investimento sui programmi  di marketing è forte e assolutamente giustificata. Ci sono sempre troppe  opportunità di investimento per un&#8217;azienda da giustificare. Le community non  rendono le cose più semplici. Infatti, il ritorno delle community si deve basare  su nuove metriche, basate sui membri, l&#8217;interazione e la distribuzione di  contenuti.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è gestire il mercato più efficaciemente di quanto si potrebbe  fare con un&#8217;approccio tradizionale e aumentare le opportunità di vendita con un  cross-selling interattivo. Se si ha successo si riesce a creare un nuovo mercato  di contenuti e prodotti basato sulla community. </p>
<h3>Il segreto &#8211; il messaggio è più importante delle meccaniche</h3>
<p>Ci sono molti strumenti di comunicazione vecchi e nuovi che si possono  utilizzare per gestire le community. Non ci sono dubbi sul fatto che questi  strumenti siano importanti. Ma bisogna ricordarsi che è il messaggio che attrae,  nutre e fa crescere il numero di membri della community. E&#8217; il messaggio che ala  fine permetterà di realizzare gli obiettivi di business di una community B2C o  B2B.</p>
<p>Il messaggio deve essere <strong>mirato</strong>, <strong>rilevante</strong>,  <strong>interessante</strong>, <strong>differenziante</strong> ed  <strong>interessante</strong> per la platea di ascoltatori.</p>
<p>Le community sono per le aziende un nuovo modo anche eccitante di connettersi  ai loro mercati. Si possono costrure nuove community o inserirsi in community  esistenti. Non aspettare di pianificare tutto ed avere tutto pronto prima di  cominciare. Impara man mano e migliora la strategia sulla base di quello che  impari. Questa è una grossa opportunità per i professionisti del marketing di  fare dei nuovi programmi rivoluzionari.</p>
<p><a title="6 suggerimenti per costruire Community - parte 1" href="http://www.studiomader.it/web-marketing/6-suggerimenti-per-costruire-community-parte-1/2008/06/">6 suggerimenti per costruire Community &#8211; parte 1</a></p>
<p>Articolo tradotto da &#8220;<a title="Vai all'articolo in inglese" href="http://marketing2tourism.wordpress.com/2008/05/18/six-tips-for-building-community/" target="_blank">Tourism  Internet Marketing</a>&#8220;.</p>
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		<title>6 suggerimenti per costruire Community &#8211; parte 1</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 11:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reputation Management]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[Costruire una comunità con un collegamento naturale al tuo business può essere un eccezionale strumento di Brand building. Ecco come cominciare.
All&#8217;inizio del loro lavoro, i professionisti del marketing decidono se lavorare in ambito business to consumer (B2C) oppure business to business (B2B).
I marketers B2C sviluppano campagne e offerte consegnate direttamente al consumatore tramite un canale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/06/building-community.jpg"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-78" style="float: left; margin: 5px;" title="costruire una comunità" src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/06/building-community-300x200.jpg" alt="costruire una comunità" width="300" height="200" /></a>Costruire una <strong>comunità</strong> con un collegamento naturale al tuo business può essere un eccezionale strumento di <strong>Brand building</strong>. Ecco come cominciare.</p>
<p>All&#8217;inizio del loro lavoro, i professionisti del marketing decidono se lavorare in ambito <strong>business to consumer</strong> (B2C) oppure <strong>business to business</strong> (B2B).</p>
<p><strong>I marketers B2C</strong> sviluppano campagne e offerte consegnate direttamente al consumatore tramite un canale di distribuzione. Queste campagne sono rivolte a portare il cliente all&#8217;acquisto il più velocemente possibile.</p>
<p>Hanno un mercato di milioni di persone che comprano prodotti in generale a costo relativamente basso. I clienti sono relativamente consci del prezzo e un marchio forte può portare a fidelizzare i consumatori. Il marketing B2C utilizza come metodi principali l&#8217;uso di tecniche avanzate per reperire dati e strumenti analitici combinati con segmentazione e tecniche di targeting.</p>
<p><span id="more-76"></span></p>
<p><strong>I marketers B2B</strong> sviluppano programmi collegati ad un canale vendita, che soddisfa esigenze di business utilizzando contenuti informativi. Si rivolgono a mercati di centinaia o al limite poche migliaia di aziende e cercano di sviluppare relazioni con persone influenti, commissioni, e decision makers. Questo team di consumatori definisce e requisiti e valuta i fornitori su parecchi mesi, eventualmente comprando soluzioni che costano decine o centinaia di migliaia di euro. Il valore di un marchio è basato sulla generazione di interesse ed entrando nella lista fornitori dei cliente.</p>
<p>A queste due tipologie ora se ne sta aggiungendo un nuova: un nuovo tipo di B2C, il <strong>marketing Business to community</strong>.</p>
<h3>E&#8217; tutto basato sulla community</h3>
<p>Il potere del marketing business to community è di essere visto da entrambe le tipologie precedenti di marketing. Le st<strong>rategie di branding</strong>, basate sul &#8220;parlare di noi stessi&#8221;, diventano un &#8220;connettiamoci con la community&#8221;. Costruire ed alimentare comunità di persone con un collegamento naturale all&#8217;azienda, può essere un modo molto efficace di costruire un marchio.</p>
<p>Un esempio di questo tipo è la &#8220;<a title="Campagna per una bellezza autentica" href="http://www.campaignforrealbeauty.com/" target="_blank">Campagna per una bellezza autentica</a>&#8221; di Dove. La campagna utilizza forum online, pubblicazione di ricerche, istruzione, pubblicità, finanziamenti e altro ancora, per invitare le donne a confrontarsi tra loro e il marchio Dove, con un dialogo sulla natura della bellezza, che ovviamente sarebbe migliorata dai prodotti Dove. Quali sono i risultati? Milioni di downloads di uno dei suoi video su <a title="Video Dove" href="http://it.youtube.com/watch?v=iYhCn0jf46U" target="_blank">YouTube</a>.</p>
<p>Nel mondo B2B, c&#8217;è ad esempio la <strong>Oracle Tecnology Network</strong> che spicca con 5 milioni di membri in 250 paesi. Oracle supporta la comunità di sviluppatori, architetti IT e amministratori di DB con download gratuiti, podcasts, tutorials, forum di discussione ecc.</p>
<p>Consideriamo ora alcuni fattori chiave quando si costruisce una community.</p>
<h3>È un invito, non un&#8217;offerta</h3>
<p>Il tono della comunicazione deve riflettere la natura delle community, i membri prendono le decisioni autonomamente. Non si sta facendo un&#8217;offerta o una chiamata ad agire. Si invitano le persone ad unirsi a un gruppo con interessi in comune. Interesse che non è &#8220;come compro più prodotti?&#8221;, ma piuttosto un desiderio di entrare in un&#8217;esperienza condivisa che migliora la vita professionale o personale.</p>
<p>Il modello di relazione per la community &#8211;  quello che i membri chiedono &#8211; è lo stesso che c&#8217;è tra tifosi sportivi e la loro squadra del cuore. Il tifoso sportivo è partecipe del successo della squadra e paga per la possibilità di condividere con la squadra con il merchandise, le amichevoli, la firma degli autografi. Questi fan esulteranno per il successo e contesteranno quando si può fare meglio. Una volta che si fanno sedere i fan in tribuna, si ha l&#8217;opportunità di vendergli prodotti per <strong>migliorare la loro esperienza</strong> di fan. Si pensi anche agli utenti Apple come esempio.</p>
<p><a title="6 suggerimenti per costruire Community - parte 2" href="http://www.studiomader.it/web-marketing/6-suggerimenti-per-costruire-community-parte-2/2008/06/">6 suggerimenti per costruire Community &#8211; parte 2</a></p>
<p>Articolo tradotto da &#8220;<a title="Vai all'articolo in inglese" href="http://marketing2tourism.wordpress.com/2008/05/18/six-tips-for-building-community/" target="_blank">Tourism Internet Marketing</a>&#8220;.</p>
<h3> </h3>
]]></content:encoded>
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		<title>Come gestire gli ospiti scontenti</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 11:55:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing Turistico]]></category>
		<category><![CDATA[Reputation Management]]></category>
		<category><![CDATA[ORM]]></category>
		<category><![CDATA[tourism marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando un ospite scontento è in partenza, cosa fai? Se non sai cosa fare continua a leggere questo post.

Nel settore del turismo è molto semplice per un ospite condividere con il mondo le proprie opinioni e esperienze di viaggio. E se un&#8217;esperienza di viaggio va a finire su siti molto conosciuti, può avere effetti disastrosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando un ospite scontento è in partenza, cosa fai? Se non sai cosa fare continua a leggere questo post.</p>
<p></p>
<p>Nel settore del turismo è <strong>molto semplice per un ospite condividere con il mondo le proprie opinion</strong>i e esperienze di viaggio. E se un&#8217;esperienza di viaggio va a finire su siti molto conosciuti, può avere <strong>effetti disastrosi</strong> su un&#8217;attività. Anche per questo motivo le aziende turistiche devono essere proattive, in modo che questo tipo di azioni non siano intraprese dagli ospiti scontenti.</p>
<p><span id="more-26"></span>Ci sono <strong>due possibilità</strong> per gestire gli ospiti arrabbiati:</p>
<ul>
<li>evitarli</li>
<li>ascoltarli e ringraziarli per le loro critiche</li>
</ul>
<p>Ovviamente, la soluzione migliore è evitare di avere clienti scontenti. Vediamo dal punto di vista del marketing come si può evitare di avere questi ospiti.</p>
<ul>
<li>Focalizza la tua attenzione su che è il tuo <strong>ospite ideale</strong>. Scrivi una descrizione, pensa ai suoi interessi e motivazioni per scegliere una vacanza.</li>
<li><strong>Pubblicizza</strong> le soluzioni ai bisogni del tuo ospite ideale.</li>
<li>Focalizza la tua attenzione su chi <strong>non è</strong> il tuo ospite ideale (ossia chi potenzialmente può essere scontento) e fai lo stesso lavoro</li>
<li><strong>Non pubblicizzare</strong> nulla che possa attirare questi ospiti.</li>
</ul>
<p></p>
<p>Può tuttavia capitare che per quanto uno faccia, qualche ospite scontento capiti ugualmente. Vediamo alcune idee su come <strong>diminuire l&#8217;impatto che queste persone possono avere su un&#8217;attività economica</strong>.</p>
<ul>
<li>Definire delle politiche di <strong>annullamento della pren</strong>otazione, riservando all&#8217;Hotel la possibilità di chiedere all&#8217;ospite di andarsene prima del termine prefissato, nel caso in cui sia necessario per il benessere dei dipendenti e degli altri ospiti, dietro rimborso completo dei soldi del soggiorno.</li>
<li>Un <strong>questionario </strong>(eventualmente anonimo) che permetta ai clienti di fornire un feedback prima di partire. Se sono segnalati problemi, chiamare immediatamente gli ospiti, prima che rientrino usando un linguaggio del tipo &#8220;E&#8217; stato segnalato un problema, vorrei sapere cosa vi è successo e se posso fare qualcosa&#8230;&#8221;.</li>
<li><strong>Chiedere agli ospiti</strong> in partenza &#8220;Cosa avremmo potuto fare per farvi stare meglio?&#8221; è un&#8217;altra domanda che aiuta a disinnescare il rischio che ospiti scontenti possano danneggiare un&#8217;attività.</li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Cos&#8217;è il Reputation Management</title>
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		<pubDate>Sat, 31 May 2008 04:59:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reputation Management]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[ORM]]></category>
		<category><![CDATA[reputazione]]></category>

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		<description><![CDATA[La Gestione della Reputazione Online è il processo di monitorare un&#8217;azienda online, sapendo come risolvere le negatività e capendo come si può proteggere proattivamente tramite canali di comunicazione.
Esempio pratico
Stai guardando la televisione e vedi una pubblicità di un detergente ottimo per lavare i piani cottura. Pensi che ti possa servire e il giorno dopo vai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">La <strong>Gestione della Reputazione Online</strong> è il processo di monitorare un&#8217;azienda online, sapendo come risolvere le negatività e capendo come si può proteggere proattivamente tramite canali di comunicazione.</p>
<p><strong>Esempio pratico</strong></p>
<p>Stai guardando la televisione e vedi una pubblicità di un detergente ottimo per lavare i piani cottura. Pensi che ti possa servire e il giorno dopo vai al supermercato e vai subito al reparto detersivi. A quel punto senti una donna che parla al responsabile vendite del punto vendita.</p>
<p>&#8220;Vorrei restituire il detersivo perché puzza incredibilmente e non pulisce neppure bene. Voglio indietro i miei soldi!&#8221;. A questo punto cosa fai? Sei sempre intenzionato a comprarlo?</p>
<p>Questa è una forma di <em>Brand Bashing</em> nel mondo reale che probabilmente ti ha fatto rinunciare all&#8217;acquisto. Online, cercando il nome del marchio su Google potresti avere come primo risultato il nome di un prodotto e come secondo risultato un testo del tipo:</p>
<p>&#8220;Non credete alla pubblicità. Il detergente xx fa schifo e non funziona&#8221;. Cosa è cambiato rispetto a prima? Ben poco. Forse giusto il fatto che Google è vista potenzialmente da tutti i potenziali clienti, mentre il reclamo in un supermercato da poche decine di persone.</p>
<p><small>Nota personale: un caso del genere è capitato a un cliente di chi scrive e quell&#8217;azienda ora non esiste più.</small></p>
<p><strong>Come implementare l&#8217;Online Reputation Management</strong></p>
<p><strong><span id="more-16"></span></strong>Sbagliando, molti pensano che l&#8217;ORM segua il percorso</p>
<ol>
<li>monitoraggio del marchio</li>
<li>reagire alle negatività</li>
<li>sentirsi come se stessero gestendo la situazione<a href="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/05/reputation-monitor-repair-m.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-17" title="reputation-monitor-repair" src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/05/reputation-monitor-repair-m-300x186.gif" alt="reputazione monitoraggio soluzione" width="300" height="186" /></a></li>
</ol>
<p>Evidentemente, questo è sempre meglio di niente, ma si agisce quando è già troppo tardi.</p>
<p>Il metodo migliore consiste nel preoccuparsi di gestire la situazione prima che si presentino i problemi. Ad esempio utilizzando tutti i canali di comunicazione, quali blog social networks e altro in modo che possano venire riusultati positivi nelle ricerche. Ovviamente, questo deve essere fatto in modo concertato con i servizi che vengono offerti.</p>
<p><a href="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/05/manage-monitor-repair.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-18" title="manage-monitor-repair" src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/05/manage-monitor-repair-300x186.gif" alt="gestire monitorare rimediare" width="300" height="186" /></a></p>
<p>Tornando all&#8217;esempio precedente, se il detersivo puzza davvero e questo è un problema che non era stato valutato dal produttore, il fatto che online ci sia gente che giudica questo un problema deve essere anche utilizzato dal produttore come informazione utile per migliorare il suo prodotto e cambiargli il profumo. Molto probabilmente a un costo relativamente basso può migliorare notevolmente anche la qualità reale del prodotto.</p>
<p><strong>I 3 componenti chiave</strong></p>
<p>In pratica le cose da sapere quando si fa ORM sono le seguenti:</p>
<p><strong>Monitoraggio </strong></p>
<ul>
<li>Perché monitorare un&#8217;attività</li>
<li>Cosa monitorare</li>
<li>Come monitorarlo</li>
</ul>
<p><strong>Rimediare</strong></p>
<ul>
<li>Conoscere i meccanismi con cui la gente scrive online</li>
<li>Gestire i problemi nel modo corretto (essere professionali)</li>
<li>Essere proattivi</li>
</ul>
<p><strong>Gestire</strong></p>
<ul>
<li>Avere una strategia di monitoraggio</li>
<li>Sapere perfettamente come gestire i problemi</li>
<li>Avere vari canali di comunicazione aperti</li>
<li>Costruire attivamente un marchio secondo una visione positiva</li>
</ul>
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