<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Siti Web e Marketing &#187; Tecnici</title>
	<atom:link href="http://www.siti-web-marketing.com/categorie/tecnici/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.siti-web-marketing.com</link>
	<description>Consulenza dalla a alla z</description>
	<lastBuildDate>Sun, 18 Jul 2010 08:44:14 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>URL e SEO: come definire gli URL dei files</title>
		<link>http://www.siti-web-marketing.com/url-e-seo-come-definire-gli-url-dei-files?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=url-e-seo-come-definire-gli-url-dei-files</link>
		<comments>http://www.siti-web-marketing.com/url-e-seo-come-definire-gli-url-dei-files#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 12:28:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fondamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[keyword]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.siti-web-marketing.com/?p=154</guid>
		<description><![CDATA[Un (URL) Uniform Resource Locator o è una sequenza di caratteri che definisce univocamente l&#8217;indirizzo di una risorsa in Internet, come un documento o un&#8217;immagine, e quindi ci permette di trovarlo. È l&#8217;indirizzo che noi digitiamo nel browser quando cerchiamo una pagina o un file.
Perché ci interessa?
Perché è uno degli aspetti più importanti sia l&#8217;ottimizzazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="URL" src="http://www.seobook.com/images/http.jpg" alt="URL -" width="200" height="136" />Un (<strong><a title="Vedi Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/URL">URL</a>) </strong><strong>Uniform Resource Locator</strong> o è una sequenza di caratteri che definisce univocamente l&#8217;indirizzo di una risorsa in Internet, come un documento o un&#8217;immagine, e quindi ci permette di trovarlo. È l&#8217;indirizzo che noi digitiamo nel browser quando cerchiamo una pagina o un file.</p>
<h2>Perché ci interessa?</h2>
<p>Perché è uno degli aspetti più importanti sia l&#8217;ottimizzazione per i motori di ricerca che l&#8217;usabilità.</p>
<p>Influenza:</p>
<ul>
<li><strong>Il posizionamento</strong>: (mettere delle parole chiave nell&#8217;indirizzo di un file è uno dei modi migliori per dare maggiore importanza alla keyword)</li>
<li><strong>Il click-through</strong>: un URL leggibile può dare all&#8217;utente un segnale di maggiore affidabilità e quindi una maggiore propensione a seguire il collegamento</li>
<li><strong>L&#8217;usabilità</strong>: un URL dal significato evidente aiuta l&#8217;utente a capire cosa troverà sulla pagina, ancora prima di entrarci</li>
</ul>
<p>Vediamo alcune buone pratiche collegate a come definire gli URL dal punto di vista dell&#8217;<strong>ottimizzazione dei motori di ricerca</strong> (SEO).<br />
<span id="more-154"></span><br />
<div style="float:left;margin:5px;"><script type="text/javascript"><!--
google_ad_client = "pub-9792607467958701";
/* 300x250soloimm */
google_ad_slot = "8355892500";
google_ad_width = 300;
google_ad_height = 250;
//-->
</script>
<script type="text/javascript"
src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js">
</script></div></p>
<h2>Parole chiave e Lunghezza dell&#8217;URL</h2>
<p>Non ci sono dubbi che le parole chiave nell&#8217;URL contano. Le parole chiave vengono inserite negli URL in modo naturale, però questo non significa che l&#8217;URL vada riempito di parole chiave.</p>
<p>Come ha detto <a title="Leggi intervista" href="http://www.stephanspencer.com/search-engines/matt-cutts-interview">Matt Cutts in un&#8217;intervista</a>, la <strong>lunghezza ottimale è tra 3 e 5 parole</strong>, le parole successive vengono ignorate. Oltre a questo, è stato osservato sperimentalmente che gli URL corti vengono cliccati dagli utenti molto più di quelli lunghi.</p>
<p>Questo significa che devono essere scelte le p<strong>arole più significative ed anche facili da ricordare</strong>; meglio evitare di passare parametri nell&#8217;URL, come gli <strong>ID di sessione</strong>, e di usare <strong>caratteri speciali</strong>, tipo quelli accentati che vengono memorizzati con codici tipo %80.</p>
<p>Inoltre, avere degli URL brevi influenza:</p>
<ul>
<li><strong>l&#8217;usabilità</strong>: nessuno ha voglia di inserire a mano un URL chilometrico nel browser, e anche se lo facessse è facile sbagliare.</li>
<li><strong>SEO:</strong> come detto sopra, i motori di ricerca ritengono più significativi gli URL brevi</li>
<li><strong>click-through</strong>: come detto sopra, sono più cliccati, inoltre Google ora spezza gli URL lunghi con i puntini, o addirittura li sostituisce con i breadcrumbs</li>
</ul>
<h2>Separatori di parola</h2>
<p><strong>Meglio usare i trattini semplici (-).</strong></p>
<p><strong>I trattini sono meglio degli underscore</strong>: Questo perché alcuni motori di ricerca possono interpretare il trattino (-) come separatore di parole, e quindi capisce meglio che le parole sono distinte, rispetto all&#8217;underscore (_), anche se questo non dovrebbe più succedere, non c&#8217;è motivo per rischiare.</p>
<p><strong>Gli spazi </strong>vengono codificati come &#8220;%20&#8243;.</p>
<p><strong>Gli &amp; </strong>vengono codificati come &#8220;%26&#8243;</p>
<p>Le virgole e i punti sono stati utilizzati in passato dagli spammers, per cui meglio evitare.</p>
<h2>Caratteri Maiuscoli e Minuscoli</h2>
<p><strong>Gli URL sono case sensitive</strong>: cioé /home è considerata una pagina diversa da /Home. Se quindi usate CMS o sistemi operativi che non supportano questa distinzione, c&#8217;è il rischio di creare contenuti duplicati. Usare sempre la stessa versione degli URL.</p>
<p>Meglio di solito usare solo i caratteri minuscoli</p>
<h2>Estensioni negli URL</h2>
<p><strong>Attenzione alle estensioni</strong>: utilizzare le estensioni corrette; se si finisce l&#8217;indirizzo di una pagina web con &#8220;.exe&#8221;, potrebbe essere scambiata per un&#8217;applicazione e non indicizzata.</p>
<p><a href="http://www.searchenginejournal.com/urls-and-seo/16417/">Alcuni sostengono</a> che usare un&#8217;estensione.html fa pensare ad una pagina, mentre una URL senza estensione fa pensare ad una cartella. Noi non siamo d&#8217;accordo, perché l&#8217;estensione è una caratteristica richiesta da un sistema operativo obsoleto, e comunque da anni vengono ormai nascoste di default su tutti i SO.</p>
<h2>Altri suggerimenti</h2>
<p><strong>Usare una struttura di URL statica:</strong> usare il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/URL_redirection">redirect</a> 301 solo nei casi in cui una pagina ha effettivamente cambiato indirizzo. Quando gli utenti cercano pagine inesistenti, meglio usare un errore 404.</p>
<p><strong>Non usare Url &#8220;spammosi&#8221;</strong>: non usare parole comunemente usate nello Spam, non esagerare nella lunghezza dell&#8217;indirizzo o del nome del dominio utilizzato, non inserire troppi numeri.</p>
<p><strong>Una volta fissato un URL</strong>, non cambiarlo: questo perché se la pagina era interessante, è molto probabile che qualcuno abbia fatto dei collegamenti, che si vanno a perdere; inoltre Google, che aveva già indicizzato la pagina, si ritrova a dover indicizzare la pagina una seconda volta, e molto probabilmente si perdono delle posizioni.</p>
<p><strong>Non mettere date negli URL</strong>:  se all&#8217;inizio si capisce che una pagina è nuova, dopo anni, invece si fa pensare che la pagina sia vecchia, anche se il contenuto magari nel frattempo è stato aggiornato ed è sempre valido.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siti-web-marketing.com/url-e-seo-come-definire-gli-url-dei-files/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Trovare le pagine invisibili usando Google Analytics</title>
		<link>http://www.siti-web-marketing.com/trovare-le-pagine-invisibili-usando-google-analytics?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=trovare-le-pagine-invisibili-usando-google-analytics</link>
		<comments>http://www.siti-web-marketing.com/trovare-le-pagine-invisibili-usando-google-analytics#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 09:31:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[google analytics]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.siti-web-marketing.com/?p=148</guid>
		<description><![CDATA[


 Una parte spesso ignorata dell&#8217;ottimizzazione per i motori di ricerca è rendere visibili le pagine invisibili. Per &#8220;Invisibili&#8221; in questo caso si intendono le pagine a cui nessuno è arrivato tramite un risultato di ricerca organica da un motore di ricerca.
È un compito importante perché questo significa che ci sono probabilmente delle pagine interessanti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Una parte spesso ignorata dell&#8217;ottimizzazione per i motori di ricerca è <strong>rendere visibili le pagine invisibili</strong>. Per &#8220;Invisibili&#8221; in questo caso si intendono le pagine a cui <strong>nessuno</strong> è arrivato tramite un risultato di <strong>ricerca organica</strong> da un motore di ricerca.</p>
<p>È un compito importante perché questo significa che ci sono probabilmente delle <strong>pagine interessanti,</strong> che però per qualche motivo <strong>non vengono raggiunte </strong>a causa di una cattiva indicizzazione.</p>
<p>Detto nei termini di Google Analytics, sono le pagine che ricevono <strong>zero click dai risultati di ricerca organica</strong>.</p>
<p>Una volta trovate queste pagine si hanno le seguenti opzioni:</p>
<ol>
<li>tenerle, ma lavorare per <strong>migliorare il loro posizionamento</strong> per i risultati naturali nei motori di ricerca;</li>
<li>tenerle, ma utilizzarle per <strong>migliorare il posizionamento di altre pagine</strong> sul sito;</li>
<li>eliminarle e <strong>mettere un redirect 301 a pagine migliori </strong>del sito, con un valore maggiore.</li>
</ol>
<p>Allora, come si trovano?<span id="more-148"></span></p>
<p>Si può utilizzare una nuova funzionalità di Google Analytics: le tabelle Pivot. Ecco come fare:</p>
<ol>
<li>Andare in &#8220;Contenuti&#8221; =&gt; &#8220;Contenuti migliori&#8221;<br />
<img class="aligncenter" title="Pagina &quot;contenuti migliori&quot;" src="http://farm5.static.flickr.com/4064/4251642253_99f196a5b6_m.jpg" alt="Pagina &quot;contenuti migliori&quot;" width="200" height="211" />E qui siamo all&#8217;elenco delle pagine più viste che tutti conosciamo.</li>
<li>Ora selezionare &#8220;Pivot&#8221; nel tab in alto a destra<br />
<img class="aligncenter" title="Selezionare Pivot in Google Analytics" src="http://farm5.static.flickr.com/4058/4251653769_3e922aef60.jpg" alt="Selezionare Pivot in Google Analytics" width="500" height="243" /></li>
<li>Selezionare &#8220;<strong>Pivot per:</strong>&#8221; <em>Mezzo</em>, &#8220;<strong>Visualizzazione:</strong>&#8221; <em>Visualizzazioni di pagina</em>, e &#8220;<strong>Pagina</strong>&#8221; si lascia <em>Nessuna</em><br />
<img class="aligncenter" title="Selezionare campi Tabella Pivot di GA" src="http://farm5.static.flickr.com/4032/4252438252_746fc67158.jpg" alt="Selezionare campi Tabella Pivot di GA" width="500" height="243" /></li>
<li>A questo punto, mettere in <strong>ordine crescente</strong> le <em>visualizzazioni di pagina </em>&#8220;<strong>organic</strong>&#8220;, in modo da vedere i valori più bassi prima. Otterrai un elenco delle pagine che non sono state raggiunte direttamente da motore di ricerca.<br />
<img class="aligncenter" title="Trovate pagine invisibili su un sito con GA" src="http://farm3.static.flickr.com/2715/4251672665_cd8a45a48e.jpg" alt="Trovate pagine invisibili su un sito con GA" width="500" height="415" /></li>
</ol>
<p>Ed ecco trovate le pagine che vengono guardate, ma non vengono raggiunte direttamente da motore di ricerca.</p>
<p>Alcune avvertenze:</p>
<ol>
<li>Questo report <strong>non mostra le pagine che non vengono mai raggiunte da alcun visitatore</strong>. Se una pagina non viene mai raggiunta da un visitatore che ha javascript attivato, allora il codice di tracciamento di Google Analytics non viene mai attivato e la pagina non può essere in alcun report.</li>
<li>Questi dati sono <strong>più significativi nel caso di pagine che ottengono un minimo di traffico</strong>. Se una pagina riceve zero visite organiche, e 1 visita da referral, può significare che deve essere ottimizzata, ma anche che la pagina non interessa a nessuno.</li>
<li>Questa è solo una parte del compito. Non è detto che le pagine abbiano bisogno di ottimizzazione interna, può anche essere che la pagina non si trovi nel posto migliore nella struttura del sito o che la struttura dei link è sbagliata, o altro ancora. Questo è un punto di partenza, non di arrivo.</li>
</ol>
<p>Buona analisi, e se questo post vi è stato utile, mi fa piacere se me lo fate sapere nei commenti.</p>
<p>Liberamente tratto da:<br />
<a title="Posted by wrttnwrd" href="http://feedproxy.google.com/~r/seomoz/~3/rf8-ngldlmw/find-invisible-pages-using-google-analytics">Find Invisible Pages Using Google Analytics</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siti-web-marketing.com/trovare-le-pagine-invisibili-usando-google-analytics/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Google Analytics aggiunge 7 nuove funzionalità utili</title>
		<link>http://www.siti-web-marketing.com/google-analytics-aggiunge-7-nuove-funzionalita-utili?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=google-analytics-aggiunge-7-nuove-funzionalita-utili</link>
		<comments>http://www.siti-web-marketing.com/google-analytics-aggiunge-7-nuove-funzionalita-utili#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 17:59:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[google analytics]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studiomader.it/web-marketing/?p=135</guid>
		<description><![CDATA[Negli ultimi tempi Google ha aggiunto delle funzionalità al suo servizio di Analytics già di ottima qualità. Queste funzionalità sono: Analytics intelligence con avvisi personalizzati, Obiettivi estesi e nuovi obiettivi di coinvolgimento, rapporti personalizzati estesi ai cellulari, metrica di visitatori unici, caratteristiche di analisi avanzata, segmenti avanzati  e templati di rapporti personalizzati, e variabili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.searchenginejournal.com/wp-content/uploads/2009/12/Screen-shot-2009-12-04-at-5.47.17-AM.png" alt="Google analytics daily alerts" width="300" align="left" />Negli ultimi tempi Google ha aggiunto delle funzionalità al suo servizio di Analytics già di ottima qualità. Queste funzionalità sono: <strong>Analytics intelligence con avvisi personalizzati, Obiettivi estesi e nuovi obiettivi di coinvolgimento, rapporti personalizzati estesi ai cellulari, metrica di visitatori unici, caratteristiche di analisi avanzata, segmenti avanzati  e templati di rapporti personalizzati, e variabili multiple personalizzate.</strong></p>
<p>Vediamo queste caratteristiche in dettaglio una per una.</p>
<p><span id="more-135"></span> <strong>Analytics intelligence con avvisi personalizzati</strong> &#8211; tiene sott&#8217;occhio gli andamenti dei dati riguardanti il sito su base giornaliera, settimanale o mensile<strong>. </strong>Filtra le tendenze significative e permette di creare degli avvisi personalizzati per monitorare le dimensioni e le metriche del sito.<strong></strong></p>
<p><strong>Obiettivi estesi e nuovi obiettivi di coinvolgimento</strong> &#8211; permette di passare dalla possibilità di definire 4 obiettivi che c&#8217;era precedentemente a 20 attuali. In più misura il coinvolgimento dell&#8217;utente ed il successo del branding utilizzando il tempo che gli utenti passano sul sito e le pagine per visita.</p>
<p><strong>Rapporti personalizzati estesi ai cellulari</strong> &#8211; permette di tracciare le prestazioni dei siti per gli smart phones quali iPhone e telefoni basati su android. Permette anche di tracciare telefoni con javascript disattivati.</p>
<p><strong>Visitatori unici assoluti</strong> &#8211; una funzionalità di cui sentivamo la mancanza. Tiene traccia di quanti visitatori effettivi con cookie unici visitano un sito.</p>
<p><strong>Funzionalità di analisi avanzata</strong> &#8211; permettono di trovare nuove correlazioni nei dati di accesso, utilizzando tabelle pivot, dimensioni secondarie e funzionalità di filto avanzate sulle tabelle.</p>
<p><strong>Condividere segmenti avanzati e templati di rapporti personalizzati </strong>- permette di condividere URL per i segmenti avanzati e i rapporti personalizzati tra gli utenti di Google Analytics. Questo permette di importare dei templati preformattati negli account degli utenti.</p>
<p><strong>Variabili multiple personalizzate </strong>- permette di personalizzare Google Analytics per ottenere dati di utilizzo del sito derivati da altri dati. Permette anche di definire e tracciare i visitatori sulla base di più attributi a livello di visitatori, sessioni a pagine.</p>
<p>Nel complesso queste sono delle buone aggiunte ad un programma di analisi delle statistiche già potente. Queste nuove funzionalità aumenteranno sicuramente la base di utenti che userà Google Analytics gratuitamente piuttosto che altri programmi commerciali.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siti-web-marketing.com/google-analytics-aggiunge-7-nuove-funzionalita-utili/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Corsi Universitari di Marketing disponibili gratis on-line</title>
		<link>http://www.siti-web-marketing.com/corsi-universitari-di-marketing-disponibili-gratuitamente-on-line?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=corsi-universitari-di-marketing-disponibili-gratuitamente-on-line</link>
		<comments>http://www.siti-web-marketing.com/corsi-universitari-di-marketing-disponibili-gratuitamente-on-line#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 May 2009 09:29:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[corsi]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studiomader.it/web-marketing/?p=134</guid>
		<description><![CDATA[Internet è nata prima di tutto a scopo militare, ma l&#8217;utilizzo immediatamente successivo è stato di mettere in rete le università.
La conseguenza positiva di questo è che alcune università oltre a descrivere le loro attività didattiche pubblicano anche i materiali didattici dei loro corsi. In questo contesto, l&#8217;università che ha pensato e sostiene il progetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Internet è nata prima di tutto a scopo militare, ma l&#8217;utilizzo immediatamente successivo è stato di mettere in rete le università.</p>
<p>La conseguenza positiva di questo è che alcune università oltre a descrivere le loro attività didattiche pubblicano anche i <strong>materiali didattici</strong> dei loro corsi. In questo contesto, l&#8217;università che ha pensato e sostiene il progetto più grande al mondo e che ormai è collaudato da un certo numero di anni è il MIT (Massachussets Institute of Technology) con il progetto <strong>Open CourseWare</strong> (MIT OCW).</p>
<p>A disposizione ci sono <em>oltre 1900 corsi</em> e sono in continuo aumento.</p>
<p>I corsi sono ben organizzati e possono contenere materiali multimediali ed essere disponibili anche in più lingue. Inoltre ci sono feed RSS e Newsletter per essere continuamente aggiornati sulle nuove pubblicazioni.</p>
<p>Dato che in questo blog si parla di <strong>Marketing del Turismo</strong>, elenco qui sotto i <strong>corsi di Marketing</strong> ed argomenti correlati. Basta cliccare sul collegamento per arrivare alla pagina iniziale del corso. Sono tutti disponibili in Inglese, ed alcuni anche in spagnolo e cinese.</p>
<ul>
<li><a href="http://ocw.mit.edu/OcwWeb/Sloan-School-of-Management/15-810Fall-2004/CourseHome/index.htm">Marketing Management</a></li>
<li><a href="http://ocw.mit.edu/OcwWeb/Sloan-School-of-Management/15-810Spring-2005/CourseHome/index.htm">Introduction to Marketing</a></li>
<li><a href="http://ocw.mit.edu/OcwWeb/Sloan-School-of-Management/15-812Marketing-ManagementFall2002/CourseHome/index.htm">Marketing Management</a> 2</li>
<li><a href="http://ocw.mit.edu/OcwWeb/Sloan-School-of-Management/15-822Strategic-Marketing-MeasurementFall2002/CourseHome/index.htm">Strategic Marketing Measurement</a></li>
<li><a href="http://ocw.mit.edu/OcwWeb/Sloan-School-of-Management/15-834Marketing-StrategySpring2003/CourseHome/index.htm">Marketing Strategy</a></li>
<li><a href="http://ocw.mit.edu/OcwWeb/Sloan-School-of-Management/15-835Entrepreneurial-MarketingSpring2002/CourseHome/index.htm">Entrepreneurial Marketing</a></li>
<li><a href="http://ocw.mit.edu/OcwWeb/Sloan-School-of-Management/15-840Spring2004/CourseHome/index.htm">Special Seminar in Marketing: Marketing Management</a></li>
<li><a href="http://ocw.mit.edu/OcwWeb/Anthropology/21A-336Spring2004/CourseHome/index.htm">Marketing, Microchips and McDonalds: Debating Globalization</a></li>
</ul>
<p>Particolarmente utili poi, possono anche essere i suggerimenti di libri da acquistare sull&#8217;argomento del Marketing, delle <strong>strategie di Marketing</strong>, dell&#8217;<strong>Advertising</strong>, del <strong>Pricing</strong>, dello<strong> Sviluppo di nuovi prodotti </strong>ed altri argomenti correlati.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siti-web-marketing.com/corsi-universitari-di-marketing-disponibili-gratuitamente-on-line/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le regole del marketing del coinvolgimento</title>
		<link>http://www.siti-web-marketing.com/le-regole-del-marketing-del-coinvolgimento?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=le-regole-del-marketing-del-coinvolgimento</link>
		<comments>http://www.siti-web-marketing.com/le-regole-del-marketing-del-coinvolgimento#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 16:24:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[marketing del coinvolgimento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studiomader.it/web-marketing/?p=133</guid>
		<description><![CDATA[Il marketing del coinvolgimento, a volte chiamato anche &#8220;marketing della partecipazione&#8221; è una strategia di marketing che invita e incoraggia i consumatori a partecipare nell&#8217;evoluzione di un brand. Invece di guarda ai consumatori come ricevitori passivi di un messaggio, il marketing del coinvolgimento crede che i consumatori debbano essere coinvolti attivamente nella produzione e nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>marketing del coinvolgimento</strong>, a volte chiamato anche &#8220;<strong>marketing della partecipazione</strong>&#8221; è una strategia di marketing che invita e incoraggia i consumatori a partecipare nell&#8217;evoluzione di un brand. Invece di guarda ai consumatori come ricevitori passivi di un messaggio, il marketing del coinvolgimento crede che i consumatori debbano essere coinvolti attivamente nella <strong>produzione e nella co-creazione di progetti di marketing</strong>.</p>
<p>In fondo, il <strong>marketing del coinvolgimento</strong> tenta di connettere con maggiore forza i consumatori con i brand coinvolgendoli in un dialogo e in interazioni cooperative bidirezionali. (Nota polemica: questo non significa aprire un forum, dire &#8220;chiacchierate&#8221; e pensare di aver portato a termine il proprio progetto.)</p>
<p>Il marketing del coinvolgimento è correlato al &#8220;<strong>marketing della trasparenza</strong>&#8220;, che è una strategia usate per personalizzare i contenuti forniti ai clienti coinvolgendoli in una tecnologia di social media Web 2.0 tipo blog, chat e valutazioni di prodotti. Con queste tecnologie basate sul Web, le aziende possono fornire trasparenza sia sull&#8217;azienda stessa che sui suoi prodotti, nel bene e nel male. In più, sono in grado di <strong>costruire fiducia</strong> e relazioni a lungo termine con i loro clienti.</p>
<p>Questo si contrappone ai decenni passati in cui la forma principale di marketing consiste(va) nel far sedere il consumatore e fargli guardare gli annunci pubblicitari in un televisore o su una rivista. Questa tecnica è usata milioni di volte tutti i giorni in tutto il pianeta, dato che le aziende rimangono ancorate alle stesse tattiche di advertising che hanno utilizzato negli ultimi 50 anni. Ma con la crescita di internet, si sente l&#8217;esigenza di raggiungere il maggior numero possibile di consumatori.</p>
<p>La verità è che è arrivata una <strong>nuova era del marketing</strong>, in cui i consumatori sono più informati di sempre. L&#8217;influenza crescente di internet ha posto inesorabilmente un segno definitivo nella società, trasformando le nostre vite ed il modo con cui acquisiamo informazioni, con cui comunichiamo e sì(!) anche con cui compriamo. E si conseguenza, deve cambiare anche il modo con cui i marketer veicolano i loro mercati.</p>
<h2>Introdurre il marketing del coinvolgimento</h2>
<p>Sebbene il &#8220;<strong>marketing dell&#8217;interruzione</strong>&#8221; continuerà a seguirci ancora per molti anni (e può anche essere importante nello stabilire una primo elemento nelle relazioni complesse che si instaurano con i clienti) non avrà più una posizione privilegiata come fattore primario di influenza sulle preferenze e decisioni di acquisto dei consumatori. La crescita del Web 2.0 ha portato il marketing in una nuova era nei confronti dei consumatori informati e porta il marketing a un nuovo livello di efficienza e influenza.</p>
<p>Benvenuti nell&#8217;<strong>era del marketing del coinvolgimento</strong>.<span id="more-133"></span></p>
<p>Il concetto di <strong>marketing del coinvolgimento </strong>non è nuovo, esiste da molti anni ma solo recentemente è diventato necessario in seguito al cambiamento del comportamento dei consumatori. Il marketing si è sempre occupato di rilevanza e relazioni, ma il coinvolgimento ha fatto un enorme passo avanti in seguito al maggiore controllo che il cliente ha ottenuto rispetto ai marchi e si aspetta che le aziende vogliano dialogare con lui.</p>
<p>La nuova era del marketing del coinvolgimento riconosce che i consumatori hanno il controllo e i brand non possono più essere costruiti con spot pubblicitari di 30 secondi. Al contrario possono essere costruiti brand fortissimi dai compratori stessi tramite innumerevoli conversazioni (sia online che offline) con persone di cui si fidano. Le <strong>decisioni di acquisto</strong> non possono più essere influenzate con esposizioni ripetute allo stesso contenuto. Invece<strong> possono essere costruite su informazione, educazione, e community</strong> autorevoli.</p>
<p>Il <strong>marketing del coinvolgimento</strong> ascolta tanto quanto parla. Capisce gli individui  lavora per anticipare piuttosto che per interrompere. Il marketing dell&#8217;interruzione <strong>parla ai</strong> consumatori, invece il marketing del coinvolgimento <strong>parla con</strong> i consumatori. In una nuova era di coinvolgimento i marketers non saranno più l&#8217;unica voce nel costruire i brands, ma saranno ambasciatori nelle comunità di clienti e business che costruiscono brand al loro interno.</p>
<h2>Benefici di un dialogo bidirezionale</h2>
<p>Il marketing del coinvolgimento è un <strong>marketing collaborativo</strong> che richiede che i marketers siano in grado sia di ascoltare che di  parlare. E nel mondo di oggi, iniziare un dialogo bidirezionale con i clienti significa <strong>comunicare</strong> con loro <strong>con ogni canale di comunicazione e punto di contatto esistente</strong>. L&#8217;obiettivo ultimo in questo caso è creare relazioni che hanno valore per il cliente quanto ne hanno per i marketer stessi.</p>
<p>Per questo, avrai bisogno di cercare il feedback dei consumatori. Dando agli &#8220;spettatori&#8221; la possibilità di rispondere e interagire con la tua azienda, costruirai fedeltà al marchio e potenzierai la possibilità di monitorare ed essere parte delle migliaia di converazioni sul marchio che hanno luogo online.</p>
<p>Con la qualità dei contenuti generati dagli utenti, i compratori possono trovare tutte le informazioni desiderate su un brand o sull&#8217;azienda che ne è dietro, e non hanno bisogno necessariamente del sito web ufficiale o delle brochure del prodotto per ottenere le informazioni di cui hanno bisogno. Come tali, saranno indifferenti alle aziende che non li coinvolgono. Questo è il motivo per cui <strong>sviluppare uno schema di comunicazione </strong>per vari punti di contatto di marketing del coinvolgimento è critico per il marketing odierno.</p>
<p>I database di marketing usati per spedire email possono essere anche usati per personalizzare messaggi in un una varietà di canali e prospettive. In più, l&#8217;informazione può fluire in questi database da altre applicazioni, fornendo messaggi di coinvolgimento che possono portare a guadagnare influenza e ricavi in nuovi modi anche molto potenti. Usare questo forte coinvolgimento dei clienti a complemento delle campagne pubblicitarie tradizionali porta a un potenziale di <strong>ottenere livelli di ritorno sull&#8217;investimento (ROI) mai visti in precedenza</strong>.</p>
<h2>Il futuro del marketing</h2>
<p>Nella  nuova era del marketing, contenuti creativi saranno importanti come mai in passato, ma da soli non saranno sufficienti. I marketer avranno bisogno di poter raggiungere e usare senza sforzo e rapidamente i nuovi canali e mezzi di comunicazione. Con l&#8217;autorizzazione dei loro clienti, i marketers possono ottenere una quantità praticamente infinite di dati sulle preferenze degli utenti, comportamenti, acquisti, post, e dialoghi. In più ci sarà la necessità di elaborare e analizzare questi dati con un livello di approfondimento senza precedenti nel settore.</p>
<p>Così, sotto alcuni punti di vista, il <strong>marketing del coinvolgimento sarà più difficile</strong> di quello tradizionale, dato che il dialogo con gli individui richiede molto più impegno rispetto a urlare alle folle. Ovviamente, il marketing del coinvolgimento non sarà l&#8217;unica responsabilità del reparto marketing. In questo modo, i marketers possono praticamente reclutare migliaia di voci che li aiutano a raccontare le loro storie, costruire i loro brand e <strong>aumentare il successo dei loro prodotti sui mercati</strong>.</p>
<p>Man mano che questo nuovo mondo di marketing si evolve, non si può affrontare il rischio che i clienti evitino i tuoi messaggi, buttandoli nella cartella spam o impostando il browser per non visualizzare i messaggi pubblicitari, i pop-up e i cookies.</p>
<p>In conclusione, instaurando relazioni interattive in cui il cliente si aspetta di ricevere messaggi da te e puoi evitare di interrompere altre attività che gli piacciono, assicurandoti che rimangano coinvolti e sintonizzati con i tuoi messaggi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siti-web-marketing.com/le-regole-del-marketing-del-coinvolgimento/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Economia dell&#8217;attenzione</title>
		<link>http://www.siti-web-marketing.com/economia-dellattenzione?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=economia-dellattenzione</link>
		<comments>http://www.siti-web-marketing.com/economia-dellattenzione#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 16:06:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[economia attenzione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studiomader.it/web-marketing/?p=132</guid>
		<description><![CDATA[L'economia dell'attenzione è un'approccio alla gestione delle informazioni che tratta l'attenzione umana come un bene disponibile in quantità limitata, e applica le teorie dell'economia per risolvere i problemi di gestione dell'informazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>economia dell&#8217;attenzione</strong> è un&#8217;approccio alla <strong>gestione delle informazioni</strong> che tratta l&#8217;<strong>attenzione umana</strong> come un bene disponibile in quantità limitata, e applica le teorie dell&#8217;economia per risolvere i problemi di gestione dell&#8217;informazione.</p>
<p>Negli ultimi anni, viviamo in un periodo in cui tutti viviamo con un <strong>sovraccarico di informazione</strong>.</p>
<p>L’esplosione di nuove fonti di informazione online è un’arma a doppio taglio. Tutti apprezziamo e allo stesso tempo disperdiamo energie su siti di giornali, blogs, podcasts, foto, video, <a href="http://www.facebook.com" target="_blank">Facebook</a>, <a href="http://www.twitter.com" target="_blank">Twitter</a> e vari social Networks. Assistiamo a una vera e propria inflazione di informazione.</p>
<p>Ad esempio, ogni 4-6 mesi raddoppia il numero di blog censiti da technorati e <a href="http://blogsearch.google.com" target="_blank">Google Blog Search</a> e i posts pubblicati su blog di importanza mondiale.</p>
<p>A causa di quest’<strong>esplosione di informazione</strong> saremo portati a leggere sempre di meno e scorrere solamente le notizie. Dal punto di vista di chi fornisce contenuti, significa che è <strong>sempre più difficile guadagnare attenzione</strong>. Questo crea dei problemi agli editori di contenuti.</p>
<h2>Relazioni con la pubblicità</h2>
<p>Dal punto di vista del consumatore, se i siti forniscono <strong>informazioni rilevanti</strong>, questo sarà portato a tornarci, mentre invece se trova <strong>informazioni inutili</strong>, sarà ben lieto di passare immediatamente ad un altro sito sapendo che ci sono molti altri siti simili in cui cercare le informazioni. Questo crea un danno economico agli inserzionisti che non vedono un ritorno sui loro investimenti.</p>
<p>Lo scopo degli editori di conseguenza deve essere <strong>creare un mercato in cui i consumatori siano soddisfatti</strong>, perché se trovano informazioni utili, allora anche gli inserzionisti lo sono, perché i consumatori contenti spendono denaro per comprare i beni pubblicizzati.</p>
<p>Gli inserzionisti sui media tradizionali seguono un modello secondo cui i consumatori seguono un percorso tipo AIDA:</p>
<ol>
<li>Attenzione</li>
<li>Interesse</li>
<li>Desiderio</li>
<li>Azione</li>
</ol>
<p>L&#8217;<strong>attenzione è quindi fondamentale</strong>, essendo il primo passo nel processo di convertire non-consumatori. Dato che ora il costo delle pubblicità è relativamente basso, allora i consumatori si trovano come bersaglio di un numero maggiore di pubblicità. Questo crea un <strong>ingolfamento </strong>nella quantità di informazioni che il consumatore può gestire ed inevitabilmente anche <strong>Spam</strong> di informazioni inutili.<span id="more-132"></span></p>
<h2>I concetti fondamentali</h2>
<p>Le idee dietro all’<strong>economia dell’attenzione </strong>sono semplici. Vengono favoriti mercati in cui <strong>i consumatori acconsentono a ricevere servizi in cambio della loro attenzione</strong>. L&#8217;obiettivo ultimo è sempre lo stesso: <strong>vendere qualcosa</strong>, ma la vendita non è necessariamente diretta né istantanea. Per esempio, i motori di ricerca come ad esempio Google mostrano le loro pubblicità in cambio di un aiuto a trovare risposte sul web (nel caso di Google, vengono spese molte energie per fare in modo che anche le pubblicità siano rilevanti, e quindi diventa sostanzialmente un secondo motore di ricerca in cui trovare <strong>informazioni utili dal punto di vista commerciale</strong>).</p>
<p>L’<strong>ingrediente chiave</strong> nel gioco dell’attenzione <strong>è la <em>rilevanza</em></strong>. Finché i consumatori trovano <strong>contenuti rilevanti rispetto ai loro interessi</strong>, continuano a navigare nel sito e creano <strong>opportunità di vendita</strong>. In pratica, più un utente naviga e quindi prolunga la sua presenza in un sito leggendo notizie, usufruendo di contenuti e maggiore è generalmente la probabilità che clicchi su una pubblicità. Così la domanda diventa: <strong>come si fa a mostrare agli utenti contenuti rilevanti</strong>?</p>
<p>A questa domanda si può rispondere in parte con dei meccanismi di raccomandazione (ad esempio quando Amazon suggerisce altri libri da comprare). L’ideale sarebbe generare contenuti personalizzati per ogni utente. Per avvicinarsi a quest’obiettivo bisogna raccogliere quante più informazioni possibile sull’utente.</p>
<p>Questo però si contrappone ad un diritto dell’utente: la privacy. Privacy che non significa non raccogliere alcuna informazione sull’utente, ma dare all’utente il pieno controllo sui dati che si conoscono di lui, in modo che possa scegliere quali servizi vuole ricevere in cambio della sua attenzione.</p>
<h2>Elementi intangibili</h2>
<p>Secondo l&#8217;esperto di cultura digitale Kevin Kelly, l&#8217;economia dell&#8217;attenzione moderna è sempre più dettata dal fatto che per il consumatore il costo di un prodotto non è solo quello monetario, ma dipende anche dal valore di alcune caratteristiche intangibili:</p>
<ul>
<li><strong>Immediatezza:</strong> priorità di accesso, consegna immediata</li>
<li><strong>Personalizzazione</strong>: il prodotto è fatto apposta per te</li>
<li><strong>Interpretazione</strong>: supporto e guida</li>
<li><strong>Autenticità</strong>: come puoi sapere che è l&#8217;originale?</li>
<li><strong>Accessibilità</strong>: ovunque, sempre</li>
<li><strong>Incorporazione</strong>: musica, libri</li>
<li><strong>Eticità</strong>: pagare semplicemente perché &#8220;è bene&#8221;</li>
<li><strong>Reperibilità</strong>: quando ci sono milioni di libri, e molti anche gratis, essere trovati ha grande valore</li>
</ul>
<h2>La fiducia</h2>
<p>Un elemento importante come <strong>l’economia dell’attenzione</strong> ha bisogno di poggiare su fondamenta solide . Il mercato ha bisogno di partecipanti che giocano seguendo le regole come entità definite ed indipendenti. Per questo sono stati fatti alcuni tentativi di definire quali sono queste regole.</p>
<p>Sinteticamente si possono definire i seguenti elementi:</p>
<p>- <strong>Proprietà</strong>: l’utente è proprietario della sua attenzione e può decidere che uso fare delle informazioni che lo riguardano.<br />
- <strong>Mobilità</strong>: l’utente può spostare la sua attenzione dove vuole e quando vuole. L’utente ha la possibilità di trasferire l’attenzione.<br />
- <strong>Economia</strong>: l’utente può dare attenzione a chiunque ed aspettarsi qualcosa in cambio di questo. L’attenzione ha un valore.<br />
- <strong>Trasparenza</strong>: L’utente vede esattamente che uso viene fatto della sua attenzione.</p>
<h2>Attenzione sociale, Attenzione collettiva</h2>
<p>L&#8217;<strong>economia dell&#8217;attenzione</strong> è rilevante anche nella sfera sociale. Nel caso specifico, l&#8217;<strong>attenzione a lungo termine</strong> può essere misurata in base all&#8217;attenzione che un individuo dedica nel gestire le sue relazioni con gli altri. Anche dedicare troppa attenzione in questo senso può portare a un &#8220;<strong>sovraccarico di interazioni sociali</strong>&#8220;, cioé quando si conoscono talmente tante persone che non si riesce a trovare il tempo per gestire tutte le relazioni che si instaurano con queste. Il caso tipico àè quello che si ha nei <strong>servizi di Social Networking</strong>, in cui le persone sono soggette a molte sollecitazioni sociali.</p>
<p>L&#8217;<strong>attenzione sociale</strong> può essere associata anche all&#8217;<strong>attenzione collettiva</strong>, cioè ad esempio quanto l&#8217;attenzione a video virali si propaga in grandi popolazioni di individui.</p>
<p>In questo articolo ci sono molti spunti che verranno approfonditi in post successivi. Se ti interessa discutere qualche aspetto in particolare, ti aspetto nei commenti qui sotto.<br />
</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siti-web-marketing.com/economia-dellattenzione/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Come usare Google analytics per tracciare i posizionamenti SEO</title>
		<link>http://www.siti-web-marketing.com/come-usare-google-analytics-per-tracciare-i-posizionamenti-seo?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=come-usare-google-analytics-per-tracciare-i-posizionamenti-seo</link>
		<comments>http://www.siti-web-marketing.com/come-usare-google-analytics-per-tracciare-i-posizionamenti-seo#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 22:07:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[google analytics]]></category>
		<category><![CDATA[ranking]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studiomader.it/web-marketing/?p=129</guid>
		<description><![CDATA[Nota: articolo aggiornato il 25-1-2009, inserendo una spiegazione più dettagliata.

Ok, non si può tracciare la posizione esatta delle parole chiave cliccate come si può fare con Adwords.
Pero, è possibile determinare la pagina su cui erano, come illustrato nella figura qui accanto.
Uno strumento per misurare il ranking fornisce comunque delle informazioni molto interessanti. Ad esempio, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nota: articolo aggiornato il 25-1-2009, inserendo una spiegazione più dettagliata.</strong></p>
<p><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 5px; float: left;" src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2009/01/rankings-example.png" alt="Rankings Example" /></p>
<p>Ok, non si può tracciare la posizione esatta delle parole chiave cliccate come si può fare con Adwords.</p>
<p>Pero, è possibile determinare la pagina su cui erano, come illustrato nella figura qui accanto.</p>
<p>Uno strumento per misurare il ranking fornisce comunque delle informazioni molto interessanti. Ad esempio, in questo modo possiamo anche vedere se una parola chiave che &#8220;normalmente&#8221; sarebbe intorno alla 15esima posizione, viene vista in prima pagina (posizioni da 1 a 10) da alcuni utenti in seguito alla &#8220;ricerca personalizzata&#8221; o ai &#8220;risultati locali&#8221; che possono influenzare parecchio il posizionamento. Questo perché la gente vede risultati diversi da quelli che vedi con gli strumenti per misurare il posizionamento, quindi in questo modo si vede il vero posizionamento delle parole chiave.</p>
<h2>Impostare il filtro</h2>
<p><span id="more-129"></span></p>
<p>Per ottenere i posizionamenti nei <strong>report di Google Analyt</strong>ics, bisogna impostare un nuovo filtro:<br />
<img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 5px; float: left;" src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2009/01/analytics-google-ranking.png" alt="Rankings Filtro analytics" /></p>
<p>Come prima cosa, è utile creare <strong>un nuovo profilo</strong> per applicare questi filtri in modo da essere sicuri di non fare guai sul profilo principale.</p>
<p>La procedura che illustro qui funziona solo per le ricerche fatte con <strong>Google</strong>. Per Live Search e Yahoo è necessario modificare leggermente i filtri.</p>
<p>Come <strong>prima cosa</strong>, bisogna impostare 2 filtri in modo da elaborare solo le visite al sito provenienti da <strong>Google </strong>ed in particolare, dai <strong>risultati della ricerca</strong>.</p>
<p>Per fare ciò, i filtri sono i seguenti:</p>
<p>Filter Type: Custom Filter<br />
Selezionare &#8220;Include&#8221;<br />
Filter Field:Campaign Source<br />
Filter Pattern: google</p>
<p>Filter Type: Custom Filter<br />
Selezionare &#8220;Include&#8221;<br />
Filter Field:Campaign Medium<br />
Filter Pattern: organic</p>
<p>Questo passaggio è spiega dettagliatamente qui (<a onclick="pageTracker._trackPageview('/outbound/comment/groups.google.com');" href="http://groups.google.com/group/analytics-help-tracking/browse_thread/thread/01f32de9c4e37b43?pli=1">http://groups.google.com/group/analytics-help-tracking/browse_thread/thread/01f32de9c4e37b43?pli=1</a>) dove è descritto come fare le regole ranking 1 e 2 per escludere tutto tranne che il traffico organico in arrivo da Google.</p>
<p>Il <strong>terzo filtro</strong> invece è quello che fa il vero lavoro ed è il seguente:</p>
<p>Filter Type:<br />
Selezionare &#8220;Advanced&#8221;<br />
<span>Field A -&gt; Extract A: Referral (/?|&amp;)q=([^&amp;]*)<br />
</span><span>Field B -&gt; Extract B</span>:  Referral (/?|&amp;)start=([^&amp;]*)<br />
<span>Output To -&gt; Constructor</span>: User Defined $A2 (page: $B2)</p>
<p>Per google impostare il filtro con questi parametri, come illustrato nella figura a sinistra.</p>
<p>Dopo un po&#8217; di tempo, il report personalizzato avrà un&#8217;aspetto come quello della figura al&#8217;inizio dell&#8217;articolo, in cui il <strong>numero della pagina indica la posizione della prima keyword della pagina</strong>, per cui pagina:20 indica i risultati da 21 a 30, cioé sarebbe la terza pagina di risultati, mentre 50 indica in generale i risultati da 51 a 60.</p>
<p>Per i risultati in prima pagina, invece non ci sarà alcun numero. Per cui l&#8217;interpretazione corretta di pagina sarebbe &#8220;posizione minima&#8221;.</p>
<p>Volendo si potrebbero selezionare solo i risultati dalla seconda pagina in poi usando &#8220;\(page: \d{2,3}\)&#8221; nel campo filtro sotto la lista. Lo \d sta per cifre, e il 2,3 per il numero di cifre che si stanno cercando.</p>
<p>Per come creare un filtro le istruzioni sono qui: <a onclick="pageTracker._trackPageview('/outbound/comment/www.google.com');" href="http://www.google.com/support/analytics/bin/answer.py?answer=55492&amp;hl=en">http://www.google.com/support/analytics/bin/answer.py?answer=55492&amp;hl=en</a></p>
<p>Nota: nella schermata delle ricerche ottenute in questo modo, possono figurare più ricerche di quelle del report &#8220;<strong>Keywords</strong>&#8221; di<strong> Google Analytics. </strong>Questo è dovuto al fatto che la schermata keywords tiene traccia di <strong>come un utente arriva per la prima volta sul sito </strong>nell&#8217;arco della visita, per cui se un utente arriva sul sito una prima volta con una parola chiave &#8220;motori di ricerca&#8221;, poi esce, fa un&#8217;altra ricerca &#8220;google analytics&#8221; e rientra, nella schermata keywords si vede solo &#8220;motori di ricerca&#8221;, mentre con la procedura illustrata sopra, si vedono entrambe le visite.</p>
<p>Se vi interessa sapere i risultati di questo tipo di misura, potete inserire  un commento qui sotto.</p>
<p>Contenuto tratto da <a href="http://yoast.com/track-seo-rankings-google-analytics/" target="_blank">http://yoast.com/track-seo-rankings-google-analytics/</a> con integrazioni mie.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siti-web-marketing.com/come-usare-google-analytics-per-tracciare-i-posizionamenti-seo/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>5 falsi miti sull&#8217;ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO)</title>
		<link>http://www.siti-web-marketing.com/5-falsi-miti-ottimizzazione-per-motori-di-ricerca-seo?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=5-falsi-miti-ottimizzazione-per-motori-di-ricerca-seo</link>
		<comments>http://www.siti-web-marketing.com/5-falsi-miti-ottimizzazione-per-motori-di-ricerca-seo#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 07:41:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Reputation Management]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Internet marketing]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[search marketing]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studiomader.it/web-marketing/?p=128</guid>
		<description><![CDATA[
Spesso a chi fa il mio lavoro capita di proporre ai clienti l&#8217;ottimizzazione del sito per i motori di ricerca.
Nella mia visione delle cose, mi sembra naturale che se uno spende qualche migliaio di euro per farsi fare un sito web da uno studio grafico, poi dovrebbe essere naturale aspettarsi un ritorno economico dal sito. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p>Spesso a chi fa il mio lavoro capita di proporre ai clienti l&#8217;<strong>ottimizzazione del sito per i motori di ricerca</strong>.<br />
Nella mia visione delle cose, mi sembra naturale che se uno spende qualche migliaio di euro per farsi fare un sito web da uno studio grafico, poi dovrebbe essere naturale aspettarsi un ritorno economico dal sito. E <strong>per avere un ritorno economico</strong>, prima ancora di misurare il ritorno sull&#8217;investimento con strumenti tipo Google Analytics, <strong>è necessario</strong> che banalmente <strong>qualcuno arrivi a vedere il sito.</strong><br />
Se non ci sono visitatori, chiaramente non ha senso stare a pensare a <strong>miglioramenti dell&#8217;usabilità</strong>, e non ha neanche senso aspettarsi ordini.</p>
<p><span id="more-128"></span></p>
<p>Purtroppo, parlando con i clienti ci si rende conto del fatto che molti di questi in passato hanno ricevuto fregature da aziende che hanno capito che c&#8217;è richiesta sul mercato ed offrono il servizio senza avere alcuna reale competenza alle spalle.</p>
<p>A questo punto voglio proporre un semplice vademecum ad uso di chi vuole rendere visibile il suo sito sul web:</p>
<h3>Come capire se il vostro consulente SEO vi vuole fregare</h3>
<p>Se riconoscete nelle sue indicazioni qualcuna di quelle elencate qui sotto, iniziate a cercare un&#8217;altra persona.</p>
<p>1) <strong>L&#8217;ottimizzazione per i motori di ricerca è un segreto.</strong></p>
<p>L&#8217;ottimizzazione per i motori di ricerca è un&#8217;attività completa che in qualche modo riguarda un miglioramento dell&#8217;usabilità e della leggibilità del sito anche per gli utenti umani. Sono finiti da una decina di anni i tempi in cui bisognava ripetere e nascondere le parole chiave.</p>
<p>I motori di ricerca oggi vogliono contenuti di qualità, interessanti, originali e accessibili e si, capiscono anche se un sito è scritto bene o meno. Non chiedevi come. Lo fanno.</p>
<p>2) <strong>L&#8217;ottimizzazione è influenzata da campagne pay per click</strong></p>
<p>Di questo ce ne sono 2 versioni: una secondo cui il PPC migliorerebbe il posizionamento ed un&#8217;altra secondo cui lo peggiorerebbe.</p>
<p>Lo scopo dei motori di ricerca è offrire a chi effettua le ricerche risultati rilevanti, se i risultati si potessero comprare, la gente si sposterebbe in massa su un altro motore di ricerca.</p>
<p>Per essere del tutto completi, si può dire che nel caso di siti nuovi e molto piccoli, il PPC può aiutare a raggiungere più velocemente il posizionamento definitivo, in quanto si passa da un sito inesistente ad un sito in cui qualcuno entra più velocemente che col solo passaparola.</p>
<p>3) <strong>Una volta che si raggiunge una buona posizione, si mantiene facilmente.</strong></p>
<p>Una  parte della qualità di un sito web è rimanere sempre aggiornato.  Se un sito rimane inalterato, anche i visitatori smettono di trovarlo utile.</p>
<p>Senza contare che non siete gli unici a voler essere al primo posto per alcune ricerche. Anche il vostro principale concorrente lo vuole e potrebbe assumere qualcuno che gli permette di farlo.</p>
<p>4)<strong> I siti devono essere segnalati ai motori di ricerca</strong>.</p>
<p>Anche questo poteva essere vero 10 anni fa. Oggi i motori di ricerca trovano da soli i siti. E poi, oggi il motore di ricerca è sostanzialmente uno: Google.</p>
<p>Molti altri motori usano i risultati di Google, Yahoo e MSN sono distanti anni luce in termini sia di utenti che di tempi di risposta e gli altri sono assolutamente rascurabili.</p>
<p>State tranquilli che se il vostro sito è di qualità e accessibile Google lo noterà, e se vedete che dopo un tempo ragionevole il sito non è ben posizionato, dovete rivedere il sito, non cercare di segnalarlo.</p>
<p>5) <strong>Una buona tattica permette di ottenere buoni risultati</strong>.</p>
<p>Il lavoro di ottimizzazione deve essere fatto su vari fronti. Trascurarne alcuni può impedire di raggiungere risultati apprezzabili.</p>
<p>Bonus Tip:)<strong> I siti in Flash vengono ottimizzati dai motori di ricerca</strong></p>
<p>E&#8217; vero che Google dichiara di essere in grado di leggere anche dentro ai siti in Flash, però questa è ancora una funzionalità sperimentale. Da un lato, non si vedono mai siti in flash posizionati decentemente per parole chiave in cui esiste un minimo di competizione e dall&#8217;altro, spesso il testo viene scomposto in vettori all&#8217;interno di Flash, rendendolo cosi incomprensibile allo spider. In breve, Flash va bene per i banner e gli effetti speciali, ma i siti in Flash vanno evitati come la peste.</p>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 958px; width: 1px; height: 1px;">
<h1><a title="Link to Trovare le pagine invisibili usando Google Analytics" rel="bookmark" href="../trovare-le-pagine-invisibili-usando-google-analytics">Trovare le pagine invisibili usando Google Analytics</a></h1>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siti-web-marketing.com/5-falsi-miti-ottimizzazione-per-motori-di-ricerca-seo/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gmail integra finalmente la gestione di To-do list</title>
		<link>http://www.siti-web-marketing.com/gmail-integra-finalmente-supporta-la-gestione-di-to-do-list?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=gmail-integra-finalmente-supporta-la-gestione-di-to-do-list</link>
		<comments>http://www.siti-web-marketing.com/gmail-integra-finalmente-supporta-la-gestione-di-to-do-list#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 09:21:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enrigaggids</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studiomader.it/web-marketing/?p=125</guid>
		<description><![CDATA[ Google ha aggiunto un&#8217;altra funzionalità a GMail all&#8217;interno dei Google Labs: l&#8217;elenco delle cose da fare, o in inglese, To-Do List. Per visualizzarla deve essere abilitata dalla schermata dei labs.
Quando Gmail si ricarica, comparirà un nuovo collegamento &#8220;Tasks&#8221; sulla sinistra, sotto &#8220;Contatti&#8221;.
Cliccandoci, si aprirà un box per la loro gestione, analogo a quello della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/12/gmail-labs-tasks.png"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-126" style="border: 0pt none; margin: 5px; float: left;" title="gmail labs tasks" src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/12/gmail-labs-tasks.png" alt="gmail labs tasks" width="271" height="234" /></a> Google ha aggiunto un&#8217;altra funzionalità a GMail all&#8217;interno dei Google Labs: l&#8217;elenco delle cose da fare, o in inglese, <strong>To-Do List</strong>. Per visualizzarla deve essere abilitata dalla schermata dei labs.</p>
<p>Quando Gmail si ricarica, comparirà un nuovo collegamento &#8220;Tasks&#8221; sulla sinistra, sotto &#8220;Contatti&#8221;.<br />
Cliccandoci, si aprirà un box per la loro gestione, analogo a quello della chat; a questo punto sarà sufficiente cliccare in una parte vuota per <strong>aggiungere un nuovo task</strong>, inoltre, per ogni mail che si riceve, sarà possibile aggiungerla ai tasks, dal menu azioni.</p>
<p><span id="more-125"></span>Nota: questa è una cosa diversa dal <a href="http://www.rememberthemilk.com/services/gmail/gadget/">Remember the Milk’s gadget</a>.</p>
<p>Interessante il fatto che vengano supportati elenchi multipli, indentare gli elementi, segnarli come completati, gestirli sia con il drag and drop che con scorciatoie da tastiera.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siti-web-marketing.com/gmail-integra-finalmente-supporta-la-gestione-di-to-do-list/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Google Migliora la scansione dei siti Web</title>
		<link>http://www.siti-web-marketing.com/google-migliora-la-scansione-dei-siti-web?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=google-migliora-la-scansione-dei-siti-web</link>
		<comments>http://www.siti-web-marketing.com/google-migliora-la-scansione-dei-siti-web#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Dec 2008 09:46:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enrigaggids</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studiomader.it/web-marketing/?p=124</guid>
		<description><![CDATA[Questo permette di regolare, o quantomeno di suggerire a Google la velocità con cui i nostri siti cambiano. Così da un lato, possiamo dirgli di scansionare più velocemente e qundi indicizzare meglio il sito quando introduciamo miglioramenti, oppure di passarci più raramente, se vogliamo risparmiare sulla connettività.

In pratica, si possono regolare il tempo che Google passa sul nostro sito, nonché il tempo de deve lasciar passare tra una richiesta e l'altra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/12/google-crawl-rate.png"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-123" style="border: 0pt none; margin: 5px; float: left;" title="google-crawl-rate" src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/12/google-crawl-rate-300x241.png" alt="Velocità scansione sito da GoogleBot" width="300" height="241" /></a> Google ha migliorato la velocità di scansione dei siti da parte del Googlebot, permettendo di gestirla tramite i <strong>Google webmaster tools</strong> dei siti.</p>
<p>Questo permette di regolare, o quantomeno di suggerire a Google la velocità con cui i nostri siti cambiano. Così da un lato, possiamo dirgli di scansionare più velocemente e qundi <strong>indicizzare meglio il sito </strong>quando introduciamo miglioramenti, oppure di passarci più raramente, se vogliamo <strong>risparmiare sulla connettività</strong>.</p>
<p>In pratica, si possono regolare il <strong>tempo che Google passa sul nostro sito</strong>, nonché il tempo de deve lasciar passare tra una richiesta e l&#8217;altra.</p>
<p><span id="more-124"></span><br />
Ovviamente, dato che questo non si deve poter tradurre in un&#8217;illecito vantaggio per alcuni, il Googlebot verifica sempre i cambiamenti sui contenuti utilizzando sofisticati algoritmi e poi si adatta di conseguenza, per cui, se non si hanno particolari esigenze, va bene lasciare l&#8217;opzione <strong>&#8220;Lascia che google determini la crawl rate&#8221; di default.</strong> Per evitare inutili sprechi di risorse, qualunque modifica a questo valore, ha una durata massima di 90 giorni, dopodiché si ritorna automaticamente all&#8217;impostazione iniziale.</p>
<p>Migliorare la velocità di scansione <strong>migliora</strong> ovviamente<strong> la qualità dei dati forniti</strong>, ma <strong>non la quantità o il posizionamento</strong> con cui questi vengono mostrati agli utenti del motore id ricerca</p>
<p> Questa funzionalità si può utilizzare per interi domini, e non per singole cartelle o parti. Viceversa, sono esclusi domini di dimensioni molto grandi tipo blogspot.com o wordpress.com.</p>
<p>Per maggiori informazioni si può visitare il <a title="Webmaster Help Center" href="http://www.google.com/support/webmasters/" target="_blank">Webmaster Help Center</a> e porre le proprie domande sul  <a title="Webmaster Help Forum" href="http://www.google.com/support/forum/p/Webmasters?hl=en" target="_blank">Webmaster Help Forum</a>.</p>
<p>Fonte: <a title="Google Webmaster Tools " href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2008/12/more-control-of-googlebots-crawl-rate.html" target="_blank">Google Webmasters Tools Blog</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siti-web-marketing.com/google-migliora-la-scansione-dei-siti-web/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
