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	<title>Siti Web e Marketing &#187; web 2.0</title>
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		<title>Economia dell&#8217;attenzione</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 16:06:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[economia attenzione]]></category>

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		<description><![CDATA[L'economia dell'attenzione è un'approccio alla gestione delle informazioni che tratta l'attenzione umana come un bene disponibile in quantità limitata, e applica le teorie dell'economia per risolvere i problemi di gestione dell'informazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div style="float:left;margin:5px;"><script type="text/javascript"><!--
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</script></div>L&#8217;<strong>economia dell&#8217;attenzione</strong> è un&#8217;approccio alla <strong>gestione delle informazioni</strong> che tratta l&#8217;<strong>attenzione umana</strong> come un bene disponibile in quantità limitata, e applica le teorie dell&#8217;economia per risolvere i problemi di gestione dell&#8217;informazione.</p>
<p>Negli ultimi anni, viviamo in un periodo in cui tutti viviamo con un <strong>sovraccarico di informazione</strong>.</p>
<p>L’esplosione di nuove fonti di informazione online è un’arma a doppio taglio. Tutti apprezziamo e allo stesso tempo disperdiamo energie su siti di giornali, blogs, podcasts, foto, video, <a href="http://www.facebook.com" target="_blank">Facebook</a>, <a href="http://www.twitter.com" target="_blank">Twitter</a> e vari social Networks. Assistiamo a una vera e propria inflazione di informazione.</p>
<p>Ad esempio, ogni 4-6 mesi raddoppia il numero di blog censiti da technorati e <a href="http://blogsearch.google.com" target="_blank">Google Blog Search</a> e i posts pubblicati su blog di importanza mondiale.</p>
<p>A causa di quest’<strong>esplosione di informazione</strong> saremo portati a leggere sempre di meno e scorrere solamente le notizie. Dal punto di vista di chi fornisce contenuti, significa che è <strong>sempre più difficile guadagnare attenzione</strong>. Questo crea dei problemi agli editori di contenuti.</p>
<h2>Relazioni con la pubblicità</h2>
<p>Dal punto di vista del consumatore, se i siti forniscono <strong>informazioni rilevanti</strong>, questo sarà portato a tornarci, mentre invece se trova <strong>informazioni inutili</strong>, sarà ben lieto di passare immediatamente ad un altro sito sapendo che ci sono molti altri siti simili in cui cercare le informazioni. Questo crea un danno economico agli inserzionisti che non vedono un ritorno sui loro investimenti.</p>
<p>Lo scopo degli editori di conseguenza deve essere <strong>creare un mercato in cui i consumatori siano soddisfatti</strong>, perché se trovano informazioni utili, allora anche gli inserzionisti lo sono, perché i consumatori contenti spendono denaro per comprare i beni pubblicizzati.</p>
<p>Gli inserzionisti sui media tradizionali seguono un modello secondo cui i consumatori seguono un percorso tipo AIDA:</p>
<ol>
<li>Attenzione</li>
<li>Interesse</li>
<li>Desiderio</li>
<li>Azione</li>
</ol>
<p>L&#8217;<strong>attenzione è quindi fondamentale</strong>, essendo il primo passo nel processo di convertire non-consumatori. Dato che ora il costo delle pubblicità è relativamente basso, allora i consumatori si trovano come bersaglio di un numero maggiore di pubblicità. Questo crea un <strong>ingolfamento </strong>nella quantità di informazioni che il consumatore può gestire ed inevitabilmente anche <strong>Spam</strong> di informazioni inutili.<span id="more-132"></span></p>
<h2>I concetti fondamentali</h2>
<p>Le idee dietro all’<strong>economia dell’attenzione </strong>sono semplici. Vengono favoriti mercati in cui <strong>i consumatori acconsentono a ricevere servizi in cambio della loro attenzione</strong>. L&#8217;obiettivo ultimo è sempre lo stesso: <strong>vendere qualcosa</strong>, ma la vendita non è necessariamente diretta né istantanea. Per esempio, i motori di ricerca come ad esempio Google mostrano le loro pubblicità in cambio di un aiuto a trovare risposte sul web (nel caso di Google, vengono spese molte energie per fare in modo che anche le pubblicità siano rilevanti, e quindi diventa sostanzialmente un secondo motore di ricerca in cui trovare <strong>informazioni utili dal punto di vista commerciale</strong>).</p>
<p>L’<strong>ingrediente chiave</strong> nel gioco dell’attenzione <strong>è la <em>rilevanza</em></strong>. Finché i consumatori trovano <strong>contenuti rilevanti rispetto ai loro interessi</strong>, continuano a navigare nel sito e creano <strong>opportunità di vendita</strong>. In pratica, più un utente naviga e quindi prolunga la sua presenza in un sito leggendo notizie, usufruendo di contenuti e maggiore è generalmente la probabilità che clicchi su una pubblicità. Così la domanda diventa: <strong>come si fa a mostrare agli utenti contenuti rilevanti</strong>?</p>
<p>A questa domanda si può rispondere in parte con dei meccanismi di raccomandazione (ad esempio quando Amazon suggerisce altri libri da comprare). L’ideale sarebbe generare contenuti personalizzati per ogni utente. Per avvicinarsi a quest’obiettivo bisogna raccogliere quante più informazioni possibile sull’utente.</p>
<p>Questo però si contrappone ad un diritto dell’utente: la privacy. Privacy che non significa non raccogliere alcuna informazione sull’utente, ma dare all’utente il pieno controllo sui dati che si conoscono di lui, in modo che possa scegliere quali servizi vuole ricevere in cambio della sua attenzione.</p>
<h2>Elementi intangibili</h2>
<p>Secondo l&#8217;esperto di cultura digitale Kevin Kelly, l&#8217;economia dell&#8217;attenzione moderna è sempre più dettata dal fatto che per il consumatore il costo di un prodotto non è solo quello monetario, ma dipende anche dal valore di alcune caratteristiche intangibili:</p>
<ul>
<li><strong>Immediatezza:</strong> priorità di accesso, consegna immediata</li>
<li><strong>Personalizzazione</strong>: il prodotto è fatto apposta per te</li>
<li><strong>Interpretazione</strong>: supporto e guida</li>
<li><strong>Autenticità</strong>: come puoi sapere che è l&#8217;originale?</li>
<li><strong>Accessibilità</strong>: ovunque, sempre</li>
<li><strong>Incorporazione</strong>: musica, libri</li>
<li><strong>Eticità</strong>: pagare semplicemente perché &#8220;è bene&#8221;</li>
<li><strong>Reperibilità</strong>: quando ci sono milioni di libri, e molti anche gratis, essere trovati ha grande valore</li>
</ul>
<h2>La fiducia</h2>
<p>Un elemento importante come <strong>l’economia dell’attenzione</strong> ha bisogno di poggiare su fondamenta solide . Il mercato ha bisogno di partecipanti che giocano seguendo le regole come entità definite ed indipendenti. Per questo sono stati fatti alcuni tentativi di definire quali sono queste regole.</p>
<p>Sinteticamente si possono definire i seguenti elementi:</p>
<p>- <strong>Proprietà</strong>: l’utente è proprietario della sua attenzione e può decidere che uso fare delle informazioni che lo riguardano.<br />
- <strong>Mobilità</strong>: l’utente può spostare la sua attenzione dove vuole e quando vuole. L’utente ha la possibilità di trasferire l’attenzione.<br />
- <strong>Economia</strong>: l’utente può dare attenzione a chiunque ed aspettarsi qualcosa in cambio di questo. L’attenzione ha un valore.<br />
- <strong>Trasparenza</strong>: L’utente vede esattamente che uso viene fatto della sua attenzione.</p>
<h2>Attenzione sociale, Attenzione collettiva</h2>
<p>L&#8217;<strong>economia dell&#8217;attenzione</strong> è rilevante anche nella sfera sociale. Nel caso specifico, l&#8217;<strong>attenzione a lungo termine</strong> può essere misurata in base all&#8217;attenzione che un individuo dedica nel gestire le sue relazioni con gli altri. Anche dedicare troppa attenzione in questo senso può portare a un &#8220;<strong>sovraccarico di interazioni sociali</strong>&#8220;, cioé quando si conoscono talmente tante persone che non si riesce a trovare il tempo per gestire tutte le relazioni che si instaurano con queste. Il caso tipico àè quello che si ha nei <strong>servizi di Social Networking</strong>, in cui le persone sono soggette a molte sollecitazioni sociali.</p>
<p>L&#8217;<strong>attenzione sociale</strong> può essere associata anche all&#8217;<strong>attenzione collettiva</strong>, cioè ad esempio quanto l&#8217;attenzione a video virali si propaga in grandi popolazioni di individui.</p>
<p>In questo articolo ci sono molti spunti che verranno approfonditi in post successivi. Se ti interessa discutere qualche aspetto in particolare, ti aspetto nei commenti qui sotto.<br />
</p>
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		<title>5 falsi miti sull&#8217;ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO)</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 07:41:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Reputation Management]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Internet marketing]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[search marketing]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>

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		<description><![CDATA[



Spesso a chi fa il mio lavoro capita di proporre ai clienti l&#8217;ottimizzazione del sito per i motori di ricerca.
Nella mia visione delle cose, mi sembra naturale che se uno spende qualche migliaio di euro per farsi fare un sito web da uno studio grafico, poi dovrebbe essere naturale aspettarsi un ritorno economico dal sito. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div style="float:left;margin:5px;"><script type="text/javascript"><!--
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<p>Spesso a chi fa il mio lavoro capita di proporre ai clienti l&#8217;<strong>ottimizzazione del sito per i motori di ricerca</strong>.<br />
Nella mia visione delle cose, mi sembra naturale che se uno spende qualche migliaio di euro per farsi fare un sito web da uno studio grafico, poi dovrebbe essere naturale aspettarsi un ritorno economico dal sito. E <strong>per avere un ritorno economico</strong>, prima ancora di misurare il ritorno sull&#8217;investimento con strumenti tipo Google Analytics, <strong>è necessario</strong> che banalmente <strong>qualcuno arrivi a vedere il sito.</strong><br />
Se non ci sono visitatori, chiaramente non ha senso stare a pensare a <strong>miglioramenti dell&#8217;usabilità</strong>, e non ha neanche senso aspettarsi ordini.</p>
<p><span id="more-128"></span></p>
<p>Purtroppo, parlando con i clienti ci si rende conto del fatto che molti di questi in passato hanno ricevuto fregature da aziende che hanno capito che c&#8217;è richiesta sul mercato ed offrono il servizio senza avere alcuna reale competenza alle spalle.</p>
<p>A questo punto voglio proporre un semplice vademecum ad uso di chi vuole rendere visibile il suo sito sul web:</p>
<h3>Come capire se il vostro consulente SEO vi vuole fregare</h3>
<p>Se riconoscete nelle sue indicazioni qualcuna di quelle elencate qui sotto, iniziate a cercare un&#8217;altra persona.</p>
<p>1) <strong>L&#8217;ottimizzazione per i motori di ricerca è un segreto.</strong></p>
<p>L&#8217;ottimizzazione per i motori di ricerca è un&#8217;attività completa che in qualche modo riguarda un miglioramento dell&#8217;usabilità e della leggibilità del sito anche per gli utenti umani. Sono finiti da una decina di anni i tempi in cui bisognava ripetere e nascondere le parole chiave.</p>
<p>I motori di ricerca oggi vogliono contenuti di qualità, interessanti, originali e accessibili e si, capiscono anche se un sito è scritto bene o meno. Non chiedevi come. Lo fanno.</p>
<p>2) <strong>L&#8217;ottimizzazione è influenzata da campagne pay per click</strong></p>
<p>Di questo ce ne sono 2 versioni: una secondo cui il PPC migliorerebbe il posizionamento ed un&#8217;altra secondo cui lo peggiorerebbe.</p>
<p>Lo scopo dei motori di ricerca è offrire a chi effettua le ricerche risultati rilevanti, se i risultati si potessero comprare, la gente si sposterebbe in massa su un altro motore di ricerca.</p>
<p>Per essere del tutto completi, si può dire che nel caso di siti nuovi e molto piccoli, il PPC può aiutare a raggiungere più velocemente il posizionamento definitivo, in quanto si passa da un sito inesistente ad un sito in cui qualcuno entra più velocemente che col solo passaparola.</p>
<p>3) <strong>Una volta che si raggiunge una buona posizione, si mantiene facilmente.</strong></p>
<p>Una  parte della qualità di un sito web è rimanere sempre aggiornato.  Se un sito rimane inalterato, anche i visitatori smettono di trovarlo utile.</p>
<p>Senza contare che non siete gli unici a voler essere al primo posto per alcune ricerche. Anche il vostro principale concorrente lo vuole e potrebbe assumere qualcuno che gli permette di farlo.</p>
<p>4)<strong> I siti devono essere segnalati ai motori di ricerca</strong>.</p>
<p>Anche questo poteva essere vero 10 anni fa. Oggi i motori di ricerca trovano da soli i siti. E poi, oggi il motore di ricerca è sostanzialmente uno: Google.</p>
<p>Molti altri motori usano i risultati di Google, Yahoo e MSN sono distanti anni luce in termini sia di utenti che di tempi di risposta e gli altri sono assolutamente rascurabili.</p>
<p>State tranquilli che se il vostro sito è di qualità e accessibile Google lo noterà, e se vedete che dopo un tempo ragionevole il sito non è ben posizionato, dovete rivedere il sito, non cercare di segnalarlo.</p>
<p>5) <strong>Una buona tattica permette di ottenere buoni risultati</strong>.</p>
<p>Il lavoro di ottimizzazione deve essere fatto su vari fronti. Trascurarne alcuni può impedire di raggiungere risultati apprezzabili.</p>
<p>Bonus Tip:)<strong> I siti in Flash vengono ottimizzati dai motori di ricerca</strong></p>
<p>E&#8217; vero che Google dichiara di essere in grado di leggere anche dentro ai siti in Flash, però questa è ancora una funzionalità sperimentale. Da un lato, non si vedono mai siti in flash posizionati decentemente per parole chiave in cui esiste un minimo di competizione e dall&#8217;altro, spesso il testo viene scomposto in vettori all&#8217;interno di Flash, rendendolo cosi incomprensibile allo spider. In breve, Flash va bene per i banner e gli effetti speciali, ma i siti in Flash vanno evitati come la peste.</p>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 958px; width: 1px; height: 1px;">
<h1><a title="Link to Trovare le pagine invisibili usando Google Analytics" rel="bookmark" href="../trovare-le-pagine-invisibili-usando-google-analytics">Trovare le pagine invisibili usando Google Analytics</a></h1>
</div>
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		<title>Comunicare la destinazione &#8211; parte 2</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 07:12:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fondamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing Turistico]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[promozione]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Parte seconda: metodi di pubblicazione alternativi
Per la comunicazione di una destinazione turistica, si sono aperte nuove stimolanti opportunità grazie al progresso tecnico e all&#8217;informatica:
&#8220;direct marketing&#8221;: ultimamente si è sviluppata la diffusione delle brochure su cd-rom. Si è tentato di realizzare anche cataloghi su questo tipo di supporto, ma nonostante si siano rivelati utili per gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-104" style="float: left; margin-left: 2px; margin-right: 2px;" src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/08/brochures-278x300.jpg" alt="Comunicare la Destinazione" width="278" height="300" /><strong>Parte seconda: metodi di pubblicazione alternativi</strong></p>
<p>Per la comunicazione di una destinazione turistica, si sono aperte nuove stimolanti opportunità grazie al progresso tecnico e all&#8217;informatica:</p>
<p><strong>&#8220;direct marketing&#8221;: </strong>ultimamente si è sviluppata la diffusione delle brochure su cd-rom. Si è tentato di realizzare anche cataloghi su questo tipo di supporto, ma nonostante si siano rivelati utili per gli addetti ai lavori, perché ricchi d&#8217;informazioni e immagini, non sono immediati per i consumatori finali.<br />
<strong><br />
materiale multimediale: </strong>video e filmati sono largamente usati, soprattutto nei workshop, nelle fiere e sugli aerei. Tuttavia essi possono essere solo complementari al cartaceo, e presentano comunque il difetto di essere soggetti ad invecchiamento.</p>
<p><strong>web: </strong>L&#8217;alternativa più valida è rappresentata dal catalogo &#8220;on line&#8221; che ha un livello di aggiornamento quasi istantaneo e imparagonabile agli atri strumenti. Inoltre, grazie al marketing elettronico il venditore può presentare i suoi prodotti entrando direttamente nelle case dei potenziali clienti.</p>
<p><strong>media:</strong> possono essere divisi in due grandi categorie: i &#8220;travel media&#8221; specializzati nel settore, (destinati al pubblico (riviste come I meridiani, Dove, Tuttoturismo, Gente viaggi, Le vie del gusto, Qui Touring, ecc.); o rivolti al &#8220;trade&#8221;, cioè agli addetti ai lavori) e i media non turistici. Questi ultimi praticano di fatto una pubblicità indiretta sulla destinazione, che molte volte è più efficace di quella dichiaratamente tale.<span id="more-105"></span></p>
<p>A tal proposito, ultimamente sta prendendo corpo una forma di promozione, che pare stia dando buoni frutti, basata sull&#8217;ambientazione di film, serie televisive e soap opere in determinate località.</p>
<p>C&#8217;è anche una sempre maggiore tendenza ad utilizzare dei giornalisti turistici per promuovere la destinazione. Bati pensare alle guide turistiche, che hanno un grande peso nell&#8217;immagine e nel posizionamento delle destinazioni; ma è necessario avere informazioni e materiale fotografico sempre aggiornato e di qualità. Apparire su una guida turistica è assolutamente importante per una destinazione, così come è importante lo spazio che gli viene dedicato: maggiore è lo spazio, maggiore sarà la spinta a visitarla.</p>
<p><strong>Il web comunque ha sempre la parte del leone. Informazioni a basso costo, opinioni e immagini da parte di milioni di utenti riescono a muovere masse impressionanti di consumatori. </strong></p>
<p><strong>Oggi se non sei sul web quasi quasi non esisti. </strong></p>
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		<title>5 siti di social news per i professionisti</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 19:03:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Internet marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre i siti di social news generici tipo digg stanno perdendo terreno, stanno nascendo eccezionali siti di news di nicchia . Ci sono almeno 5 di questi siti che dovrebbero interessare i professionisti di internet e chi si occupa di business.

Tip’d
Questo è un sito di social news finanziarie che gode di un&#8217;ottima comunità dall&#8217;inizio.

EarnersClub
Questo è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre i siti di social news generici tipo digg stanno perdendo terreno, stanno nascendo <strong><a href="http://seo2.0.onreact.com/top-7-niche-social-news-communities">eccezionali siti di news di nicchia</a></strong> . Ci sono almeno 5 di questi siti che dovrebbero interessare i professionisti di internet e chi si occupa di business.</p>
<p><img style="padding-left: 0px;" src="http://seo2.0.onreact.com/wp-content/uploads/2008/10/tip-d.png" alt="tip-d.png" /><br />
<a id="ztmp" title="Tip'd" href="http://tipd.com/" target="_blank">Tip’d</a><br />
Questo è un sito di social news finanziarie che gode di un&#8217;ottima comunità dall&#8217;inizio.</p>
<p><img style="padding-left: 0px;" src="http://seo2.0.onreact.com/wp-content/uploads/2008/10/earners-club.png" alt="earners-club.png" /><br />
<a id="jz_z" title="EarnersClub" href="http://www.earnersclub.net/" target="_blank">EarnersClub</a><br />
Questo è un sito di social news che riguarda l&#8217;internet marketing che si focalizza sulle opportunità di business. Belli i colori.</p>
<p><img style="padding-left: 0px;" src="http://seo2.0.onreact.com/wp-content/uploads/2008/10/bizsugar.png" alt="bizsugar.png" /><br />
<a id="yo2-" title="BizSugar" href="http://www.bizsugar.com/" target="_blank">BizSugar</a><br />
Questo è un sito di social news poco conosciuto, ma vale la pena dedicargli un po&#8217; di tempo.</p>
<p><img style="padding-left: 0px;" src="http://seo2.0.onreact.com/wp-content/uploads/2008/10/design-bump.gif" alt="design-bump.gif" /><br />
<a id="as40" title="Design Bump" href="http://designbump.com/" target="_blank">Design Bump</a><br />
Questo è nato da qualche mese le loro news non necessariamente legate solo al design possono costituire un&#8217;ottima fonte di ispirazione.</p>
<p><img style="padding-left: 0px;" src="http://seo2.0.onreact.com/wp-content/uploads/2008/10/logosauce.gif" alt="logosauce.gif" /><br />
<a id="u61c" title="LogoSauce" href="http://www.logosauce.com/" target="_blank">LogoSauce</a><br />
LogoSauce è un sito con un obiettivo molto specifico e che riesce a raggiungere. Qui si trovano tutte le notizie che possono interessare sia i logo designers che chi ha bisogno di un logo per la propria attività.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Comunicare la destinazione &#8211; parte 1</title>
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		<comments>http://www.siti-web-marketing.com/comunicare-la-destinazione-parte-1#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 17:53:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fondamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing Turistico]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA["comunicazione" "media" "web" "promozione"]]></category>

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		<description><![CDATA[Parte prima: le pubblicazioni su carta
Prerogativa di base per una buona comunicazione è che lo scambio di idee o informazioni tra gli interlocutori si basi su un codice comune di messaggio, cioè che le parti si intendano sul significato dei contenuti insiti nel messaggio. In ambito promozionale-turistico è necessario focalizzarsi sulla reazione dell&#8217;&#8221;audience&#8221;, ovvero del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/08/brochures.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-104" style="margin-left: 2px; margin-right: 2px; float: left;" title="brochures" src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/08/brochures-278x300.jpg" alt="Comunicare la Destinazione" width="278" height="300" /></a><strong>Parte prima: le pubblicazioni su carta</strong></p>
<p>Prerogativa di base per una buona comunicazione è che lo scambio di idee o informazioni tra gli interlocutori si basi su un<em> codice comune di messaggio</em>, cioè che le parti si intendano sul significato dei contenuti insiti nel messaggio. In ambito promozionale-turistico è necessario focalizzarsi sulla <em>reazione dell&#8217;&#8221;audience&#8221;, ovvero del pubblico cui il messaggio si rivolge</em>.</p>
<p>Molto spesso attraverso la comunicazione le imprese intendono, in primo luogo, evidenziare le caratteristiche del proprio prodotto e far emergere l&#8217;identità aziendale, per distinguersi e rendersi riconoscibili dalla clientela e dalla concorrenza. Per questo <strong>la comunicazione non può essere improvvisata</strong>, ma anzi, deve essere fatta da professionisti in grado di trovare elementi di differenziazione e attrazione tali da farla emergere rispetto alla concorrenza: <strong></strong></p>
<p><strong>bisogna catturare l&#8217;attenzione e la curiosità dei consumatori!</strong><br />
<span id="more-103"></span>Quindi è necessario elaborare un <strong>piano di comunicazione</strong>: chiarire i contenuti e determinare a priori cosa fare, con chi, con quale obiettivo; verificare i messaggi di comunicazione elaborati dalla concorrenza; adattare il messaggio al proprio target prescelto.</p>
<p>Il target (destinatario del messaggio) deve essere individuato con attenzione, sia per la promozione ma anche per la comunicazione; a seconda della tipologia del target è necessario predisporre un messaggio diverso e adeguato, adatto alle necesssità e caratteristiche del target stesso.</p>
<p><strong>Come comunicare?</strong> Tradizionalmente le pubblicazioni su carta restano gli strumenti fondamentali di marketing e promozione del turismo, ma oggi che è indispensabile avere la possibilità di raggiungere quanti più interlocutori possibile dobbiamo guardarci in giro a 360 gradi. Gli strumenti della comunicazione si possono distinguere in:</p>
<p>• <strong>tradizionali</strong>: brochure e materiale cartaceo in genere;<br />
• <strong>&#8220;direct marketing&#8221;</strong>: materiale cartaceo e cd-rom;<br />
• <strong>alternativi</strong>: web e televisione alternativa.</p>
<p><strong>I limiti delle</strong> <strong>pubblicazioni su carta</strong> sono sicuramente la quantità impressionante di materiale promozionale su carta che si produce e che inevitabilmente si perde. Le dimensioni: la pubblicazione non deve essere né troppo grande, perché ingombrante e costosa da spedire, né troppo piccola, perché si rischia che scompaia in mezzo alle altre o che appaia meno importante delle altre; in più bisogna evitare eccessi di informazioni che potrebbero spaventare il potenziale cliente.</p>
<p>Cerchiamo di razionalizzare le varie tipologie di pubblicazioni attraverso delle classificazioni.<br />
<em></em></p>
<p><em>Classificazione delle pubblicazioni, a seconda dei destinatari:</em><br />
<strong>a) quelle destinate al consumatore:</strong> (devono creare la voglia di acquistare il prodotto, di andare a fare una vacanza nella destinazione)</p>
<p><strong>b) quelle destinate alla rete distributiva e agli operatori: </strong>(devono privilegiare gli aspetti tecnici, le informazioni più approfondite, che permettano loro di conoscere nel dettaglio la destinazione;)</p>
<p><strong>c) quelle miste, destinate sia ai clienti finali che alle agenzie di viaggio</strong>: (es. cataloghi dei tour operator con informazioni generali, specifiche e prezi)</p>
<p><em>Classificazione delle brochures:</em><br />
<strong>a) di accoglienza </strong>(per turisti già giunti sul posto: devono indurli ad acquistare il più possibile e devono avere un taglio pratico; devono essere utili e devono fornire una serie di informazioni e suggerimenti: mappe, cartine, orari dei mezzi di trasporto, numeri di telefono utili, calendari di manifestazioni ed eventi, orari di apertura dei musei, delle chiese e così via)<br />
obiettivi:<br />
• fornire notizie e promuovere l&#8217;uso dei servizi presenti nella località;<br />
• dare assistenza informativa in modo da offrire ai visitatori un valore aggiuntoche li porti a consumare di più il posto;<br />
• fare conoscere e promuovere le offerte speciali (serate particolari o escursioni);<br />
• influenzare la condotta del turista.</p>
<p><strong>b) promozionali</strong> (devono convincere i potenziali consumatori a comprare la destinazione semplicemente osservandone le caratteristiche nei materiali illustrativi. Il punto di forza è che i materiali illustrativi soddisfino i desideri del potenziale consumatore)</p>
<p>Oltre ad essere attraenti per i clienti, le brochure promozionali devono avere anche valore informativo per i venditori, in modo da metterli in condizione di soddisfare tutte le eventuali domande del cliente.</p>
<p><strong>c) pubblicazioni illustrate.</strong><br />
Ovviamente devono essere attraenti. I loro obiettivi:<br />
• fungere da elemento di informazione per i clienti e per i venditori;<br />
• essere motivanti per la promozione e vendita;<br />
• presentarsi come mezzo di diffusione della sua immagine.<br />
• Il loro ciclo non deve superare i tre anni, per non diventare obsoleto.</p>
<p>Le destinazioni turistiche possono scegliere anche di pubblicare diversi opuscoli a seconda dei differenti target a cui si rivolgono: per coppie, per famiglie, per anziani, ecc.</p>
<p><em>Alcune regole basilari per delle buone pubblicazioni cartacee:</em></p>
<p><strong>• l&#8217;immagine:</strong> deve essere coerente con il target di riferimento. Colori vivaci per i giovani, con belle immagini per gli amanti dell&#8217;arte e della cultura, rassicuranti per le famiglie, ecc;<br />
<strong>• la copertina:</strong> va curata in quanto è quella che attira l&#8217;attenzione. Deve contenere un messaggio chiaro rispetto ai benefici che può avere un potenziale cliente nel visitare la destinazione;<br />
<strong>• contatti: </strong>si deve cercare di stabilire un contatto diretto attraverso coupon, recapiti telefonici, e-mail, ecc.;<br />
<strong>• accoglienza e benvenuto</strong>: oltre che informazione ed immagine, devono trasmettere accoglienza e benvenuto.</p>
<p><strong>Dove distribuire il materiale cartaceo? </strong>La maggior parte del materiale promo- pubblicitario su carta viene sistematicamente sprecato. Per ridurre questo spreco è necessario cercare di indirizzarlo il più possibile a destinatari potenzialmente interessati. Il luogo di distribuzione più idoneo resta quello delle fiere, qui infatti è il visitatore che ne va a fare richiesta e non ne subisce passivamente l&#8217;invio. Altre forme tradizionali di distribuzione possono essere: agenzie di viaggio, uffici del turismo, spedizione postale, club, CRAL, associazioni sportive, esercizi commerciali, ecc.</p>
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		<title>Viaggi 2.0 &#8211; cosa significa per gli hotel</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 17:19:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/06/hotel-viaggi-2-0-flickr.png"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-57" style="FLOAT: left; MARGIN: 5px" title="hotel-viaggi-2-0-flickr" src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/06/hotel-viaggi-2-0-flickr-300x300.png" alt="hotel viaggi 2.0 Flickr" width="300" height="300" /></a>Fino agli anni &#8216;80 e prima metà degli anni &#8216;90 per prenotare un <strong>hotel</strong> si usavano il telefono e il fax. Nella maggior parte dei casi, il massimo di informazioni che si potevano avere riguardo un <strong>albergo</strong> erano quelle di qualche conoscente che ci era stato prima. All&#8217;epoca il <strong>processo di booking</strong> era sicuramente più complicato di oggi. C&#8217;era un&#8217;alone di ignoto e l&#8217;unico metro di giudizio su un&#8217;albergo era il numero di stelle ricevute. Al massimo si poteva avere una fotografia in una brochure.</p>
<p>Grazie ai <strong>Travel 2.0</strong>, ora prenotare un albergo è diverso. <strong>Viaggi 2.0</strong> significa che come consumatori abbiamo più informazioni sugli alberghi, prontamente disponibili a portata di dito. Ora possiamo andare su qualunque portale di viaggi, o ancora meglio, andare direttamente sul <strong>sito web dell&#8217;hotel</strong> e cercare le informazioni che ci interessano. Ovviamente, viaggi 2.0 non è solo avere queste informazioni, ma anche avere informazioni imparziali da altre fonti. Quando si cerca di <strong>prenotare un hotel online</strong> per una vacanza, cerchiamo di <strong>trovare le esperienze</strong> e le storie <strong>di altri utenti</strong> che ci sono stati. I <strong>consumatori ora decidono</strong> dove stare <strong>sulla base delle indicazioni degli altri utenti</strong>. Nel settore alberghiero il passaparola è sovrano.</p>
<p>In un recente sondaggio di <strong>Yahoo Travel</strong>, il risultato ha indicato che il <strong>61% degli intervistati cerca indicazioni online per le vacanze</strong>. I viaggiatori non cercano più un albergo solo sulla base del prezzo, ma guardano principalmente a <strong>recensioni</strong> di alti utenti,<strong> valutazioni</strong> e <strong>foto</strong>.</p>
<p>Il prezzo rimane un fattore importante e di fondamentale importanza quando si sceglie un hotel, ma con i viaggi 2.0 è possibile evidenziare anche le esperienze d&#8217;albergo, oltre al prezzo, ed <strong>alcuni alberghi non sfruttano quest&#8217;opportunità</strong>. I consumatori non sono interessati alle informazioni aziendali che spesso si trovano nei siti degli alberghi. <strong>Sono interessati ad avere indicazioni da persone reali che sono state lì prima di loro</strong>.</p>
<h3>La rivoluzione Travel 2.0</h3>
<p><span id="more-56"></span></p>
<p> In parole semplici, questo è tutto quello su cui ruotano i viaggi 2.0. Sei tu, sono i tuoi amici, i tuoi vicini, i tuoi colleghi e altre persone che amano viaggiare e chiacchierare online dei posti in cui sono stati e della loro opinione in proposito E&#8217; su queste persone che<strong> condividono le loro foto, video, storie, memorie e recensioni online</strong> su siti come <strong>Tripadvisor</strong>, <strong>Facebook</strong>, <strong>YouTube</strong>, <strong>Flickr</strong>.</p>
<p>Ora che sappiamo come sono questi nuovi consumatori e che cosa fanno, dobbiamo unirci a loro? La <strong>risposta per gli alberghi</strong> e le attività collegate al turismo <strong>è sì</strong>. Se questi utenti <strong>spendono più tempo online</strong>, allora <strong>gli hotel devono trovare i metodi per raggiungerli</strong> unendosi alle loro conversazioni rispondendo alle recensioni positive e negative postate su Tripadvisor, creando un profilo aziendale su Facebook o forse inserendo un video su YouTube o anche aggiungendo delle foto su Flickr.com.</p>
<p>Prima di unirsi a conversazioni online, <strong>è bene iniziare ad ascoltarle</strong>, e questo è più importante che dire la propria opinione a tutti i costi. Ci sono alcuni strumenti liberamente disponibili in rete per monitorare quello che la gente sta dicendo della tua attività: <strong>Google Blog Search</strong>, i <strong>Google Alerts</strong> e i <strong>Technorati Alerts</strong>. Una volta che sai quello che stanno dicendo di te, potrai parlargli.</p>
<p style="text-align: center;"></p>
<h3>Suggerimenti per unirsi alle conversazioni online</h3>
<ol>
<li><strong>Creare un blog</strong> e linkarlo al sito web. Invitare la gente a lasciare recensioni e condividere le loro storie ed esperienze con altri potenziali clienti.</li>
<li><strong>Inserire dei video su YouTube</strong>, oltre a quelli sul sito web.</li>
<li><strong>Aggiungere immagini</strong> della tua proprietà su Flickr.com.</li>
<li><strong>Rispondi alle recensioni sia positive che negative</strong> su TripAdvisor.</li>
<li><strong>Creare un profilo aziendale su facebook.com</strong></li>
<li><strong>Aggiungere un podcast</strong> al tuo sito. Con i podcast gli alberghi possono fornire informazioni sull&#8217;albergo, sulla zona e gli eventi. Possono essere anche creati vari podcast in funzione delle varie tipologie di cliente ospiti.</li>
</ol>
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		<title>6 suggerimenti per costruire Community &#8211; parte 2</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 11:36:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La community vuole contenuti, non coupons
Nessuno rifiuta un acquisto di qualcosa che desidera, ma le relazioni alla  base di una community sono tipicamente focalizzate sui bisogni personali. Si  tratta di migliorare le performance di lavoro, essere un miglior genitore,  godere una migliore qualità di vita, ecc. I membri della community sono affamati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/06/building-community.jpg"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-78" style="float: left; margin: 5px;" title="costruire una comunità" src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/06/building-community-300x200.jpg" alt="costruire una comunità" width="300" height="200" /></a>La community vuole contenuti, non coupons</h3>
<p>Nessuno rifiuta un acquisto di qualcosa che desidera, ma le relazioni alla  base di una community sono tipicamente focalizzate sui bisogni personali. Si  tratta di migliorare le performance di lavoro, essere un miglior genitore,  godere una migliore qualità di vita, ecc. I membri della community sono affamati  di contenuti utili che li hanno attratti verso la community stessa. Bisogna  pertanto essere in grado di fornirei contenuti un po&#8217; per volta, in modo che  siano distribuiti e &#8220;consumati&#8221; frequentemente, meglio se in modo virale.  Pertanto è inutile inoltrare pesanti documenti sulla community e sperare che  funzionino.</p>
<h3>Focalizzati sulla vita, non sulle vendite</h3>
<p>Cerca di resistere alla fretta di generare valore, di identificare subito le  necessità fare proposte e vendere. Le community sono diverse. Sono basate sulla  vita degli utenti, non sul ciclo di vendita di chi le crea. Orienta i contenuti  verso gli eventi della vita dei partecipanti. Come puoi aiutare i potenziali  nuovi utenti a decidere se devono unirsi o meno? Come possono gli altri membri  aiutarsi tra loro per ottenere un ritorno dall&#8217;appartenenza? Qual&#8217;è il modo  appropriato di rapportarsi ai membri e quali sono gli eventi che fanno scattare  la comunicazione?<span id="more-79"></span></p>
<h3>Le prospettive sostituiscono il ROI</h3>
<p>La pressione di dimostrare un ritorno diretto sull&#8217;investimento sui programmi  di marketing è forte e assolutamente giustificata. Ci sono sempre troppe  opportunità di investimento per un&#8217;azienda da giustificare. Le community non  rendono le cose più semplici. Infatti, il ritorno delle community si deve basare  su nuove metriche, basate sui membri, l&#8217;interazione e la distribuzione di  contenuti.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è gestire il mercato più efficaciemente di quanto si potrebbe  fare con un&#8217;approccio tradizionale e aumentare le opportunità di vendita con un  cross-selling interattivo. Se si ha successo si riesce a creare un nuovo mercato  di contenuti e prodotti basato sulla community. </p>
<h3>Il segreto &#8211; il messaggio è più importante delle meccaniche</h3>
<p>Ci sono molti strumenti di comunicazione vecchi e nuovi che si possono  utilizzare per gestire le community. Non ci sono dubbi sul fatto che questi  strumenti siano importanti. Ma bisogna ricordarsi che è il messaggio che attrae,  nutre e fa crescere il numero di membri della community. E&#8217; il messaggio che ala  fine permetterà di realizzare gli obiettivi di business di una community B2C o  B2B.</p>
<p>Il messaggio deve essere <strong>mirato</strong>, <strong>rilevante</strong>,  <strong>interessante</strong>, <strong>differenziante</strong> ed  <strong>interessante</strong> per la platea di ascoltatori.</p>
<p>Le community sono per le aziende un nuovo modo anche eccitante di connettersi  ai loro mercati. Si possono costrure nuove community o inserirsi in community  esistenti. Non aspettare di pianificare tutto ed avere tutto pronto prima di  cominciare. Impara man mano e migliora la strategia sulla base di quello che  impari. Questa è una grossa opportunità per i professionisti del marketing di  fare dei nuovi programmi rivoluzionari.</p>
<p><a title="6 suggerimenti per costruire Community - parte 1" href="http://www.studiomader.it/web-marketing/6-suggerimenti-per-costruire-community-parte-1/2008/06/">6 suggerimenti per costruire Community &#8211; parte 1</a></p>
<p>Articolo tradotto da &#8220;<a title="Vai all'articolo in inglese" href="http://marketing2tourism.wordpress.com/2008/05/18/six-tips-for-building-community/" target="_blank">Tourism  Internet Marketing</a>&#8220;.</p>
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		<title>6 suggerimenti per costruire Community &#8211; parte 1</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 11:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Costruire una comunità con un collegamento naturale al tuo business può essere un eccezionale strumento di Brand building. Ecco come cominciare.
All&#8217;inizio del loro lavoro, i professionisti del marketing decidono se lavorare in ambito business to consumer (B2C) oppure business to business (B2B).
I marketers B2C sviluppano campagne e offerte consegnate direttamente al consumatore tramite un canale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/06/building-community.jpg"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-78" style="float: left; margin: 5px;" title="costruire una comunità" src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/06/building-community-300x200.jpg" alt="costruire una comunità" width="300" height="200" /></a>Costruire una <strong>comunità</strong> con un collegamento naturale al tuo business può essere un eccezionale strumento di <strong>Brand building</strong>. Ecco come cominciare.</p>
<p>All&#8217;inizio del loro lavoro, i professionisti del marketing decidono se lavorare in ambito <strong>business to consumer</strong> (B2C) oppure <strong>business to business</strong> (B2B).</p>
<p><strong>I marketers B2C</strong> sviluppano campagne e offerte consegnate direttamente al consumatore tramite un canale di distribuzione. Queste campagne sono rivolte a portare il cliente all&#8217;acquisto il più velocemente possibile.</p>
<p>Hanno un mercato di milioni di persone che comprano prodotti in generale a costo relativamente basso. I clienti sono relativamente consci del prezzo e un marchio forte può portare a fidelizzare i consumatori. Il marketing B2C utilizza come metodi principali l&#8217;uso di tecniche avanzate per reperire dati e strumenti analitici combinati con segmentazione e tecniche di targeting.</p>
<p><span id="more-76"></span></p>
<p><strong>I marketers B2B</strong> sviluppano programmi collegati ad un canale vendita, che soddisfa esigenze di business utilizzando contenuti informativi. Si rivolgono a mercati di centinaia o al limite poche migliaia di aziende e cercano di sviluppare relazioni con persone influenti, commissioni, e decision makers. Questo team di consumatori definisce e requisiti e valuta i fornitori su parecchi mesi, eventualmente comprando soluzioni che costano decine o centinaia di migliaia di euro. Il valore di un marchio è basato sulla generazione di interesse ed entrando nella lista fornitori dei cliente.</p>
<p>A queste due tipologie ora se ne sta aggiungendo un nuova: un nuovo tipo di B2C, il <strong>marketing Business to community</strong>.</p>
<h3>E&#8217; tutto basato sulla community</h3>
<p>Il potere del marketing business to community è di essere visto da entrambe le tipologie precedenti di marketing. Le st<strong>rategie di branding</strong>, basate sul &#8220;parlare di noi stessi&#8221;, diventano un &#8220;connettiamoci con la community&#8221;. Costruire ed alimentare comunità di persone con un collegamento naturale all&#8217;azienda, può essere un modo molto efficace di costruire un marchio.</p>
<p>Un esempio di questo tipo è la &#8220;<a title="Campagna per una bellezza autentica" href="http://www.campaignforrealbeauty.com/" target="_blank">Campagna per una bellezza autentica</a>&#8221; di Dove. La campagna utilizza forum online, pubblicazione di ricerche, istruzione, pubblicità, finanziamenti e altro ancora, per invitare le donne a confrontarsi tra loro e il marchio Dove, con un dialogo sulla natura della bellezza, che ovviamente sarebbe migliorata dai prodotti Dove. Quali sono i risultati? Milioni di downloads di uno dei suoi video su <a title="Video Dove" href="http://it.youtube.com/watch?v=iYhCn0jf46U" target="_blank">YouTube</a>.</p>
<p>Nel mondo B2B, c&#8217;è ad esempio la <strong>Oracle Tecnology Network</strong> che spicca con 5 milioni di membri in 250 paesi. Oracle supporta la comunità di sviluppatori, architetti IT e amministratori di DB con download gratuiti, podcasts, tutorials, forum di discussione ecc.</p>
<p>Consideriamo ora alcuni fattori chiave quando si costruisce una community.</p>
<h3>È un invito, non un&#8217;offerta</h3>
<p>Il tono della comunicazione deve riflettere la natura delle community, i membri prendono le decisioni autonomamente. Non si sta facendo un&#8217;offerta o una chiamata ad agire. Si invitano le persone ad unirsi a un gruppo con interessi in comune. Interesse che non è &#8220;come compro più prodotti?&#8221;, ma piuttosto un desiderio di entrare in un&#8217;esperienza condivisa che migliora la vita professionale o personale.</p>
<p>Il modello di relazione per la community &#8211;  quello che i membri chiedono &#8211; è lo stesso che c&#8217;è tra tifosi sportivi e la loro squadra del cuore. Il tifoso sportivo è partecipe del successo della squadra e paga per la possibilità di condividere con la squadra con il merchandise, le amichevoli, la firma degli autografi. Questi fan esulteranno per il successo e contesteranno quando si può fare meglio. Una volta che si fanno sedere i fan in tribuna, si ha l&#8217;opportunità di vendergli prodotti per <strong>migliorare la loro esperienza</strong> di fan. Si pensi anche agli utenti Apple come esempio.</p>
<p><a title="6 suggerimenti per costruire Community - parte 2" href="http://www.studiomader.it/web-marketing/6-suggerimenti-per-costruire-community-parte-2/2008/06/">6 suggerimenti per costruire Community &#8211; parte 2</a></p>
<p>Articolo tradotto da &#8220;<a title="Vai all'articolo in inglese" href="http://marketing2tourism.wordpress.com/2008/05/18/six-tips-for-building-community/" target="_blank">Tourism Internet Marketing</a>&#8220;.</p>
<h3> </h3>
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