Google Analytics è un ottimo strumento per monitorare gli accessi dei visitatori al proprio sito Web, in quanto permette di segmentare gli utenti e seguire il loro percorso da quanto entrano sul sito a quando escono.
Certo, ci sono altri prodotti commerciali che sono migliori, però oltre a costare cifre non trascurabili, è molto probabile che Google Analytics soddisfi già pienamente le nostre esigenze. Anche con GA, la cosa più difficile è individuare quali sono i dati realmente significativi per il nostro sito in mezzo alla moltitudine che fornisce.
Una delle informazioni che può essere utile a chi fa email marketing e quindi gestisce una newsletter è individuare quanti degli utenti che ricevono la newsletter la leggono e poi cliccano sui collegamenti per andare sul sito. Normalmente, questi risultano arrivare o dai siti di webmail con cui leggono la posta, oppure come accessi diretti al sito. Evidentemente, sapere se la newsletter che spediamo viene letta, ed all’interno di questa quali sono i collegamenti che vengono seguiti ci fornisce ottime informazioni sul successo o meno delle campagne di email marketing.
Gli stessi concetti che descriverò qui sotto, si applicano alle campagne fatte con i banner, alle campagne pay per click di circuiti diversi da Adwords, addirittura ai collegamenti all’interno di documenti Word o ai documenti PDF ed in generale a qualsiasi cosa contenga un collegamento.
Google Analytics monitora le campagne online usando una combinazione dei seguenti cinque parametri di marketing:
- Sorgente
- Mezzo
- Termine
- Contenuto
- Campagna
Sorgente
Ogni referral a un sito web ha un’origine o sorgente. Esempi di sorgente sono il motore di ricerca Google, il motore di ricerca Yahoo, il nome di un sito web, il nome di una newsletter ed in generale qualunque fonte da cui possono arrivare i visitatori sul nostro sito.
Mezzo
Il mezzo aiuta a definire l’origine. Insieme, origine e mezzo forniscono informazioni specifiche sulla provenienza del visitatore. Ad esempio, il visitatore arrivi dai risultati di unmotore di ricerca come Google, il mezzo potrebbe essere “pay per clic”, a indicare un collegamento sponsorizzato pagato dall’inserzionista, oppure “organico”, ad indicare un collegamento nei risultati non pagati del motore di ricerca. Nel caso di una sorgente da newsletter, si può fare in modo che compaia come “email” o analogamente da campagne di marketing su altri siti, come “banner”, però perché questo avvenga bisogna effettuare le semplici operazioni indicate sotto.
Termine
Il termine o parola chiave è la parola o la frase che un utente ha cercato in un motore di ricerca e poi è arrivato sul nostro sito selezionandoci tra i risultati.
Contenuto
Il parametro contenuto descrive la versione di un annuncio pubblicitario sul quale un visitatore ha cliccato. Viene utilizzata per gli annunci Content-Target e per il Test dei contenuti (A/B) per determinare la versione dell’annuncio maggiormente efficace nell’attrarre potenziali clienti redditizi (se a qualcuno interessa in particolare, di questo parlerò in futuro).
Campagna
Il parametro campagna differenzia le promozioni di prodotti, come “Sci a prezzi convenienti” e le campagne con slogan, come “In forma per la prova costume”. Serve per differenziare in dettaglio i visitatori che arrivano dalle varie newsletter spedite . Potrebbe anche essere “Newsletter giugno” o “Newsletter luglio”.
Ok, bellla spiegazione, ora vediamo la pratica
diventa:
- utm_source Richiesto. Usato per identificare un motore di ricerca, newsletter o altra fonte di contatti.
- utm_medium Richiesto. Usato per identificare il mezzo. Ad Es. Banner, email, PDF ecc.
- utm_term Facoltativo. Usato per tracciare campagne ppc esterne ad adwords.
- utm_content Facoltativo. Usato per testare diversi collegamenti che puntano alla stessa pagina.
- utm_campaign Facoltativo ma raccomandato. Usato per identificare la campagna
- Approfondire il significato dei 5 termini indicati sopra
- Come inserire i codici nei links
- Url generator: tool che inserendo l’indirizzo della pagina di destinazione ed i valori per i vari parametri, genera automaticamente l’url. In pratica fa tutto il lavoro sporco spiegato sopra.
Tags: email marketing, Google, google analytics
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