Il Targeting Comportamentale forse più conosciuto nella sua traduzione in inglese: Behavioral Targeting è una tecnica utilizzata dagli inserzionisti online e dai pubblicitari per aumentare l’efficenza delle campagne pubblicitarie.
Il targeting comportamentale utilizza le informazioni riguardanti il comportamento dei visitatori mentre utilizzano Internet, come ad esempio le pagine che hanno visitato o le ricerche che hanno fatto, per selezionare quali annunci pubblicitari far vedere ad ogni singolo visitatore. I sostenitori di questa metodologia credono che questo li aiuti a condizionare maggiormente i visitatori con prodotti che li interessano maggiormente; in altre parole è visto come lo strumento più efficace per far pervenire: “la pubblicità giusta al momento giusto alla persona giusta”.
Il marketing comportamentale può essere utilizzato da solo o insieme ad altri fattori di targeting, come quelli geografici, demografici o contestuali.
Questi sistemi di targeting permettono di utilizzare la tecnologia in due modi:
- Permettono ai pubblicitari e ai proprietari di siti di visualizzare diversi annunci alle diverse tipologie di visitatore
- Permettono ai proprietari di siti di vendere spazi a specifici segmenti di pubblico agli inserzionisti.
Il behavioral targeting può essere applicato in due modi: o a un singolo sito o a una rete di siti.
Nel primo caso, può essere utilizzato ad esempio all’interno di un sito di e-commerce come tecnica per migliorare la rilevanza dei prodotti e delle promozioni proposte ai visitatori. Inoltre, sempre osservando il comportamento dei visitatori, si può creare un sistema esperto, che apprende quali sono le proposte più efficaci nel generare quello che si chiama evento di conversione in base alla storia passata della navigazione degli utenti. Per ottenere buoni risultati, è necessario che il sistema sia in grado di gestire analisi con molte variabili in gioco.
Nel secondo caso, il sistema i può utilizzare in modo diverso, dato che vengono utilizzati molti annunci su diversi siti. In questo caso si può anche dedurre altre informazioni riguardanti i visitatori, come ad esempio le caratteristiche demografiche. Ad esempio, se un utente guarda le pagine sportive di un quotidiano on-line, un sito di macchine sportive e siti di e-commerce di prodotti maschili, è ragionevole supporre ance che l’utente sia un uomo.
Il principale punto di controversia riguardante questa tecnica riguarda la privacy degli utenti. Questo perché il Behavioral Targeting raccoglie grandi quantità di informazioni e a livello molto dettagliato sui comportamenti degli utenti (le pagine visitate, il tempo speso su ciascuna pagina, le keyword usate per raggiungerla, i collegamenti selezionati, l’orario di connessione etc.) e il tutto praticamente all’insaputa degli utenti utilizzando i cookies di sessione e tecnologie molto avanzate.
Probabilmente, tecniche di questo tipo sono utilizzate anche da tutti i principali quotidiani italiani, anche se probabilmente non lo ammetteranno mai pubblicamente.
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