Mentre Google spinge per vendere più annunci pubblicitari, alcuni dei suoi maggiori clienti si stanno irritando per il modo in cui l’azienda gestisce le ricerche sponsorizzate.

Il problema è una tattica definita “piggybacking“, in cui piccoli inserzionisti inseriscono i nomi a gli slogan dei maggiori brand pubblicizzati per attirare visitatori al loro sito. In teoria, i motori di ricerca hanno delle policy che vietano queste pratiche, però risultano difficili da attuare i controlli.

Aziende come Marriott International Inc., InterContinental Hotels Group PLC, AMR Corp.’s American Airlines and Northwest Airlines Corp. si lamentano quindi del fatto che questo confonde gli utenti ed aumenta i costi per attuare il loro piani aziendali. Questo potrebbe risolversi in particolare in una diminuzione degli annunci pubblicitari da parte di queste compagnie su Google.

Google, dal suo punto di vista risponde dicendo che fa tutto il possibile per evitare il fenomeno e che comunque quando è stato portato in tribunale per questo motivo, le sentenze gli hanno sempre dato ragione.

Sotto osservazione, anche un’altra tattica simile chiamata “conquest buys”, in cui un inserzionista compra annunci per un termine della concorrenza. Anche questa non è particolarmente apprezzata da chi possiede i grandi marchi, però è ammessa in quanto nel testo dell’annuncio non sono presenti termini ingannevoli.

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