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	<title>Siti Web e Marketing &#187; google analytics</title>
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	<description>Consulenza dalla a alla z</description>
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		<title>Trovare le pagine invisibili usando Google Analytics</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 09:31:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[google analytics]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>

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		<description><![CDATA[


 Una parte spesso ignorata dell&#8217;ottimizzazione per i motori di ricerca è rendere visibili le pagine invisibili. Per &#8220;Invisibili&#8221; in questo caso si intendono le pagine a cui nessuno è arrivato tramite un risultato di ricerca organica da un motore di ricerca.
È un compito importante perché questo significa che ci sono probabilmente delle pagine interessanti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div style="float:left;margin:5px;"><script type="text/javascript"><!--
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</script></div> Una parte spesso ignorata dell&#8217;ottimizzazione per i motori di ricerca è <strong>rendere visibili le pagine invisibili</strong>. Per &#8220;Invisibili&#8221; in questo caso si intendono le pagine a cui <strong>nessuno</strong> è arrivato tramite un risultato di <strong>ricerca organica</strong> da un motore di ricerca.</p>
<p>È un compito importante perché questo significa che ci sono probabilmente delle <strong>pagine interessanti,</strong> che però per qualche motivo <strong>non vengono raggiunte </strong>a causa di una cattiva indicizzazione.</p>
<p>Detto nei termini di Google Analytics, sono le pagine che ricevono <strong>zero click dai risultati di ricerca organica</strong>.</p>
<p>Una volta trovate queste pagine si hanno le seguenti opzioni:</p>
<ol>
<li>tenerle, ma lavorare per <strong>migliorare il loro posizionamento</strong> per i risultati naturali nei motori di ricerca;</li>
<li>tenerle, ma utilizzarle per <strong>migliorare il posizionamento di altre pagine</strong> sul sito;</li>
<li>eliminarle e <strong>mettere un redirect 301 a pagine migliori </strong>del sito, con un valore maggiore.</li>
</ol>
<p>Allora, come si trovano?<span id="more-148"></span></p>
<p>Si può utilizzare una nuova funzionalità di Google Analytics: le tabelle Pivot. Ecco come fare:</p>
<ol>
<li>Andare in &#8220;Contenuti&#8221; =&gt; &#8220;Contenuti migliori&#8221;<br />
<img class="aligncenter" title="Pagina &quot;contenuti migliori&quot;" src="http://farm5.static.flickr.com/4064/4251642253_99f196a5b6_m.jpg" alt="Pagina &quot;contenuti migliori&quot;" width="200" height="211" />E qui siamo all&#8217;elenco delle pagine più viste che tutti conosciamo.</li>
<li>Ora selezionare &#8220;Pivot&#8221; nel tab in alto a destra<br />
<img class="aligncenter" title="Selezionare Pivot in Google Analytics" src="http://farm5.static.flickr.com/4058/4251653769_3e922aef60.jpg" alt="Selezionare Pivot in Google Analytics" width="500" height="243" /></li>
<li>Selezionare &#8220;<strong>Pivot per:</strong>&#8221; <em>Mezzo</em>, &#8220;<strong>Visualizzazione:</strong>&#8221; <em>Visualizzazioni di pagina</em>, e &#8220;<strong>Pagina</strong>&#8221; si lascia <em>Nessuna</em><br />
<img class="aligncenter" title="Selezionare campi Tabella Pivot di GA" src="http://farm5.static.flickr.com/4032/4252438252_746fc67158.jpg" alt="Selezionare campi Tabella Pivot di GA" width="500" height="243" /></li>
<li>A questo punto, mettere in <strong>ordine crescente</strong> le <em>visualizzazioni di pagina </em>&#8220;<strong>organic</strong>&#8220;, in modo da vedere i valori più bassi prima. Otterrai un elenco delle pagine che non sono state raggiunte direttamente da motore di ricerca.<br />
<img class="aligncenter" title="Trovate pagine invisibili su un sito con GA" src="http://farm3.static.flickr.com/2715/4251672665_cd8a45a48e.jpg" alt="Trovate pagine invisibili su un sito con GA" width="500" height="415" /></li>
</ol>
<p>Ed ecco trovate le pagine che vengono guardate, ma non vengono raggiunte direttamente da motore di ricerca.</p>
<p>Alcune avvertenze:</p>
<ol>
<li>Questo report <strong>non mostra le pagine che non vengono mai raggiunte da alcun visitatore</strong>. Se una pagina non viene mai raggiunta da un visitatore che ha javascript attivato, allora il codice di tracciamento di Google Analytics non viene mai attivato e la pagina non può essere in alcun report.</li>
<li>Questi dati sono <strong>più significativi nel caso di pagine che ottengono un minimo di traffico</strong>. Se una pagina riceve zero visite organiche, e 1 visita da referral, può significare che deve essere ottimizzata, ma anche che la pagina non interessa a nessuno.</li>
<li>Questa è solo una parte del compito. Non è detto che le pagine abbiano bisogno di ottimizzazione interna, può anche essere che la pagina non si trovi nel posto migliore nella struttura del sito o che la struttura dei link è sbagliata, o altro ancora. Questo è un punto di partenza, non di arrivo.</li>
</ol>
<p>Buona analisi, e se questo post vi è stato utile, mi fa piacere se me lo fate sapere nei commenti.</p>
<p>Liberamente tratto da:<br />
<a title="Posted by wrttnwrd" href="http://feedproxy.google.com/~r/seomoz/~3/rf8-ngldlmw/find-invisible-pages-using-google-analytics">Find Invisible Pages Using Google Analytics</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Google Analytics aggiunge 7 nuove funzionalità utili</title>
		<link>http://www.siti-web-marketing.com/google-analytics-aggiunge-7-nuove-funzionalita-utili?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=google-analytics-aggiunge-7-nuove-funzionalita-utili</link>
		<comments>http://www.siti-web-marketing.com/google-analytics-aggiunge-7-nuove-funzionalita-utili#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 17:59:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[google analytics]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi tempi Google ha aggiunto delle funzionalità al suo servizio di Analytics già di ottima qualità. Queste funzionalità sono: Analytics intelligence con avvisi personalizzati, Obiettivi estesi e nuovi obiettivi di coinvolgimento, rapporti personalizzati estesi ai cellulari, metrica di visitatori unici, caratteristiche di analisi avanzata, segmenti avanzati  e templati di rapporti personalizzati, e variabili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.searchenginejournal.com/wp-content/uploads/2009/12/Screen-shot-2009-12-04-at-5.47.17-AM.png" alt="Google analytics daily alerts" width="300" align="left" />Negli ultimi tempi Google ha aggiunto delle funzionalità al suo servizio di Analytics già di ottima qualità. Queste funzionalità sono: <strong>Analytics intelligence con avvisi personalizzati, Obiettivi estesi e nuovi obiettivi di coinvolgimento, rapporti personalizzati estesi ai cellulari, metrica di visitatori unici, caratteristiche di analisi avanzata, segmenti avanzati  e templati di rapporti personalizzati, e variabili multiple personalizzate.</strong></p>
<p>Vediamo queste caratteristiche in dettaglio una per una.</p>
<p><span id="more-135"></span> <strong>Analytics intelligence con avvisi personalizzati</strong> &#8211; tiene sott&#8217;occhio gli andamenti dei dati riguardanti il sito su base giornaliera, settimanale o mensile<strong>. </strong>Filtra le tendenze significative e permette di creare degli avvisi personalizzati per monitorare le dimensioni e le metriche del sito.<strong></strong></p>
<p><strong>Obiettivi estesi e nuovi obiettivi di coinvolgimento</strong> &#8211; permette di passare dalla possibilità di definire 4 obiettivi che c&#8217;era precedentemente a 20 attuali. In più misura il coinvolgimento dell&#8217;utente ed il successo del branding utilizzando il tempo che gli utenti passano sul sito e le pagine per visita.</p>
<p><strong>Rapporti personalizzati estesi ai cellulari</strong> &#8211; permette di tracciare le prestazioni dei siti per gli smart phones quali iPhone e telefoni basati su android. Permette anche di tracciare telefoni con javascript disattivati.</p>
<p><strong>Visitatori unici assoluti</strong> &#8211; una funzionalità di cui sentivamo la mancanza. Tiene traccia di quanti visitatori effettivi con cookie unici visitano un sito.</p>
<p><strong>Funzionalità di analisi avanzata</strong> &#8211; permettono di trovare nuove correlazioni nei dati di accesso, utilizzando tabelle pivot, dimensioni secondarie e funzionalità di filto avanzate sulle tabelle.</p>
<p><strong>Condividere segmenti avanzati e templati di rapporti personalizzati </strong>- permette di condividere URL per i segmenti avanzati e i rapporti personalizzati tra gli utenti di Google Analytics. Questo permette di importare dei templati preformattati negli account degli utenti.</p>
<p><strong>Variabili multiple personalizzate </strong>- permette di personalizzare Google Analytics per ottenere dati di utilizzo del sito derivati da altri dati. Permette anche di definire e tracciare i visitatori sulla base di più attributi a livello di visitatori, sessioni a pagine.</p>
<p>Nel complesso queste sono delle buone aggiunte ad un programma di analisi delle statistiche già potente. Queste nuove funzionalità aumenteranno sicuramente la base di utenti che userà Google Analytics gratuitamente piuttosto che altri programmi commerciali.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Come usare Google analytics per tracciare i posizionamenti SEO</title>
		<link>http://www.siti-web-marketing.com/come-usare-google-analytics-per-tracciare-i-posizionamenti-seo?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=come-usare-google-analytics-per-tracciare-i-posizionamenti-seo</link>
		<comments>http://www.siti-web-marketing.com/come-usare-google-analytics-per-tracciare-i-posizionamenti-seo#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 22:07:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[google analytics]]></category>
		<category><![CDATA[ranking]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>

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		<description><![CDATA[Nota: articolo aggiornato il 25-1-2009, inserendo una spiegazione più dettagliata.

Ok, non si può tracciare la posizione esatta delle parole chiave cliccate come si può fare con Adwords.
Pero, è possibile determinare la pagina su cui erano, come illustrato nella figura qui accanto.
Uno strumento per misurare il ranking fornisce comunque delle informazioni molto interessanti. Ad esempio, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nota: articolo aggiornato il 25-1-2009, inserendo una spiegazione più dettagliata.</strong></p>
<p><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 5px; float: left;" src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2009/01/rankings-example.png" alt="Rankings Example" /></p>
<p>Ok, non si può tracciare la posizione esatta delle parole chiave cliccate come si può fare con Adwords.</p>
<p>Pero, è possibile determinare la pagina su cui erano, come illustrato nella figura qui accanto.</p>
<p>Uno strumento per misurare il ranking fornisce comunque delle informazioni molto interessanti. Ad esempio, in questo modo possiamo anche vedere se una parola chiave che &#8220;normalmente&#8221; sarebbe intorno alla 15esima posizione, viene vista in prima pagina (posizioni da 1 a 10) da alcuni utenti in seguito alla &#8220;ricerca personalizzata&#8221; o ai &#8220;risultati locali&#8221; che possono influenzare parecchio il posizionamento. Questo perché la gente vede risultati diversi da quelli che vedi con gli strumenti per misurare il posizionamento, quindi in questo modo si vede il vero posizionamento delle parole chiave.</p>
<h2>Impostare il filtro</h2>
<p><span id="more-129"></span></p>
<p>Per ottenere i posizionamenti nei <strong>report di Google Analyt</strong>ics, bisogna impostare un nuovo filtro:<br />
<img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 5px; float: left;" src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2009/01/analytics-google-ranking.png" alt="Rankings Filtro analytics" /></p>
<p>Come prima cosa, è utile creare <strong>un nuovo profilo</strong> per applicare questi filtri in modo da essere sicuri di non fare guai sul profilo principale.</p>
<p>La procedura che illustro qui funziona solo per le ricerche fatte con <strong>Google</strong>. Per Live Search e Yahoo è necessario modificare leggermente i filtri.</p>
<p>Come <strong>prima cosa</strong>, bisogna impostare 2 filtri in modo da elaborare solo le visite al sito provenienti da <strong>Google </strong>ed in particolare, dai <strong>risultati della ricerca</strong>.</p>
<p>Per fare ciò, i filtri sono i seguenti:</p>
<p>Filter Type: Custom Filter<br />
Selezionare &#8220;Include&#8221;<br />
Filter Field:Campaign Source<br />
Filter Pattern: google</p>
<p>Filter Type: Custom Filter<br />
Selezionare &#8220;Include&#8221;<br />
Filter Field:Campaign Medium<br />
Filter Pattern: organic</p>
<p>Questo passaggio è spiega dettagliatamente qui (<a onclick="pageTracker._trackPageview('/outbound/comment/groups.google.com');" href="http://groups.google.com/group/analytics-help-tracking/browse_thread/thread/01f32de9c4e37b43?pli=1">http://groups.google.com/group/analytics-help-tracking/browse_thread/thread/01f32de9c4e37b43?pli=1</a>) dove è descritto come fare le regole ranking 1 e 2 per escludere tutto tranne che il traffico organico in arrivo da Google.</p>
<p>Il <strong>terzo filtro</strong> invece è quello che fa il vero lavoro ed è il seguente:</p>
<p>Filter Type:<br />
Selezionare &#8220;Advanced&#8221;<br />
<span>Field A -&gt; Extract A: Referral (/?|&amp;)q=([^&amp;]*)<br />
</span><span>Field B -&gt; Extract B</span>:  Referral (/?|&amp;)start=([^&amp;]*)<br />
<span>Output To -&gt; Constructor</span>: User Defined $A2 (page: $B2)</p>
<p>Per google impostare il filtro con questi parametri, come illustrato nella figura a sinistra.</p>
<p>Dopo un po&#8217; di tempo, il report personalizzato avrà un&#8217;aspetto come quello della figura al&#8217;inizio dell&#8217;articolo, in cui il <strong>numero della pagina indica la posizione della prima keyword della pagina</strong>, per cui pagina:20 indica i risultati da 21 a 30, cioé sarebbe la terza pagina di risultati, mentre 50 indica in generale i risultati da 51 a 60.</p>
<p>Per i risultati in prima pagina, invece non ci sarà alcun numero. Per cui l&#8217;interpretazione corretta di pagina sarebbe &#8220;posizione minima&#8221;.</p>
<p>Volendo si potrebbero selezionare solo i risultati dalla seconda pagina in poi usando &#8220;\(page: \d{2,3}\)&#8221; nel campo filtro sotto la lista. Lo \d sta per cifre, e il 2,3 per il numero di cifre che si stanno cercando.</p>
<p>Per come creare un filtro le istruzioni sono qui: <a onclick="pageTracker._trackPageview('/outbound/comment/www.google.com');" href="http://www.google.com/support/analytics/bin/answer.py?answer=55492&amp;hl=en">http://www.google.com/support/analytics/bin/answer.py?answer=55492&amp;hl=en</a></p>
<p>Nota: nella schermata delle ricerche ottenute in questo modo, possono figurare più ricerche di quelle del report &#8220;<strong>Keywords</strong>&#8221; di<strong> Google Analytics. </strong>Questo è dovuto al fatto che la schermata keywords tiene traccia di <strong>come un utente arriva per la prima volta sul sito </strong>nell&#8217;arco della visita, per cui se un utente arriva sul sito una prima volta con una parola chiave &#8220;motori di ricerca&#8221;, poi esce, fa un&#8217;altra ricerca &#8220;google analytics&#8221; e rientra, nella schermata keywords si vede solo &#8220;motori di ricerca&#8221;, mentre con la procedura illustrata sopra, si vedono entrambe le visite.</p>
<p>Se vi interessa sapere i risultati di questo tipo di misura, potete inserire  un commento qui sotto.</p>
<p>Contenuto tratto da <a href="http://yoast.com/track-seo-rankings-google-analytics/" target="_blank">http://yoast.com/track-seo-rankings-google-analytics/</a> con integrazioni mie.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Google Analytics mette a disposizione i Motion Charts</title>
		<link>http://www.siti-web-marketing.com/google-analytics-mette-a-disposizione-i-motion-charts?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=google-analytics-mette-a-disposizione-i-motion-charts</link>
		<comments>http://www.siti-web-marketing.com/google-analytics-mette-a-disposizione-i-motion-charts#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 18:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[google analytics]]></category>

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		<description><![CDATA[google-analytics-motion-chartCon questa ulteriore aggiunta, Google Analytics porta avanti di un altro passo lo sviluppo delle sue funzionalità, offrendo uno strumento che permette di inserire analisi multidimensionali nei report.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/10/google-analytics-motion-chart.jpg"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-114" style="border: 0pt none ; margin: 5px; float: left;" title="google-analytics-motion-chart" src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/10/google-analytics-motion-chart-300x234.jpg" alt="google-analytics-motion-chart" width="300" height="234" /></a>Con questa ulteriore aggiunta, Google Analytics porta avanti di un altro passo lo sviluppo delle sue funzionalità, offrendo uno strumento che permette di inserire analisi multidimensionali nei report.</p>
<p>In pratica, le variabili utilizzate nella rappresentazione sono, l&#8217;asse X, l&#8217;asse Y, il colore e le dimensioni dei punti rappresentati. A queste si aggiunge il tempo, che parallelamente rappresenta il tempo nell&#8217;intervallo selezionato.</p>
<p>In pratica, ogni giorno nel tempo &#8220;reale&#8221; viene rappresentato da un fotogramma nel grafico. Lo spostamento dei punti nel grafico, viene evidenziato dai segmenti che li collegano.</p>
<p>La possibilità di rappresentare i dati in 5 dimensioni, può permettere di evidenziare delle correlazioni che altrimenti potrebbero sfuggire.</p>
<p>Alcuni esempi, sono si possono trovare nella documentazione sui <a title="Documentazione Motion Charts" href="http://www.google.com/support/googleanalytics/bin/answer.py?answer=106427">Motion Charts</a> fornita da Google:</p>
<ul>
<li>Esempio # 1: le parole chiave con tasso di conversione alto o basso</li>
<li>Esempio # 2: Lingue e Frequenze rimbalzo</li>
<li>Esempio # 3: Visitatori nuovi e di ritorno e le frequenze di rimbalzo</li>
</ul>
<p>Interessanti sono anche le spiegazioni che vengono fornite insieme ai grafici</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Vedere i visitatori che arrivano dalle newsletter con Google Analytics</title>
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		<comments>http://www.siti-web-marketing.com/come-tracciare-i-visitatori-delle-campagne-email-marketin#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Sep 2008 18:27:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enrigaggids</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[email marketing]]></category>
		<category><![CDATA[google analytics]]></category>

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		<description><![CDATA[Google Analytics è un ottimo strumento per monitorare gli accessi dei visitatori al proprio sito Web, in quanto permette di segmentare gli utenti e seguire il loro percorso da quanto entrano sul sito a quando escono.
Certo, ci sono altri prodotti commerciali che sono migliori, però oltre a costare cifre non trascurabili, è molto probabile che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/09/monitoraggio-email-newsletter.jpg"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-107" style="border: 0pt none; margin: 5px; float: left;" title="monitoraggio-email-newsletter" src="http://www.studiomader.it/web-marketing/wp-content/uploads/2008/09/monitoraggio-email-newsletter-300x222.jpg" alt="monitoraggio newsletter spedite" width="300" height="222" /></a><strong>Google Analytics</strong> è un ottimo strumento per <strong>monitorare gli accessi dei visitatori al proprio sito Web</strong>, in quanto permette di segmentare gli utenti e seguire il loro percorso da quanto entrano sul sito a quando escono.</p>
<p>Certo, ci sono altri prodotti commerciali che sono migliori, però oltre a costare cifre non trascurabili, è molto probabile che Google Analytics soddisfi già pienamente le nostre esigenze. Anche con GA, la cosa più difficile è individuare quali sono i <strong>dati realmente significativi per il nostro sito</strong> in mezzo alla moltitudine che fornisce.</p>
<p>Una delle informazioni che può essere utile a chi fa email marketing e quindi gestisce una <strong>newsletter</strong> è individuare quanti degli utenti che ricevono la newsletter la leggono e poi cliccano sui collegamenti per andare sul sito. Normalmente, questi risultano arrivare o dai siti di webmail con cui leggono la posta, oppure come <strong>accessi diretti</strong> al sito. Evidentemente, sapere se la newsletter che spediamo viene letta, ed all&#8217;interno di questa quali sono i collegamenti che vengono seguiti ci fornisce ottime informazioni sul successo o meno delle <strong>campagne di email marketing</strong>.</p>
<p>Gli stessi concetti che descriverò qui sotto, si applicano alle campagne fatte con i <strong>banner</strong>, alle campagne <strong>pay per click</strong> di circuiti diversi da Adwords, addirittura ai collegamenti all&#8217;interno di <strong>documenti Word</strong> o ai <strong>documenti PDF</strong> ed in generale a qualsiasi cosa contenga un collegamento.</p>
<p>Google Analytics monitora le campagne online usando una combinazione dei seguenti cinque parametri di marketing:</p>
<ul>
<li> Sorgente</li>
<li> Mezzo</li>
<li> Termine</li>
<li> Contenuto</li>
<li> Campagna</li>
</ul>
<p><span id="more-106"></span></p>
<h3>Sorgente</h3>
<p>Ogni <strong>referral</strong> a un sito web ha un&#8217;origine o sorgente. Esempi di sorgente sono il motore di ricerca Google, il motore di ricerca Yahoo, il <strong>nome di un sito web</strong>, il <strong>nome di una newsletter</strong> ed in generale qualunque fonte da cui possono arrivare i visitatori sul nostro sito.</p>
<h3>Mezzo</h3>
<p>Il mezzo aiuta a definire l&#8217;origine. Insieme, origine e mezzo forniscono informazioni specifiche sulla <strong>provenienza del visitatore</strong>. Ad esempio, il visitatore arrivi dai risultati di unmotore di ricerca come Google, il mezzo potrebbe essere &#8220;pay per clic&#8221;, a indicare un <strong>collegamento sponsorizzato</strong> pagato dall&#8217;inserzionista, oppure &#8220;organico&#8221;, ad indicare un collegamento nei risultati non pagati del motore di ricerca. Nel caso di una <strong>sorgente da newsletter</strong>, si può fare in modo che compaia come &#8220;<strong>email</strong>&#8221; o analogamente da campagne di marketing su altri siti, come &#8220;banner&#8221;, però perché questo avvenga <strong>bisogna effettuare le semplici operazioni</strong> indicate sotto.</p>
<h3>Termine</h3>
<p>Il termine o <strong>parola chiave</strong> è la parola o la <strong>frase</strong> che un utente ha cercato in un motore di ricerca e poi è arrivato sul nostro sito selezionandoci tra i risultati.</p>
<h3>Contenuto</h3>
<p>Il parametro contenuto descrive la versione di un annuncio pubblicitario sul quale un visitatore ha cliccato. Viene utilizzata per gli annunci<strong> Content-Target</strong> e per il <strong>Test dei contenuti (A/B)</strong> per determinare la versione dell&#8217;annuncio maggiormente efficace nell&#8217;attrarre potenziali clienti redditizi (se a qualcuno interessa in particolare, di questo parlerò in futuro).</p>
<h3>Campagna</h3>
<p>Il parametro <strong>campagna</strong> differenzia le promozioni di prodotti, come &#8220;Sci a prezzi convenienti&#8221; e le campagne con slogan, come &#8220;In forma per la prova costume&#8221;. Serve per <strong>differenziare in dettaglio i visitatori</strong> che arrivano dalle varie newsletter spedite . Potrebbe anche essere &#8220;Newsletter giugno&#8221; o &#8220;Newsletter luglio&#8221;.</p>
<h3>Ok, bellla spiegazione, ora vediamo la pratica</h3>
<div><span>Per tenere traccia delle campagne fatte tramite email marketing bisogna modificare l&#8217;URL con cui si fa arrivare l&#8217;utente sul sito,  aggiungendo nel collegamento dei parametri in più.</span><br/><br/></div>
<div><span>Per Esempio, </span></div>
<div><span>Nel caso di pagine statiche, l&#8217;url del collegamento da:</span><br/><br/></div>
<div><span><span style="color: #ff0000;">http://www.example.com/landingpage</span></span></div>
<div></div>
<div><br/><span>diventa:</span><br/><br/></div>
<div></div>
<div><span style="color: #ff0000;"><span>http://www.example.com/landingpage</span></span><span><strong>?<span style="color: #00ff00;">utm_source</span></strong>=<span style="color: #3366ff;"><strong>newletter</strong></span><em>&amp;</em><span style="color: #00ff00;"><strong>utm_medium</strong></span>=<span style="color: #3366ff;"><strong>email</strong></span><em>&amp;</em></span><span style="color: #00ff00;"><strong><span>utm_campaign</span></strong></span><span>=<span style="color: #3366ff;"><strong>newsletter-settembre</strong></span></span></div>
<div><br/></div>
<div>La landing page è la pagina su cui l&#8217;utente viene indirizzato dai collegamenti della newsletter.</div>
<div><span> </span></div>
<div><span>i parametri che si possono aggiungere sono i seguenti: </span></div>
<div><span> </span></div>
<ul>
<li><span><strong>utm_source</strong> Richiesto. Usato per identificare un motore di ricerca,  newsletter o altra fonte di contatti.</span></li>
<li><span><strong>utm_medium</strong> Richiesto. Usato per  identificare il mezzo. Ad Es. Banner, email, PDF ecc.</span></li>
<li><span><strong>utm_term</strong> Facoltativo. Usato per tracciare campagne ppc esterne ad  adwords.</span></li>
<li><span><strong>utm_content</strong> Facoltativo. Usato per testare diversi collegamenti che  puntano alla stessa pagina.</span></li>
<li><span><strong>utm_campaign</strong> Facoltativo ma raccomandato. Usato  per identificare la campagna</span></li>
</ul>
<div><span> </span></div>
<div><span>In particolare, per approfondire ci sono i seguenti collegamenti, tutti dalla documentazione ufficiale di Google Analytics in italiano:</span></div>
<ul>
<li><a title="Spiegazione referral, sorgente, mezzo, termine, campagna, contenuto" href="http://www.google.com/support/googleanalytics/bin/answer.py?answer=55579" target="_blank"><span>Approfondire il significato dei 5 termini indicati sopra</span></a></li>
<li><a title="Spiegazione dettagliata di come si inseriscono i collegamenti per il tracking nelle newsletter" href="http://www.google.com/support/googleanalytics/bin/answer.py?answer=55518" target="_blank"><span>Come inserire i codici nei links</span></a></li>
<li><span><a title="Url Generator fornito da Google Analytics" href=" http://www.google.com/support/googleanalytics/bin/answer.py?answer=55578 " target="_blank">Url generator</a>: tool che inserendo l&#8217;indirizzo della pagina di destinazione  ed i valori per i vari parametri, genera automaticamente l&#8217;url. In pratica fa tutto il lavoro sporco spiegato sopra.</span></li>
</ul>
<p><br/><br/><br/></p>
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